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Chiesa

Nunnari: “mafiosi sono antivangelo e fuori dalla Chiesa. Confronto con Antimafia momento storico”

Paolo Emanuele · 4 anni fa

Nunnari: “mafiosi sono antivangelo e fuori dalla Chiesa. Confronto con Antimafia momento storico”

“La ‘ndrangheta è il grande male della Calabria e gli uomini della mafia non hanno nulla a che fare con il Vangelo. I mafiosi sono l’antiVangelo e l’antiChiesa. Possono anche partecipare a processioni o far finta di ricercare nella Chiesa una legittimazione morale e sociale, ma gli uomini di mafia sono fuori dalla comunione ecclesiale perché loro stessi si sono messi fuori con i loro comportamenti. La Chiesa non chiude le porte a nessuno e nella nota dei Vescovi calabresi abbiamo rinnovato l’invito alla conversione, alla possibilità di cambiare vita: tutti possono ritornare nella Chiesa con un radicale cambiamento di vita, ma serve chiarezza, l’amore va coniugato con la verità, la misericordia con la giustizia”. Lo ha detto il presidente della Conferenza Episcopale Calabra Mons. Salvatore Nunnari nel corso della conferenza stampa insieme alla presidente della commissione antimafia Rosy Bindi, al termine dell’incontro tra i vescovi calabresi e i componenti della commissione parlamentare tenutosi all’Oasi Bartolomea di Lamezia Terme.

A un anno dalla visita di Papa Francesco in Calabria e dopo il documento pastorale della Conferenza Episcopale Calabra “Testimoniare la verità del Vangelo ”, i vescovi calabresi hanno incontrato i rappresentanti delle istituzioni per rilanciare le proposte e le sfide della nota pastorale nella lotta comune alla ‘ndrangheta e alla mentalità mafiosa, nelle rispetto delle distinte funzioni e della comune responsabilità per costruire un futuro migliore per la terra di Calabria.

Mons. Nunnari ha parlato di “un momento storico per la società e la Chiesa calabrese, una grande occasione che ci ha visti insieme, l’episcopato calabro e la commissione antimafia, consapevoli che solo nel riconoscimento delle comuni responsabilità possiamo ridare speranza e futuro alla nostra terra. La nota pastorale che come Chiesa calabrese abbiamo diffuso a gennaio, non è il primo documento né l’ultimo: sono 40 anni che i vescovi calabresi pronunciano parole chiare sulla ‘ndrangheta, affermando che ‘ndranghetisti e Vangelo sono incompatibili, pur rinnovando sempre l’invito alla conversione e alla misericordia”.

Mons. Nunnari ha ricordato che la Chiesa calabrese ha introdotto nel percorso formativo dei seminaristi un corso per conoscere la ‘ndrangheta e le modalità pastorali per combatterla attraverso la formazione delle coscienze. “Chiediamo che lo Stato sia presente in Calabria per combattere l’antistato – ha aggiunto Nunnari – che si rilancino politiche di sviluppo e di occupazione, che sia introdotta anche nelle scuole italiane un’adeguata formazione sulle mafie”.

Per la presidente della commissione antimafia Rosy Bindi “quello di oggi è un momento molto importante, in cui la Chiesa calabrese e le istituzioni dialogano insieme per capire meglio il fenomeno della ‘ndrangheta, le cause e i modi per combatterla. Nel rispetto delle distinte responsabilità e della peculiare missione della Chiesa, che è quella di evangelizzare e formare le coscienze, occorre combattere insieme la ‘ndrangheta per restituire alla terra di Calabria una prospettiva di futuro negata, sia dalle cosche sia dalla mancanza di politiche nazionali per lo sviluppo del Sud e della Calabria in particolare”.

La Bindi ha parlato di “un confronto aperto, franco, un modello da riprendere anche in altre regioni” e ha condiviso le istanze della Chiesa calabrese “in particolare per quanto riguarda i beni confiscati, argomento su cui la commissione ha già formulato al governo delle proposte di modifica della legge attuale, e per l’introduzione nella riforma della scuola di una nuova materia per far conoscere agli studenti la storia delle mafie nel nostro Paese”.

“La mafie trovano grandi vantaggi nell’assenza dello Stato in territori come la Calabria, ma questo non può rappresentare una giustificazione – ha aggiunto la Bindi – Le mafie che qui esercitano la violenza, con il pizzo, reclutando manovalanza, poi investono i profitti al Nord e rendono il Sud sempre più povero e fragile. La corruzione e la mafia rendono il Mezzogiorno sempre più subalterno: per questo chiediamo al governo un impegno incisivo di politiche nazionali per lo sviluppo e l’occupazione in Calabria e in tutto il Mezzogiorno”.

dell'anima dal corpo! Questa separazione sarà ricomposta nella risurrezione dai morti. Per la Scrittura questa morte non è morte, è un addormentarsi nel Signore.

Quella eterna è la vera morte, perché tremenda, dolorosa, di buio, di tenebre, di odio, di tormento, di fuoco, di verme che non muore. La brevità di questa vita e l'eternità dell'altra vogliono che si rinunzi anche alla vita del corpo pur di avere la vita eterna secondo Dio, senza corpo fino alla risurrezione, ma con il corpo glorioso per tutta l'eternità.