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Vita diocesana

Udienza con S.S. Benedetto XVI

Paolo Emanuele · 5 anni fa

Vi sono incontri che, indelebili, restano scolpiti nella memoria e nel cuore di chi li ha vissuti, incontri così significativi tanto da diventare come delle coordinate entro le quali meglio si comprende il senso e l’orientamento del vivere. Incontri autentici fatti di volti, di sguardi, di parole e di gesti che come una pietra miliare indicano una meta verso la quale tendere. è quello che abbiamo vissuto il 25 giugno scorso quattro sacerdoti e tre laici assieme al nostro Vescovo, Mons. Luigi Antonio Cantafora, quando ad ospitarci nel monastero dei giardini Vaticani, che custodiscono la memoria dei primi martiri della Chiesa di Roma, è stato il papa emerito Benedetto XVI. Un appuntamento al quale non potevamo mancare e al quale, fin da quando il Vescovo ce ne aveva dato la notizia, eravamo proiettati con il movimento del cuore che, come sempre e solo, è capace di superare le barriere del tempo e dello spazio. Un incontro, quello con papa Benedetto XVI, preparato dalla Provvidenza e capace di far sperimentare, a noi che lo abbiamo vissuto, un cuore grondante di gratitudine per il Dono ricevuto. Come i sottili fili che costituiscono la trama e l’ordito di una tela, capace di stupirci durante la tessitura, così è necessario fare memoria per comprendere il senso ed il significato di un incontro che, è sì motivo di onore per chi l’ha vissuto ma è altresì motivo di grande responsabilità. Quale dunque la genesi, quale il motivo e quale la prospettiva di un incontro che potremmo definire storico, per la nostra Diocesi, per la portata profetica racchiusa in esso tra il papa emerito Benedetto XVI e un piccola rappresentanza della Diocesi di Lamezia Terme con il suo Vescovo. La genesi la possiamo individuare nell’abbraccio fecondo tra l’intuito lungimirante del nostro Pastore, che fin dall’inizio del suo episcopato ha pensato ad una Chiesa nuova per una nuova città di Lamezia Terme, e la storica Visita Apostolica del Santo Padre Benedetto XVI alla nostra Diocesi di Lamezia Terme, durante la quale, nella solenne Santa Messa è stata benedetta la prima pietra della futura Concattedrale di Lamezia Terme. Il sincero e rispettoso dialogo interistituzionale, con i responsabili dell’Amministrazione comunale di Lamezia Terme, ha permesso di individuare l’area destinata a divenire il cuore pulsante della Città e della Diocesi. In una nuova “agorà” si affacceranno e si incontreranno il Municipio e la Concattedrale, ed entrambe le realtà, in modo diversificato e secondo le peculiarità tipiche di ciascuna istituzionale, saranno chiamate a realizzare un dialogo rispettoso e fecondo al servizio e per la promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo. è stata proprio la visita apostolica del Santo padre Benedetto XVI a dare impulso e catalizzare il passaggio dall’intuito del nostro Vescovo alla fase progettuale e dare così corpo e concretezza alla sua lungimirante idea. Individuata l’area e deciso il nome “san Benedetto” in onore del Santo Padre che a San Benedetto da Norcia ha fatto riferimento nello scegliere il nome programmatico del suo luminoso e cristallino pontificato e magistero è stato indetto un concorso il cui risultato è stato sintetizzato nel testo “Una Chiesa nuova per una nuova città”. L’esperienza del concorso per la concattedrale di Lamezia Terme, a cura di Adelchi Ottaviano, Francesco Stella e Roberto Tomaino, edito dalla Rubettino. è stato proprio questo testo il motivo per il quale ci siamo recati dal Santo Padre per consegnare nelle sue mani il risultato del concorso con il progetto vincitore del noto architetto il prof. Paolo Portoghesi. Grande è stata la commozione, per ciascuno di noi, quando il nostro Vescovo ha invitato il Santo Padre a tornare a Lamezia Terme per benedire personalmente, quando sarà ultimata, la Chiesa Concattedrale di San Benedetto e ci siamo sentiti rassicurare dal Santo Padre che certamente l’avrebbe benedetta dal paradiso. Sapere che la nostra Chiesa concattedrale, ha e avrà la preghiera di un uomo che la provvidenza ha voluto presente al Concilio Vaticano II, che per anni ha servito la Chiesa, accanto al Santo papa Giovanni Paolo II, quale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e infine come umile operaio della Vigna del Signore chiamato ad essere successore dell’Apostolo Pietro e Vicario di Gesù Cristo, non solo è stato per noi motivo di gioia ma anche abbiamo avvertito tutta la responsabilità per un’opera che ha una portata storica e profetica, la prima chiesa pensata per la Città di Lamezia Terme ma anche legata storicamente alla Abbazia Benedettina di Sant’Eufemia e a tutta la spiritualità del monachesimo occidentale che nella regola benedettina trova la sua radice più viva e vivificante. Dall’esile e anziana persona di papa Benedetto XVI, ma grande nella sua statura spirituale e morale, fragile nel corpo ma lucido nella mente siamo ripartiti con la consapevolezza di avere ricevuto una lezione di umiltà e di grande delicatezza umana che non potrà non diventare lo stile di una chiesa che di lui porta il nome e che dalla sua preghiera è sostenuta.

don Domenico Cicione Strangis