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Il Vangelo della domenica

Riflessione sulla prima Domenica di Quaresima

Paolo Emanuele · 5 anni fa

Ogni anno, nella prima domenica di Quaresima, viene ricordato il digiuno di quaranta giorni di Gesù e le tentazioni da parte di satana. In più, nella liturgia, la Chiesa ricorda l’alleanza stipulata da Dio con il patriarca Noè dopo il diluvio. è, questa, una delle alleanze che formano la storia della salvezza nell’Antico Testamento: “Molte volte e in diversi modi Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti” (cf. Eb 1,1). Dal Libro della Genesi si può dedurre che il diluvio biblico, che devastò la terra e tutto ciò che esisteva in essa, tranne gli esseri salvati nell’arca di Noè, fu il castigo per un altro diluvio, quello del peccato (cf. Gen 6), nel quale si resero ben presto evidenti gli effetti della corruzione provocata dal peccato originale nei cuori e nelle coscienze del genere umano. Dopo il diluvio universale (Gn 6,5-8,22), Dio dà inizio alla ricostruzione dell'uomo, alla sua rifondazione, o nuova creazione. è un cammino lentissimo, che parte da lontano, e che mostra tutta l'eterna misericordia e l'infinito amore con il quale il Creatore ama la sua creatura e la vuole salva. Dio manifesta all'uomo la volontà di non più distruggere la terra, né i suoi abitanti. è la prima alleanza di salvezza. I profeti lo confermeranno: Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva (cfr Ez 18,1-32). Mai più Dio distruggerà l'uomo; una sola cosa Egli vuole ormai: la salvezza delle sue creature. Quando le nubi salgono minacciose un segno gli farà ricordare questa decisione e si asterrà dal mandare le acque distruttrici sulla terra: è l'arco che si distende nel cielo, quasi un arco da caccia che è stato appeso sulle nubi, per indicare una pacificazione universale e cosmica che non dovrà essere più turbata. Si è di fronte ad una proclamazione della vittoria di Dio e della sua misericordia nei confronti di un mondo sempre tentato di ribellarsi a Dio e di fare a meno di Lui. Difatti, a causa della prima trasgressione l’uomo si trovò sotto l’influenza del “padre della menzogna” (cf. Gv 8,44), che nella Sacra Scrittura è chiamato anche “il principe di questo mondo” (Gv 12,31;Gv 14,30;16,11), che persuase i progenitori a ribellarsi e a dichiarare la propria autonomia dal proprio Signore e Creatore. L'alleanza con Noè è di misericordia, è offerta all'uomo della possibilità di una conversione vera e sincera al bene e all'opera di giustizia. Essa è in vista della promessa di salvezza nella discendenza di Abramo. è questa la prima alleanza, ma non l’ultima. Essa segna l’inizio della salvezza, ma non il suo compimento. Questa verità deve essere proclamata con chiarezza: è Cristo il compimento perfetto della vera salvezza, è in Lui che l’Eterno Padre ha concluso con il genere umano la Nuova ed Eterna alleanza: nella sua croce e nel suo sangue, nella sua morte e nella sua risurrezione. Dall'alto della croce, difatti, è sgorgata un'acqua misteriosa, divina, l'acqua dello Spirito Santo, la sola capace di distruggere il peccato e di salvare allo stesso tempo l'uomo. Quest'acqua, tra tutte le acque che sono nel mondo, ha una sua peculiarità, una sua specificità ben definita: mentre purifica dal peccato originale e da ogni altro peccato attuale, personale, conferisce all'uomo una generazione nuova. Da figlio d'ira, della carne, ne fa un figlio di Dio, un figlio della pace, della misericordia, della verità, dell'amore. Ne fa un figlio della luce, perché si trasformi in luce, divenendo anche lui in Cristo vero figlio della luce e della pace. Chi opera e chi agisce in quest'acqua è lo Spirito Santo, che rigenera ed eleva, santifica e rende una cosa sola con Cristo Gesù. è questa l'acqua della vita eterna, che già inizia su questa terra, nel corpo del cristiano, nel suo spirito, nella sua anima. Ma la nuova nascita avviene per mezzo della fede. Per essa, nella conversione del cuore, l'uomo entra nell'alleanza del suo Dio, partecipa dei beni messianici che sono il Dono dello Spirito e il reinserimento nella pace, nella gioia, nella comunione, dopo aver ottenuto il perdono dei peccati. Per la fede l'uomo aderisce alla parola di Dio, ascolta il lieto annunzio della buona novella, dispone il suo cuore al compimento della divina volontà che Cristo ha manifestato, accoglie nella sua anima la verità e si lascia plasmare dalla grazia. Per la fede l'uomo esce dal regno delle tenebre e viene condotto nel Regno di Dio. è il Regno il grande dono che Cristo fà con la sua morte e risurrezione. Esso oggi vive sotto i veli della precarietà e della temporalità, domani, sarà definitivo, eterno, e quanti ne sono già partecipi, lo possiederanno anche attraverso il corpo, sempre che per mezzo della fede si sia fatta in tutto la volontà di Dio. Questa è la Quaresima, tempo per imparare, in forma sempre più perfetta, il compimento della volontà di Dio, momento favorevole di grazia per superare ogni tentazione, per vincere il principe di questo mondo che come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Per la fede l'uomo supera le astuzie del diavolo. Cristo, sospinto nel deserto dallo Spirito, per quaranta giorni lottò contro satana e lo vinse. Quaresima, tempo di vittoria sul male, esercizio di più grande combattimento per vincerlo sempre.