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Cultura e Società

Il Direttore dei Musei Vaticani in visita al Museo Diocesano di Lamezia Terme.

redazione · 5 anni fa

“Sono un uomo fortunato, che ha vissuto in mezzo al bello”.

Il professor Antonio Paolucci, già Ministro per i Beni Culturali durante il governo di Lamberto Dini ha ricoperto tra i sui numerosi incarichi anche quello direttore degli Uffizi, Soprintendente a Venezia, Verona e Mantova, ha diretto la Soprintendenza speciale per il Polo Museale Fiorentino e ha guidato la direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana. Nel 2007 Sua Santità Benedetto XVI gli affida la direzione dei Musei Vaticani incarico che ricompre tutt’oggi e che lo vede protagonista di una vera e propria rivoluzione con le aperture notturne, le prenotazioni on linee e le visite virtuali sul sito che lui stesso conduce in prima persona. Sabato 13 Dicembre il Professor Antonio Paolucci ha visitato il Museo Diocesano di arte sacra sito nel Palazzo del Seminario Vescovile di Lamezia Terme. Durante la visita, il professore, osservando le opere esposte, ha sottolineato l’importanza dei luoghi come i musei, che oggi più di ieri hanno il compito non solo di tutelare e valorizzare i beni culturali, ma anche quello di sensibilizzare la gente che li visita a coglierne la vera essenza, cioè il lato ispirato dell’opera stessa unica strada capace di condurre il visitatore alla piena comprensione dell’opera che quasi mai prescinde dall’intenzione dell’artista di “comunicare” il suo animo la sua fede e le sue emozioni. Particolarmente positivi sono i stati i commenti che il Professor Paolucci ha dedicato ad alcune opere come il cofanetto eburneo (XII sec), la statua in marmo della Madonna delle Grazie di Domenico Gagini (XV Sec), la sezione dedicata al pittore Lametino Francesco Colelli e l’intera sezione dedicata agli argenti in particolare agli ex voto. Facciamo quindi di questa graditissima visita un nuovo stimolo a lavorare sempre meglio al fine di rendere il Museo Diocesano un luogo dove non solo si possano osservare “cose belle” ma dove la storia, l’arte e la fede diventino parti di un solo Messaggio capace scuotere animi e sentimenti facendo della visita al museo un percorso intellettuale e spirituale lungo la strada che S.S.Benedetto XVI chiama "via pulchritudinis", la via della Bellezza. Un percorso capace di far ritrovare ai visitatori l’orgoglio della propria storia e delle proprie radici culturali, una nuova consapevolezza che richiami a quella responsabilità di custodire e tramandare un patrimonio ricevuto non per nostro merito. Un viaggio nel passato di fronte al quale riconsideriamo il nostro presente per progettare un futuro migliore.

Paolo Francesco Emanuele