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Parrocchie news

Celebrata in piazza Kennedy di Lamezia la festa in onore di San Rocco

Antonio Cataudo · 5 anni fa

Celebrata in piazza Kennedy di Lamezia ovest, a cura dei padri Minimi del convento dei via della Pace, la festa liturgica in onore di San Rocco, preceduta da un triduo preparatorio, che ha visto ogni sera, dalle 19, la recita del Santo Rosario e la preghiera al Santo. A presiedere la Santa Messa serale all’aperto del 16 agosto, festa liturgica di San Rocco, è stato don Armando Augello, concelebranti i padri minimi Antonio Casciaro, Antonio Bonacci e Vincenzo Arzente; a seguire, la processione -come sempre partecipata con la preghiera e con il canto- col simulacro del Santo all’interno della stessa piazza e fino a via Giovanni Macrì, con ritorno in chiesa. Don Armando Augello all’omelia, soffermandosi sulla figura di San Rocco, ha esortato i fedeli ad essere caritatevole verso gli ultimi e i sofferenti, e ad essere accoglienti verso coloro che a bordo dei barconi, stremati della difficile situazione che vivono nei Paesi di provenienza, sbarcano sulle nostre coste a cercare fortuna e un po’di vicinanza. La festa di Piazza Kennedy ha dato ancora una volta l’occasione di riscoprire la figura di questo Santo, che nato a Montpellier, in Francia, perse i genitori in giovane età. Caritatevole verso i poveri, Rocco distribuisce loro quello che ha, per incamminarsi pellegrino verso Roma. E’il periodo in cui in Italia imperversa la peste nera. E Rocco arriva in quei luoghi già contagiati, stabilendosi nel lazzaretto di Acquapendente, presso Viterbo, per curare i malati, e poi, nel proseguire verso Roma, si ferma a Cesena e a Rimini per altre epidemie, curando sempre gli ammalati. La permanenza a Roma, è di tre anni, durante i quali passa da un ospedale all’altro. Il viaggio di ritorno da Roma a Montpellier viene interrotto da un’altra epidemia di peste, scoppiata a Piacenza e fatale per Rocco, che, contagiato, si trascina a una capanna, lungo il fiume Trebbia, ivi destinato a morirvi in tutta solitudine. Ed è a questo punto che entra in azione il famoso cane che si vede raffigurato nelle immaginette del santo, proprio al suo fianco: l’animale, con il continuo abbaiare, attira l’attenzione del proprietario del terreno, permettendo così a Rocco di farsi soccorrere, curare e guarire (secondo un’altra versione, quel cane gli porta ogni giorno un pane e gli lambisce la piaga che gli si era manifestata in una gamba; e Rocco viene scoperto dal padrone, intento a seguire il cane per vedere a chi portasse quotidianamente quel pane). Tornato a Montpellier, viene scambiato per un malfattore e finisce in carcere –senza tentare minimamente di ribellarsi- per cinque anni. Morirà a 32 anni, il 16 agosto di un anno imprecisato. I suoi resti giacciono a Venezia, nella chiesa a lui intitolata. Nel 1584 papa Gregorio XIII lo iscrive nell’elenco dei santi. La serata in piazza Kennedy si è conclusa con i fuochi d'artificio al rientro della processione e con il Karaoke, che ha coinvolto grandi e piccini nell'esecuzione dei brani proiettati su video schermo. Antonio Cataudo