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Intervista al giornalista Alessandro Gisotti di Radio Vaticana: “Il Dio di Papa Francesco è il Dio delle sorprese”

Paolo Emanuele · 6 anni fa

Il Dio di Papa Francesco è il Dio “delle sorprese”. A sorprenderci (scusate il gioco di parole) nella nostra chiacchierata con il giornalista di Radio Vaticana Alessandro Gisotti, è questa espressione che sintetizza un pontificato come quello di Bergoglio che, in poco più di un anno, ha avuto mille e più definizioni dai media, dal Papa “rivoluzionario” al Papa dei poveri, senza lasciarci mancare anche qualche simpatica definizione di “Papa di sinistra”. Il “Deus semper maior” di Ignazio di Loyola per Alessandro Gisotti fa capire chi è Papa Bergoglio, in che tempi e cosa possiamo aspettarci dal suo pontificato. Non sono solo le “sorprese” dei suoi gesti o delle parole fuori dai protocolli, ma “sorprese” che toccano temi cruciali della vita della Chiesa, dalla riforma della Curia alle posizioni che saranno discusse dal Sinodo dei Vescovi sulla famiglia del prossimo mese di ottobre. “Occorre avere pazienza, i tempi della Chiesa non sono quelli della politica o dei giornali” ci dice Gisotti: “è normale che nelle parole di Papa Francesco si ricerchino le più svariate interpretazioni, ma occorre aspettare ciò che i vescovi diranno nel Sinodo sulla famiglia, snodo fondamentale del pontificato di Bergoglio, mentre ciò che possiamo fare come credenti è pregare che lo Spirito Santo continui a guidare l’azione del Pontefice”. Alessandro Gisotti parla di un Papa “docile all’azione dello Spirito Santo” ed è questo la chiave per interpretare un pontificato “fatto di gesti e parole che sono entrati nella memoria collettiva di tutti noi”: “Papa Francesco ci sorprende perché è lui stesso che si lascia sorprendere da Dio” aggiunge il cronista che non esclude future “sorprese” di Bergoglio che non saranno gradite dall’opinione pubblica perché “non è all’opinione pubblica che Francesco risponde, ma allo Santo Santo”.

Ma c’è un filo rosso che lega gli ultimi tre pontefici soprattutto sul piano della comunicazione?

Per Gisotti si tratta di “tre pontefici diversi per personalità, carisma e per il tempo in cui hanno esercitato il loro ministero ma accumunati dall’esperienza del Concilio Vaticano II e dalla priorità dell’annuncio del Vangelo, da quella spinta conciliare ad andare ad annunciare il Vangelo nel mondo con coraggio e speranza”. Se Giovanni Paolo II è stato il “grande missionario” e Benedetto XVI il Papa che “ha dimostrato la straordinaria fecondità del dialogo tra fede e ragione e tra credenti e non credenti”, Papa Francesco è il Papa che si fa testimone della “cultura dell’incontro”. E Gisotti ricorre a un particolare “mediatico” per farci capire che cos’è per Francesco la “cultura dell’incontro”: “la maggior parte delle interviste di Papa Francesco sono state rilasciate a testate che non rientrano nella cosiddetta stampa cattolica, segnale chiaro che Bergoglio non ha paura di incontrare anche chi è lontano, anche da quegli incontri che lasciano l’amaro in bocca per Francesco si può ricevere e si può dare qualcosa.”

Ma come cambia l’organizzazione “politica” della Chiesa di Bergoglio?

A guidare Papa Francesco, per il cronista di Radio Vaticana, un’altra “bussola” del Concilio Vaticano II, che è il principio della sinodalità: “Papa Francesco dà grande importanza agli episcopati locali, basta vedere il testo dell’Evangelium Gaudii e le tante citazioni delle conferenze episcopali dei singoli paesi per capire che Francesco tenderà a dare una maggiore autonomia agli episcopati italiani e i sinodi saranno i contesti in cui la Chiesa camminerà insieme con più profezia”. E a proposito di Sinodi, Gisotti vede in quello sulla famiglia previsto per il prossimo ottobre “uno snodo fondamentale del pontificato di Francesco”: “rispetto alle tante aspettative che si hanno su Papa Francesco, in particolare riguardo ai cosiddetti temi eticamente sensibili, occorre riscoprire il valore del tempo e della pazienzae pregare per i vescovi di tutti il mondo che in occasione del Sinodo saranno chiamati a confrontarsi su un tema centrale quale quello della famiglia”.

Sui temi economici, per Gisotti, “Papa Francesco prosegue nell’importante lavoro iniziato da Benedetto XVI che ha dotato il Vaticano di strumenti finanziari di trasparenza simili a quelli di tanti paesi europei”: “Francesco non vive su Marte, sa che il denaro serve, ma lui si pone contro l’idolatria del denaro, contro una concezione del denaro “idolo” che governa gli uomini”.