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Chiesa

Papa Francesco e il Suo viaggio in Albania: vicinanza ai sofferenti, al dialogo ecumenico ed interreligioso.

Paolo Emanuele · 6 anni fa

Perchè un Papa in Albania? vicinanza ai sofferenti, al dialogo ecumenico ed interreligioso, tentativo di avvicinamento tra centro e periferia.

Il 21 settembre Papa Francesco ha effettuato il suo terzo viaggio apostolico fuori dall’Italia, il primo in un paese di area europea. Ha scelto come destinazione l’Albania. Molte testate giornalistiche, hanno messo in evidenza come la portata “simbolica” di questo viaggio. Meta del Suo primo viaggio europeo non è stata una delle grandi potenze cattoliche del continente, ma un paese “minuscolo” e fortemente colpito dal problema dell’indigenza. Tale preferenza si pone nella volontà del papato di continuare a dare priorità ai poveri e agli emarginati. Nei discorsi tenuti domenica tale priorità non è stata certo dimenticata: Bergoglio ha ricordato l’urgenza di far fronte ai bisogni dei poveri, ha auspicato che alla globalizzazione dei mercati corrisponda una globalizzazione della solidarietà, invitando a scegliere il bene, che al contrario del mero denaro che delude, infinitamente appaga. Sembra di poter dire che le linee programmatiche di questo pontificato abbiamo incontrato il favore della gente, non solo della maggioranza dei cattolici ma anche di quella degli esponenti di altre religioni. Molti sono, per esempio, i musulmani albanesi che hanno pubblicamente dichiarato di pregare per il capo della Chiesa cattolica o di chi in nessuna fede si riconosce. è molto probabile che tale apprezzamento sia da collegare alla carica umana e carismatica di Francesco, ma sarebbe ingiusto non dare rilevanza anche al suo progetto di Chiesa, un lavoro in corso che trova le sue radici nella storia e si apre a un futuro di rinnovamento per il quale molti si attendono passi nuovi e, perché no, sorprendenti. E’straordinario pensare quanto il Papa abbia a cuore questo Paese. Già al ritorno del Viaggio da Seoul, parlando ai giornalisti, il Santo Padre ricordava come in Albania vigesse l’unica Costituzione Comunista con una forma di Ateismo Pratico. Ateismo che ha portato alla distruzione di circa 2000 Chiese. Il Santo Padre tuttavia ricordava però la bella notizia. L’Albania come paese in cui si è costituito un governo di unità nazionale tra musulmani, cattolici e ortodossi. Tanto è vero che durante l’incontro tenuto presso l’università cattolica di Tirana il Santo Padre, incontrando il Leaders di altre Religioni invitava i presenti: “Cari amici, vi esorto a mantenere e sviluppare la tradizione di buoni rapporti tra le comunità religiose esistenti in Albania, e a sentirvi uniti nel servizio alla vostra cara patria”. La questione religiosa che si integra perfettamente nel sociale! Per concludere: Il viaggio a Tirana si connette direttamente a quello che il Papa farà a Strasburgo, sede del Consiglio d’Europa. Sembra abbastanza chiaro che uno dei desideri del Pontefice sia quello di porre un asse tra periferia e centro. Tuttavia l’Albania non è solo una nazione di periferia ma anche giovane e in crescita (secondo dati del Fondo Monetario Internazionale i tassi di crescita economica albanese si attestano tra il 2,5 e il 3% circa). Il Viaggio Apostolico a Tirana è l’ennesimo invito del Santo Padre ad osservare la realtà e provare a comprenderla partendo dalla periferia e non dal centro. Il Papa porterà a Strasburgo ciò che ha visto a Tirana e di non guardare solo a ciò che è statico e consolidato, ma di essere più attenti a ciò che muta e si sviluppa. Restiamo tutti in attesa della visita che il Papa effettuerà il 25 novembre alla Sede del Parlamento Europeo di Strasburgo

Don Francesco Farina