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Cultura e Società

Prevenzione contro l’abuso di alcol: a Lamezia Terme il progetto “Non ce la dai a bere”

Paolo Emanuele · 5 anni fa

Il percorso di vita di ognuno, si sa, è lastricato di innumerevoli ostacoli: siano essi di natura economica, psicologica, sociale, ambientale, congiunturale a seguito di un tragico evento imprevisto, tutti noi nel corso degli anni forgiamo il nostro carattere proprio in reazione alle prove di forza che la vita ci costringe ad affrontare. Si tratta di crocevia fondamentali, bivi di fronte ai quali un gesto di forza in più o in meno può fare la differenza per il proprio prosieguo esistenziale. Molti riescono a indovinare la strada giusta da percorrere, per molti altri la scelta sbagliata si coniuga come l’inizio di una deriva che prima ancora di essere fisica, è morale ed esistenziale. Un bicchiere di troppo, un minuto di euforia in eccesso che fa credere di poter sperimentare qualsiasi sostanza; momenti, attimi fugaci che potrebbero sembrare niente, ma che in realtà sono tutto. Specialmente per chi è solo, per chi non è cosciente del modo subdolo con cui il veleno del vizio si insinua di soppiatto, senza farsi notare, per poi consumare le persone da dentro, poco a poco, giorno dopo giorno. Ai primi posti tra i vizi più diffusi in Italia c’è sicuramente l’abuso di alcol, e Lamezia Terme non fa eccezione dal momento che la percentuale di persone dipendenti dal bere è, purtroppo, perfettamente in media con il trend nazionale. A riferire di questo è il Servizio di Alcologia del Ser.T. dell’Asp di Catanzaro, che proprio in questi mesi sta promuovendo il progetto “Non ce la dai a bere”, con l’intento di sensibilizzare la comunità sui rischi alla salute legati all’abuso di alcol. La campagna di comunicazione è partita con la presentazione, un mese fa, presso il Liceo Scientifico G.Galilei di Lamezia Terme e sta continuando alacremente con l’organizzazione, tra le altre cose, di una serie di eventi collaterali: l’ultimo dei quali avvenuto sabato 10 maggio al Chiostro di S. Domenico sotto forma di mostra-challenge fotografica e di proiezione di mini video collegati al tema in questione. Ma il progetto si declina soprattutto sull’informazione e sulla “formazione” dedicata, sul coinvolgimento di enti privati e pubblici, e in generale sulla responsabilizzazione personale, affinché attraverso la prevenzione si possa in qualche modo scongiurare il rischio di dipendenze. Non è un caso che il progetto abbia preso il via proprio da un liceo, dal momento che i giovani, insieme alle donne, rappresentano i soggetti più a rischio. I dati, forniti dalla dott.ssa Mirella Samele, responsabile del centro di Alcologia del Ser.T di Lamezia Terme, sono in questo senso allarmanti: 170 i pazienti in cura, di cui il 30% donne dai quaranta anni in su (molte extracomunitarie). Corposa anche la percentuale di giovani, molti dei quali vengono indirizzati presso il Centro dopo essere stati ripetutamente trovati ubriachi alla guida. Proprio a questo proposito viene sottolineato lo strettissimo collegamento tra l’alcol e lo scatenarsi di eventi acuti quali appunto gli incidenti stradali, ma anche infortuni domestici o sul lavoro. L’alcolismo inoltre si conferma una patologia cronica su base genetica che può avere anche cause ambientali (molti bevono perché in famiglia padre o nonno lo fanno abitualmente) ed effetti, come noto, sulla salute diffusamente intesa (danni al cuore, polmoni, fegato, pancreas, sistema nervoso ecc.). Stile di vita e salute mantengono dunque un legame incontrovertibile, e da questa consapevolezza nasce appunto il progetto “Non ce la dai a bere”, affinché tutti siano informati a sufficienza dei rischi legati a scelte di vita sbagliate e al cedere con troppa facilità alle debolezze nei momenti “spartiacque” della propria esistenza. Sapere di non essere soli in questo senso, di poter chiedere aiuto e supporto, di non avere alibi, è sicuramente un ottimo modo per scegliere la strada giusta.