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Cultura e Società

C’è un limite, ogni religione ha dignità!

Cesare Natale Cesareo · 5 anni fa

C’è un limite, ogni religione ha dignità!

L'azione dei terroristi islamici a Parigi contro Charlie Hebdo è un crimine condannabile senza se e senza ma. La cosa che più ha colpito della strage di Parigi è la crudeltà, sottolineata anche dal Papa, con cui si è consumata. Una crudeltà commessa da giovani traviati, provenienti da famiglie in cui non hanno mai sperimentato l'amore. Una crudeltà in cui però non si riesce a vedere elementi realmente religiosi.

Non si può capire il mondo di oggi senza prendere in considerazione le religioni. Il dialogo interreligioso, una migliore conoscenza tra le religioni e l'educazione sono le uniche strategie per vincere il terrorismo. Certamente si deve mettere queste persone nelle condizioni di non nuocere più. Si devono controllare gli eventuali legami con organizzazioni criminali e si devono disarticolare le reti terroristiche. Tutto ciò pur doveroso, non serve a nulla se in prospettiva non si lavora a livello educativo. Ma questo vale anche per il nostro mondo occidentale. Anche noi dobbiamo conoscere meglio la religione islamica, che non può essere identificata con il terrorismo. Come è noto ci sono diversi modi di vivere l'islam. E in molti si nota certamente una accresciuta sensibilità. La stessa chiesa organizza a Roma incontri e seminari del Forum cattolico-musulmano.

Tornando alla strage di Parigi, sentendo in giro la sensibilità di tanti, devo dire che anche nei commenti di giornali laici sono state espresse riserve su una satira dai toni volutamente blasfemi. è vero che non si può ridere di tutto. E ci sono delle sensibilità, anche religiose, che andrebbero sempre rispettate. Fare satira non significa sempre ed in ogni caso offendere la dignità e la sensibilità dell'altro. In questo caso quella religiosa, che fa parte della vita intima e personale di ognuno di noi. La satira non deve mai mancare di rispetto e mai deve offendere l'altro.

Detto ciò, bisogna osservare che la libertà di espressione è un bene irrinunciabile in un regime democratico e nulla può giustificare quanto successo a Parigi. Quella è crudeltà e istinto animalesco. Un uomo vero, anche se offeso, non reagisce in quel modo.

L'attacco di Parigi è un attacco alla libertà, ma è anche un attacco contro l'umanità. Nulla giustifica l'atrocità che si è consumata a Parigi e nessuna offesa dovrebbe mai provocare una reazione del genere. L'azione ha tutto l'aspetto di un attacco politico-terroristico per mettere in pratica minacce da tempo lanciate contro l'Occidente.

Il pericolo da cui guardarci non è insito in una fede religiosa, ma nell'esasperazione di un sentimento religioso che finisce per annientare la ragione, anziché armonizzarsi con essa. E che vede come 'nemici' alcune conquiste che l'Europa ha saputo coniugare con la sua storia, come la laicità, la libertà e la democrazia. Sono trascorsi oramai quasi nove anni da quel 12 settembre del 2006, quando Papa Benedetto in un discorso (la lectio di Ratisbona, nel 2006, ndr) aveva parlato di questa mentalità post-positivista, della metafisica post-positivista, che portava a credere che le religioni o le espressioni religiose sono un sorta di sottoculture, tollerate, ma sono poca cosa, non fanno parte della cultura illuminista. E questa è un’eredità dell’illuminismo. Tanta gente che sparla, prende in giro, si prende gioco della religione degli altri. C’è un limite, ogni religione ha dignità.