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La parola del Vescovo

Prete di Gesù, della Chiesa, dell'umanità.

Paolo Emanuele · 5 anni fa

D. Chi è padre Dino Tessari?

R. è un pover uomo contento di esser stato scelto dal Signore per esser suo sacerdote e missionario. Sono un missionario Oblato di Maria Immacolata, uno tra i 4.000 che vivono il carisma di s. Eugenio De Mazenod e hanno come scopo quello di far conoscere a tutti chi è Cristo, privilegiando i poveri e gli ultimi. Per dieci anni sono stato responsabile delle nostre missioni in Uruguay, Senegal e Thailandia e poi per 22 anni missionario nel Nord Borneo (Okalimantan) tra l’etnia dayak.

D. Cos’è la missione della Chiesa?

R. La gioia della fede è il cuore del cristiano e non vi è nulla di più necessario al mondo d’oggi che la gioia della fede che diventa vita e testimonianza. Tale fiducia di poter vivere la gioia del Vangelo è la prima condizione del rinnovamento della chiesa e dell’evangelizzazione del mondo. Non possiamo avvicinarci a Gesù e conoscere le sue intenzioni di amore per noi se non abbiamo con Cristo questo amoroso sguardo per l’umanità. Missione è star vicini a Gesù e vivere con Lui, non solo per capire il nostro cammino di salvezza, ma anche per irradiare, per comunicare vitalmente la sua gioia.

D. Dov’è la missione?

R. La missione è ovunque e oggi più che mai non ha confini. Compiamo la nostra missione di annunciare chi è Gesù dovunque ci sono persone che non conoscono chi sia, o che l’hanno smarrito, o dimenticato. E con Gesù dobbiamo avere il coraggio della scelta dei poveri, degli umili e di coloro che hanno più bisogno del Salvatore. Più viviamo in questa ottica e più gli orizzonti del nostro cuore si allargano e più siamo capaci di scelte radicali ed evangeliche che ci aiutano a sentire ed ascoltare il grido della immensa moltitudine dei popoli che ancora non conoscono l’amore del Signore.

D. Qual è il futuro della missione?

R. Per me è un momento bello quello che sta vivendo la Chiesa perché è un momento di purificazione e di consapevolezza su ciò che è essenziale. Benedetto XVI, dopo l’annuncio delle sue dimissioni, ha parlato di “Risurrezione della Chiesa” che ha bisogno non di una nuova evangelizzazione, ma di una evangelizzazione sempre nuova perché nuovo il contesto, nuovi i destinatari e nuovi gli ambiti culturali. In tutto ciò è importante agire con uno stile missionario. Ciò è possibile se si ha il coraggio di rimettere al centro Gesù. Siamo chiamati a riscoprire la buona notizia che è Gesù rimettendola al centro dei nostri interessi e di quelli della Chiesa. Ciò è possibile se riscopriamo la necessità di evangelizzare perché essa è come il motore che tiene viva nella Chiesa la spinta missionaria impressale dal suo Fondatore. Occorre annunciare il Vangelo con il linguaggio di Gesù costantemente accompagnato dalle parole della sua bontà. Ciò è possibile riscoprendo la comunità, perché rimettere al centro Gesù e il suo Vangelo significa riscoprire la vocazione comunitaria dell’essere cristiani. Una comunità che vive attorno a Gesù è la più bella testimonianza per il mondo d’oggi. Gesù vive in essa e chiama ad annunciare le grandi opere del Suo amore a tutti gli uomini.

Redazione