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Educazione e Scuola

Istituto comprensivo Borrello Fiorentino, inaugurazione mostra di arte e laboratorio informatico

Antonio Cataudo · 5 anni fa

L’istituto comprensivo “Borrello-Fiorentino” di Lamezia Terme, diretto da Albino Cuda, ha chiuso l’anno scolastico 2013/14 con due cerimonie inaugurali, che hanno riguardato una mostra d’arte con la creazione di oggetti di ceramica e di manufatti all’uncinetto, che ha coinvolto alcune donne rom; e poi l’inaugurazione di un nuovo laboratorio informatico. Ma procediamo per ordine. Nel pomeriggio di lunedě scorso, 23 giugno, č stata inaugurata presso i locali della scuola in Piazza 5 Dicembre -istituto comprensivo - la mostra d’arte “Donne Rom: fra tradizione e cambiamento” (nell’ambito delle attivitŕ formative del PON 2013-2014), promossa dal Centro Territoriale Permanente per l’Istruzione degli adulti (CTP/IDA), con sede presso lo stesso istituto. Alla cerimonia inaugurale sono intervenuti, tra gli altri, oltre al preside Cuda, il sindaco di Lamezia Gianni Speranza, il fondatore della don Giacomo Panizza, il luogotenente dei Carabinieri della Stazione di Sambiase Mimmo Medici, docenti, discenti, e numerosi cittadini, che hanno avuto modo di visitare la mostra, che rimarrŕ aperta fino a luglio, e ancora a settembre. Oltre al dirigente scolastico, hanno collaborato al Progetto PON FSE 2013-14: il tutor e referente di valutazione Ninfa Marilena Vescio; il facilitatore/animatore Umberto Antonio Tramontana; Domenico Caputo, Maria Luisa D’Ippolito, Pietro Mancari, Anna Cittadino. 19 le corsiste Rom impegnate nei laboratori artigianali: Maria Rosa Abruzzese, Emanuele Amato,

Francesca Amato, Laura Amato, Tiziana Amato, Laura Berlingieri, Rosina Berlingieri, Antonia Bevilacqua, Cosima Bevilacqua, Eugenia Bevilacqua, Fiora Bevilacqua, Francesca Bevilacqua, Manuela Bevilacqua, Rosanna Bevilacqua, Simona Bevilacqua, Carmelina Carchidi, Pasqualina Gagliardi, Fiorella Passalacqua, Giovanna Villella. Le corsiste coinvolte nella realizzazione di manufatti di ceramica e nei lavori eseguiti all’uncinetto, sono state affiancate dalle esperte Graziella Cantafio (ceramista), Maria Portogallo, Sabina D’Alessandro, Isabella Zappone, Maria Renda, Bianca Lillo, Teresa Matera.Tanti i lavori realizzati: dallo -un oggetto associato agli Indigeni del nord America, <>- alle stampe di ceramica raffiguranti gatti, gufi e civette, coccinelle, caprette

etc, con tanto di spiegazione del loro significato nell’antichitŕ.“Un grazie a tutti… e un ringraziamento particolare –si legge nella nota di presentazione della mostra- va a Brunella Bava, Angela Mendicino e Maria Oliverio, che in maniera volontaria, mettendo a disposizione il loro tempo e con l’impegno profuso durante tutto il percorso, hanno dato esempio di grande disponibilitŕ e contributo alla buona riuscita dei laboratori”.Il Centro Territoriale Permanente per l’Istruzione degli adulti, al servizio del territorio e della comunitŕ per contribuire alla creazione dell’innovazione e del benessere sociale, “vanta sul territorio di Lamezia –ha spiegato la professoressa Ninfa Marlena Vescio, tutor e referente dei laboratori- un’esperienza piů che ventennale con i Rom, principalmente adulti. Questa lunga esperienza –ha aggiunto- ha reso evidente l’esistenza di una nuova generazione di Rom che fa

parte a pieno titolo della nostra cittŕ, che non vuole vivere nel degrado e nell’emarginazione. Questi laboratori hanno costituito un momento soprattutto culturale, oltre che generazionale -ha concluso Ninfa Marilena Vescio-; un esempio significativo che non č favorire il superamento di blocchi comunicativi e rimuovere gli ostacoli di differenze culturali e sociali, che di fatto limitano la libertŕ e l’uguaglianza ed impediscono il pieno sviluppo della persona sul piano affettivo, cognitivo, emotivo, relazionale e sociale”. Soddisfatto il dirigente scolastico per l’ottimo risultato raggiunto, che č possibile toccare con mano visitando la mostra, soddisfatte le esperte e, soprattutto, le corsiste, che sono state l’anima dei laboratori artigianali. E passiamo all’altra cerimonia, svoltasi nella mattinata di sabato 28 giugno presso la scuola in Via Matarazzo -istituto comprensivo -, che ha riguardato l’inaugurazione di un nuovo laboratorio informatico: “Lab 2.0 Digilabor”. Anche qui sono intervenuti oltre al presiede Albino Cuda, l’assessore comunale Gianni Gallo, in rappresentanza del sindaco di Lamezia, una rappresentanza dei Carabinieri della Stazione di Sambiase con il luogotenente Mimmo Medici, docenti, il presidente del Consiglio d’istituto Michele Di Nunno, gli operatori del “Centro Ufficio”, personale di segreteria, rappresentanze di genitori degli alunni. Taglio del nastro a piů mani, come ha voluto il dirigente scolastico Albino Cuda, che sta per concludere il suo ultimo anno di lavoro, prima del congedo. “Ho voluto questo taglio del nastro insieme –ha spiegato il preside, ringraziando tutti-, perché una Scuola funziona quando c’č lavoro di squadra. Questa inaugurazione rappresenta solo l’inizio –ha aggiunto-, il bello inizia ora, perché iniziano le responsabilitŕ”. Il preside ha anche tenuto a sottolineare che “ostentare quello che si ha non serve a niente, soprattutto quando si fa campagna acquisti. Ma il tutto va

consumato per le ricadute che momenti come questo possono avere nella formazione dei ragazzi e sulla professionalitŕ dei docenti. Per cui ribadisco che ora occorre controllo, sorveglianza, responsabilitŕ”. Il preside ha anche informato sul costo per la realizzazione del laboratorio informatico: una spesa di Euro 69.000,00, finanziamento PON della Comunitŕ Europea. Al dirigente scolastico ha fatto eco il presidente del Consiglio d’istituto Michele Di Nunno, il quale ha ribadito che una struttura del genere “ha senso solo se viene utilizzata”. Il laboratorio d’informatica č costituito con 20 notebook, lavagna interattiva multimediale (LIM), una postazione docente dotata di un PC desktop con relativo monitor e stampante laser A4 come unitŕ di output. Insomma, un nuovo laboratorio informatico “destinato, in particolar modo –come evidenziato in una nota-, agli alunni delle classi della scuola secondaria di primo grado, in quanto giŕ e quindi in grado di utilizzare al meglio le nuove e piů moderne tecnologie”. Ma –č stato ancora evidenziato dai titolari del progetto- chiunque puň venire nel laboratorio d’informatica, nel momento in cui verranno attivati anche dei corsi per esterni. E ci piace concludere con un pensiero di Rita Levi-Montalcini, tratto da “Abbi il coraggio di conoscere”: <<…tali innovazioni offrono alle nuove generazioni scenari di straordinaria ampiezza, mettendoli a diretto contatto con popolazioni di tutto il globo>>.

Antonio Cataudo