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Cultura e Società

Un’area di solidarietà popolare per i cattolici che vogliono impegnarsi in politica

Paolo Emanuele · 4 anni fa

Un movimento che nasca dal basso e che non abbia le logiche ormai desuete dei partiti, una compagine che rappresenti il mondo cattolico nell’agone politico dei giorni nostri, in cui i valori della cultura cristiana sono spesso dimenticati o calpestati. La nascita di una nuova area di solidarietà popolare, di chiaro riferimento per i cattolici che vogliono impegnarsi per il bene comune, è stata annunciata nel corso del convegno sul tema “Costruire i soggetti della carità politica”, tenutosi all’Oasi Bartolomea di Lamezia Terme. Si è trattato di un’importante occasione di confronto per numerosi laici convenuti all’appuntamento da tutta la Calabria. Ad aprire i lavori, è stato il vescovo della diocesi lametina, mons. Luigi Cantafora che ha affermato: “La Calabria non è un’isola sperduta ma è nel mondo. Bisogna perciò costruire ponti, anche piccoli, tra le persone di buona volontà che hanno a cuore il bene comune”. Il presule ha illustrato le tante iniziative e i progetti messi in atto in diocesi per favorire una maggiore responsabilità in campo politico da parte dei cattolici. “Nella nostra comunità diocesana – ha evidenziato mons. Cantafora - da tempo stiamo lavorando per costruire una piattaforma culturale condivisa. Basti pensare che il corso di studio di Dottrina sociale della Chiesa va avanti ininterrottamente da otto anni. Dopo tanto lavoro, oggi possiamo dire che cominciamo a riscontrare i primi segni di una nuova ‘primavera’, di un risveglio ideale da parte dei fedeli laici che vogliono impegnarsi per il bene comune”. Il vescovo emerito di Prato, mons. Gastone Simoni, ha ribadito che “non si può rinunciare all’impegno politico e che il bene comune deve favorire lo sviluppo di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. In questi ultimi anni ci si è rassegnati purtroppo alla decadenza dell’ispirazione cristiana, alla sua debolezza – ha esortato il vescovo emerito – c’è bisogno di un’inversione di rotta”. Simoni si è detto convinto dell’importanza e della necessità di “un grande movimento, nuovo ed autonomo, costituito da cattolici che fondino il loro agire sulla Dottrina sociale della Chiesa vista nella sua interezza”. Anche l’ex parlamentare Gianni Fontana ha auspicato la nascita di un nuovo movimento dei cattolici, “un’area politica di solidarietà popolare che vada ad incidere in una società sradicata come quella attuale, in cui il secolarismo si è compiuto senza orientamenti né obiettivi”. L’ex ministro ha sentenziato: “Bisogna rimettere l’uomo al centro perché alla base della recessione economica c’è la crisi antropologica. Bisogna ripensare e aggiornare l’intuizione sturziana del popolarismo, sottoforma di solidarietà popolare”. Fontana ha rimarcato il fatto che i valori e la cultura cristiana sono un patrimonio in questo tempo di crisi che stiamo vivendo. “Una ricchezza – ha incalzato – che sussidia una stagione della democrazia avida di speranza”. L’area di solidarietà popolare è concepita come un movimento che nasce dal basso e quindi gestito dal territorio, con una strutturazione orizzontale e non verticistica come avviene nei partiti. “La nuova area – ha dichiarato Fontana - deve nascere dai piccoli comuni, da associazioni, movimenti e da quanti operano in contatto diretto col territorio con cui si creerà una progressiva confederazione”. L’ex parlamentare ha così concluso: “Il successo di questa impresa dipenderà dalla capacità che avremo di mobilitarci al servizio della comunità. Siamo chiamati ad essere minoranza creativa: ciò implica pazienza, lucidità e coraggio nell’intraprendere il cammino”. L’arcivescovo di Crotone, mons. Domenico Graziani, ha parlato di “impegno sociale e politico dei cattolici inteso come azione di carità, così come insegna il Magistero della Chiesa. Il bene politico è una parte del bene comune e, come diceva Paolo VI – ha sottolineato il prelato – l’evangelizzazione della politica è la forma più squisita di carità cristiana”. A moderare il dibattito, il docente Unical Vincenzo Bova che ha asserito: “La politica non è il campo delle buone intenzioni. In politica conta chi ha il potere e noi con tutto ciò dobbiamo farei conti. Finora il mondo cattolico è stato incapace di prendere la parola sugli scandali del mondo politico, sulle sue storture e nefandezze. Ci siamo ma non funzioniamo perché c’è l’incapacità del mutamento sociale”. Anche per Bova, quindi, è necessaria una netta inversione di tendenza per superare le vecchie logiche partitiche e per dar vita ad una compagine nuova, espressione di una democrazia fondata sulla sussidiarietà. Tra il pubblico dell’Oasi Bartolomea anche mons. Luigi Renzo, vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.