·

Vita diocesana

Torna la Madonna di Dipodi

Paolo Emanuele · 5 anni fa

Il culto della Madonna è imponente in ogni angolo del mondo cristiano e cattolico, anche sotto il profilo dell'ampiezza e della solennità. lo testimoniano le cattedrali e le basiliche a Lei dedicate, ma lo attestano anche i luoghi di culto disseminati in piccoli borghi quando non addirittura in località lontane da centri abitati dove i fedeli accorrono, nel corso dell'anno e non solo in occasione delle festività, per invocare la Madre di Dio e ringraziarLa per benefici ricevuti. Gli è che in questi luoghi sacri, non importa se costruiti col concorso o meno dei migliori architetti e di validi artisti, -in questi luoghi- batte ovunque il cuore di un popolo devoto, della sua religiosità, della sua stessa storia, spesso anche civica. Così è per la chiesa che sorge in territorio di Feroleto Antico, su quel dolce rilievo di poggi che, in quell'area, fanno- come dire?- da contrafforte alla Piana lametina. Luogo salubre e quieto dove tutto sembra fatto apposta per aiutare il corpo e la mente a riposare e far sì che ognuno possa ritrovare se stesso; dove accade che l'inevitabile movimento festaiolo(tipico delle ricorrenze festive) nulla toglie alla compostezza della circostanza. Così sarà nei prossimi giorni 13, 14 e 15 di agosto. Dipodi, nella cui chiesa(ora Santuario diocesano), è venerata la Madonna con il titolo di "Maria SS. di Dipodi", come sempre nelle analoghe precedenti occasioni, sarà meta di pellegrinaggi di singoli o comunitari, provenienti dai paesi della Piana e non solo. Da Lamezia, città capoluogo della diocesi, che dista meno di dieci chilometri di strada carrozzabile dal Santuario, alle prima luci dell'alba di giovedì prossimo, partirà, come per tradizione, il pellegrinaggio"clou" di questa festività.

I partecipanti si ritroveranno nella scalinata della chiesa di Santa Maria Maggiore(San Francesco), da dove muoverà il corteo orante che, a piedi coprirà il percorso dei nostri avi quando la motorizzazione non era ancor tanto diffusa, attraversando, per interpoderali di scorciatoia, Misà, Lagani, bivio Malaspina, volgendo poi verso Dipodi e raggiungere la meta all'ora della prima messa mattutina. Si tratta della continuazione, attraverso i secoli, di una tradizione religiosa e popolare, talvolta arricchita da una più o meno numerosa partecipazione di emigranti che tornano ai luoghi di origine per le vacanze estive. La festività comporta anche il rinnovo di un'altra usanza che, pur se con antiche radici, è ancora viva e sentita. La manifestazione pubblica, cioè, con canti e preghiere, della protezione ricevuta dal devoto il quale per la bisogna si era rivolto, esaudito e soccorso, appunto a Maria SS. Questa manifestazione di fede e di gratitudine è affidata a gruppi di bambine(le verginelle) che seguiranno la processione del Simulacro della Madonna che è in programma, come sempre, l'anti-vigilia della festa, mercoledì giorno 13 con inizio alle ore 19. A conclusione celebrerà l'Eucaristia S.E. mons.Vincenzo Rimedio, Vescovo emerito. E sarà il via ad un movimento di migliaia di fedeli che nei due giorni successivi raggiungeranno il Santuario per l'acquisto delle indulgenze concesse da papa Callisto II, nell'anno 1100, quando il romano Pontefice venne a Nicastro per consacrare la Cattedrale. Sarà il vescovo diocesano, S.E. mons. Luigi Cantafora, assistito dal Rettore del Santuario, don Antonio Astorino, a presiedere la solenne celebrazione eucaristica all'aperto, nello spiazzale del Santuario, la vigilia della festività, giovedì con inizio alle ore 21. Rito che sarà animato dal coro"Ut Unum Sint" del maestro Francesco Caligiuri. A conclusione del rito religioso, i componenti del "Gruppo Giovani di Pianopoli" animeranno la veglia di preghiera. Il giorno dopo, solennità dell'Assunta, ancora pellegrini gremiranno il Santuario di Dipodi. Sono tanti coloro che, specialmente della città della Piana, preferiscono ormai con ritmo crescente di anno in anno, trascorrere il ferragosto non lontano dalle proprie abitazioni, quindi, a Dipodi per l'appunto, all'ombra del Santuario, circondato da alberi secolari ed ora anche da edifici utilizzati per le attività varie, di natura ecclesiale e socio-culturale; dalla Casa del Pellegrino, da una piccola chiesa per "ritiri spirituali" e dal Convento delle Monache Benedettine. Una storia quella del Santuario di Dipodi, che viene da lontano. E' certo che ha avuto inizio all'epoca dell'imperatore Costantino. Fu lui l'ideatore della costruzione in quel luogo del primo sacro edificio, in segno di devozione alla Madonna e per ricordare la favorevole conclusione di uno scontro avvenuto tra cristiani e pagani, proprio là dove ora sorge il Santuario. Ugo Caravia