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Chiesa

Famiglia e preghiera: una coppia si racconta

Paolo Emanuele · 5 anni fa

Famiglia e preghiera: una coppia si racconta

Siamo una famiglia cristiana, abbiamo due figli, di sette e otto anni. Ci siamo sposati per amore dieci anni fa e continuiamo a stare insieme per amore. Da poco abbiamo preso coscienza chel’inquietudine che caratterizza ogni uomo ha davvero un nome ed è l’anelito sostante ad unirci al nostro Padre per essere veramente sua stessa parte. Abbiamo sperimentato come il sapore di ogni evento, anche il più banale, non può prescindere dall’essere vissuto alla luce del Sommo Bene. Se così non fosse, il tutto è niente e anche il bello perde la sua essenza, quello che chiamiamo amore senza di Lui perde di consistenza e addirittura si trasforma,divenendo anche cancrena. La riscoperta della fede, della presenza di Gesù Sposo in mezzo a noi sposi, è stato come scoprire che il paradiso davvero esiste e già su questa terra. Stiamo sperimentando nello stupore che, se il fine ultimo di ogni nostra azione e pensiero è Lui, tutto il resto viene dato in abbondanza: la gioia, la serenità, la speranza. Non ti è permesso andare in crisi, e se accade dura per poco. Ti senti chiamato a guarire presto dalle tue ferite e, anzi, a curare l’altro, affinché si possa di nuovo correre insieme. Alla sequela di Cristo non hai tempo per “poggiare il capo”.

Il tempo delle famiglie che pregano è scandito dagli appuntamenti con lo Sposo: la preghiera, la Santa Messa, la condivisione con le altre famiglie, con i sacerdoti e gli altri consacrati, amici preziosi del cammino. Non rimane il tempo per ripiegarsi su stessi, per approfondire dissapori o coltivare inimicizia con il proprio sposo/sposa. Lo abbiamo verificato in tutte le famiglie che ci circondano e che hanno deciso di iniziare un percorso di fede. E tutto questo è contagioso, non puoi non condividerlo, tenerlo per te, anche perché intuisci che la Sua presenza si può sperimentare soltanto in concreto, camminando insieme, condividendo lo stupore dell’incontro con lo Sposo. L’inizio dello stupore pere noi ha una data. E’quella del 28 agosto 2013 quando, in occasione di un viaggio a Medjugorje, abbiamo partecipato all’Adorazione Eucaristica serale nella piazza della cittadina, una piazza gremita e silenziosa che contemplava e adorava l’Ostia Santa esposta sull’altare sotto una pioggia leggera e continua. Siamo tornati a casa con in cuore una gioia “latente” e un desiderio di perpetuare anche nella nostra parrocchia, nella nostra piccola chiesa di quartiere, quel momento così prezioso che ci era stato offerto di vivere a diverse miglia da casa. Abbiamo iniziato a incontrarci con alcune famiglie ogni venerdì in parrocchia per recitare insieme il Santo Rosario, anche con i bambini. Maria con il suo Rosario ha iniziato e intenerirci e ad aprire il nostro cuore ad un desiderio sempre più profondo di ricercare il vero Bene ed abbiamo visto che ha avuto lo stesso effetto anche sulle altre famiglie che partecipano alla preghiera. E’Lei, la madre, alla quale, in Giovanni - ai piedi della croce (cfrGv 19, 25-27) - è stato affidato ogni discepolo, così, facendoci suoi figli, che ci ha portati a desiderare di riunirci in adorazione intorno al Santissimo almeno una volta al mese dopo il Santo Rosario. Da lì a poco abbiamo avuto la grazia di un sacerdote che si è offerto di guidarci nell’Adorazione Eucaristica e per amministrare il sacramento della penitenza. Nel frattempo abbiamo partecipato come coppia ad alcuni seminari sul sacramento del matrimonio organizzati dal progetto “Mistero Grande”, su invito di alcuni cari amici che prima di noi ne avevano fatto esperienza. E’stata un’esperienza bellissima: abbiamo imparato a pregare in coppia e a riconoscere finalmente che davvero Cristo, lo Sposo della coppia, è presente in mezzo a noi. Questo ci ha portato ad rinsaldare ancora di più la nostra unione e ad iniziare un cammino dove la preghiera, non più singola ma ora di coppia, è diventata il momento insopprimibile, l’ossigeno per affrontare la giornata che inizia. Pian piano tutto è stato chiaro: la Santa Messa, l’Adorazione Eucaristica, la preghiera a Maria, mediatrice della grazia, il ricorso più frequente ai Sacramenti, si sono rivelati gli strumenti per rendere davvero gioiosa la vita di coppia, scoprendo che la sua vera dimensione è quella di tendere insieme all’unione con Gesù. Ed è in questa unione indissolubile che la coppia viene risanata continuamente con la grazia del sacramento del matrimonio e con tutti gli “strumenti” che la nostra Santa Chiesa custodisce e dispensa. Un commentatore di San Giovanni Paolo II scrive : “.. con la RosariumVirginis Mariae, il Papa ci ha invitato a contemplare Cristo con lo sguardo e il cuore di Maria. E’venuta poi l’Enciclica Ecclesia de Eucharistia, che ci ha condotti a ciò che è la “sorgente” e il “culmine” di tutta la vita cristiana, invitandoci a un rinnovato fervore nella celebrazione e nell’adorazione dell’Eucaristia.” E’guardando allo Sposo Gesù che noi sposi possiamo “camminare sulle acque” anche e soprattutto quando il mare è in tempesta e tutto sembra perso. Nella famiglia, nella vita di coppia, nasce la vita, ma se non è alimentata dall’amore in Cristo, spesso diventa luogo di morte. La crisi che dilania le famiglie non è sanabile con i buoni propositio il sostegno psicologico, ma con la decisa volontà di volgere la propria vita verso di Lui e diventare per la propria sposa e il proprio sposo mezzo di santificazione, fine a cui tutti siamo chiamati. Ma a nulla vale lo sforzo del singolo o della singola coppia. La famiglia isolata nella propria gioia, come nel proprio dolore, si indebolisce e può perdere vigore fino anche a disfarsi. E’l’unione tra le coppie di sposi, i sacerdoti, i consacrati, la preghiera condivisa e fatta reciprocamente, che ci permette di perseverare nel santo proposito intrapreso.

Livia e Michele