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Vita diocesana

Caritas, Mons. Francesco Soddu a Lamezia: “aumentati in 2 anni Italiani e stranieri che lasciano il paese”

Paolo Emanuele · 5 anni fa

Aumentano i cervelli che vanno via dall’Italia, un imponente flusso migratorio di ritorno vede i lavoratori del Sud Italia tornare dal centro-nord nelle regioni di origine e rispetto al 2012 sono aumentati del 17,9% gli stranieri in Italia tornati nel loro paese o emigrati verso un altro paese europeo. Se nel 2012 il Rapporto Caritas su povertà ed esclusione sociale parlava di “ripartenti”, i dati di oggi mostrano che si è trattato di “false partenze”, di una crisi che “non è stata congiunturale ma sistemica e le persone che hanno provato a ripartire hanno trovato impieghi al di sotto delle loro capacità, sfruttamento, sotto retribuzione”. E’il commento del direttore della Caritas Italiana, Mons. Francesco Soddu - intervenuto questa mattina a Lamezia all’inaugurazione della nuova casa della Caritas Diocesana a S. Eufemia “Le Querce di Mamre” – ai dati del Rapporto Caritas 2014 su povertà ed esclusione sociale in Italia dal titolo "False partenze". A due anni dalla pubblicazione del rapporto “I ripartenti”, Mons. Francesco Soddu fa il punto sulla situazione socio-economica italiana e sull’azione della Caritas che “in questi anni più volte si è trovata a supplire l’assenza delle istituzioni e le carenze del welfare statale coprendo servizi di competenza delle amministrazioni pubbliche”. “False partenze”, dunque, che si contrappongono alle “vere partenze” che sono state quelle di Italiani e stranieri che hanno lasciato il Paese, all’aumento delle nuove povertà che “sono figlie di quella cultura dello scarto e dell’indifferenza di cui parla Papa Francesco”: “noti economisti affermano che le nuove povertà si combattono con il lavoro e non con l’elemosina” – ha affermato Soddu – “noi come Chiesa riteniamo che prima occorre mettere in campo azioni contro la povertà, poi azioni sistemiche per consentire di uscire dalla situazione di povertà con il lavoro”. “Anche in questo contesto si possono intravedere segnali di speranza”, ha proseguito il direttore della Caritas: “in tutte le competizioni sportive, dopo tante false partenze arriva il momento in cui inizia la gara vera e propria e quando ci sarà la ripresa come Chiesa dobbiamo occuparci di tutti, non solo di chi riparte prima ma anche di chi è rimasto indietro o fa fatica a ripartire”. Un’azione sociale, quella della Caritas, che riflette lo stile della Carità di Cristo, del Buon Samaritano che si prende cura dei feriti, degli esclusi, degli emarginati. Questo il compito della Caritas nella società per Mons Soddu, un compito ispirato a una visione dell’economia “che non è eticamente neutra, ma può creare rapporti sociali o distruggerli, generare coesione sociale o divisione”. Parlando del nuovo progetto promosso dalla Caritias lametina, lo ha definito “esempio di una solidarietà pratica, concreta, visibile”. “La Chiesa non fa l’infermiera del mondo, ma è fatta da uomini e donne che feriti dall’annuncio dell’Amore di Dio si mettono a servizio degli altri”, ha affermato il Vescovo di Lamezia Mons. Luigi Cantafora che commentando il brano della Genesi a cui si ispira il nome del progetto ha evidenziato come “l’icona biblica di Abramo che accoglie i tre stranieri ci ricorda che accogliendo ogni uomo e ogni donna noi accogliamo Dio ed è questo agire nella gratuità che è efficace e fecondo e che fa bene al mondo” Una casa per tutto il quartiere, un centro di aggregazione e di ascolto, un incubatore di idee, uno spazio dove accogliere 10 persone senza fissa dimora. Queste le finalità della nuova casa “Le Querce di Mamre” che – ha spiegato il direttore della Caritas Diocesana P. Valerio Di Trapani – “restituisce alla collettività un immobile che stava deteriorandosi e ne fa uno spazio dove tutti si sentiranno a casa, dove le idee dei singoli troveranno il sostegno degli altri, dove combattere l’esclusione sociale e l’emarginazione che è il vero problema della nostra società, prima ancora della disoccupazione e della povertà”. La casa, che sorge in una struttura affidata in comodato d’uso dal Comune alla Caritas, risponde in particolare ai bisogni di un territorio come quello di S. Eufemia dove – ha aggiunto Padre Valerio – “non mancano le buone volontà e le energie ma occorre metterle insieme e lasciare segni concreti per il territorio”. Ha lodato la collaborazione tra la Caritas Diocesana e il Comune il Sindaco Gianni Speranza che ha auspicato che “la ripresa economica sia all’insegna di una maggiore eguaglianza sociale”.