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Chiesa

Dio per mano e il Vangelo nel cuore

Paolo Emanuele · 5 anni fa

«O Signore, difendimi dall’uomo che ha eccellenti intenzioni e cuore impuro: perché il cuore è su tutte le cose fallace, e disperatamente malvagio».

Così scrive T. Eliot, all'inizio del V° coro de “La rocca”. E mentre Lamezia Terme ha da poco terminato la festa a uno dei suoi santi più amati e familiari, viene spontaneo chiedersi cosa resta di quanto abbiamo vissuto? Sarà vero il detto popolare: “Passato il santo, passata la festa”? La frase di Eliot ci mette in guardia dalle eccellenti intenzioni che possono abitare dentro di noi come delle grandi azioni di cui possiamo essere fieri. Perché se il cuore non cambia e resta tale e quale prima della festa, il Santo è davvero passato invano. Quando Salomone era succeduto a Davide sul trono di Israele, in preghiera, aveva chiesto a Dio la “sapienza del cuore” ovvero “un cuore che ascolti”, docile e aperto alla verità. E infatti nessuno è esente dalle lotte nel cuore, tanto che un antico detto dei Padri del deserto diceva: «All’eremita sono risparmiate tre battaglie: quella degli occhi, quella della lingua e quella delle orecchie. Gliene resta una: quella del cuore».Nella Bibbia il cuore è il sacrario, l’anima di ogni persona con le sue ragioni, come direbbero Pascal e Saint’Exupéry, ragioni che sono invalicabili alla pura razionalità. Sant’Antonio a tal proposito nei suoi Sermoni scriveva: «E come il tuo cuore è posto nella parte superiore del tuo petto, così le sue aspirazioni e i suoi pensieri devono essere rivolti alla gloria del cielo. Dov’è il tuo tesoro, la deve essere anche il tuo cuore!». La storia di Antonio è particolarmente ricca di narrazioni entusiastiche: conflitti cittadini risolti, riconciliazione e perdono tra i nemici, conversione di usurai e strozzini, insieme a grandi prodigi e miracoli. Per questo San Giovanni Paolo II aveva potuto dire che «Durante tutta la sua esistenza Sant'Antonio fu un uomo evangelico. E se noi lo onoriamo come tale, è perché noi crediamo che lo Spirito Santo ha abitato in lui in modo straordinario arricchendolo con i suoi meravigliosi doni e muovendolo “da dentro”». E proprio questo “muovere da dentro” che rende il nostro Sant’Antonio un modello da seguire. Come scriveva Eliot, possiamo avere intenzioni eccellenti, vantare azioni super-meritorie, ma se il cuore, l’unica cosa che ci “muove da dentro” non cambia, allora abbiamo di che temere sia dagli altri, che da noi stessi soprattutto. E il cuore ha la possibilità di cambiare se accoglie l’Evangelo; la Parola di Dio che fa beati i puri di cuore, perché di essi è il Regno dei cieli; Parola di Dio che ricorda che dal cuore escono i propositi di male; Parola di Dio che dice che con Dio si parla cuore a cuore, come un amico ad un altro amico. Antonio è sempre raffigurato con Gesù Bambino tra le braccia. è questa l’immagine viva che abbiamo di lui. Antonio uomo beato dal cuore puro, perché uomo evangelico, continua a dirci che si può giungere a tenere Dio tra le braccia quando si è scelto di tenere il vangelo nel cuore e nella vita. Solo in questo modo, Sant’Antonio non sarà passato invano - un altro anno - per le strade di questa città.