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Chiesa

I giovani, tra sogni e sfide

Paolo Emanuele · 4 anni fa

«Tutti sognano cose che non accadranno mai, ma sognale, desiderale, cerca orizzonti, apriti, apriti a cose grandi» a dirlo è stato Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco durante il suo ultimo viaggio a Cuba. Le sue parole sembrano riecheggiare ancora oggi nei volti dei tanti giovani che una volta diplomati si ritrovano a scegliere se continuare gli studi o cercare lavoro. Sono ragazzi che si trovano quindi davanti a un bivio, cercare l’orizzonte come ha consigliato il Papa, o fermarsi al tramonto. Le due scelte cambieranno in un modo o nell’altro la vita dei ragazzi: non è detto che chi non continua o non prova non vivrà felice, ma si toglierà l’occasione di «aprirsi a cose grandi» come disse il Papa ai giovani cubani. C’è chi come Antonio, giovane lametino con un diploma di grafico lavora come commesso anche se ha una grande passione per il disegno ma ha deciso di non intraprendere la carriera universitaria perché non crede che dia molte possibilità in un domani lavorativo, quindi ha preferito cercare subito un lavoro, una necessità che lo ha portato a tale scelta. C’è chi invece come Anna, neo diplomata e iscritta a Psicologia a Padova, intende studiare per poi tornare, sfidare chi le dice che non troverà mai lavoro al Sud, e aprirsi uno studio di psicologa «se non crediamo che possiamo farcela non riusciremo mai, non c’è nessuna certezza che troveremo lontano lavoro, provare è una nostra missione per non lasciare la nostra terra all’abbandono». Anche Gianluca, giovane medico lametino terminati gli studi ha deciso di cercare lavoro nella sua terra, ora è un cardiologo. «Inizi sempre con la preoccupazione – ha dichiarato – ma credere nel proprio obiettivo, aiuta a superare ogni paura, perché pensi che i tuoi sforzi, se t’impegni saranno ripagati». La sfida quindi è proprio questa, perché credere di non farcela ancor prima di provare è il primo passo verso una sconfitta, provare a credere di poter riuscire è invece il primo passo verso il successo. L’aspettativa che accomuna i tanti giovani è la stessa: trovare un lavoro che ripaghi i tanti sforzi, sono tutti pronti a mettersi alla prova, sono lontani i tempi in cui gli studenti avevano paura di iniziare l’università. I giovani lametini, come i giovani italiani, sono uno scrigno pieno di sogni, spesso caricano la loro vita di tante aspettative che poi non si realizzano tutte o nel modo che vorrebbero. Le aspettative oggi sono molte, i giovani non si accontentano più, c’è chi decide di cercare subito lavoro, chi invece decide di lasciare la propria terra e andare all’estero non considerando più l’Italia come un punto di arrivo, convincendosi che fuori riusciranno a raggiungere i propri obiettivi. «I giovani – secondo Papa Francesco - sono la speranza di un popolo», motivo per cui vanno aiutati a coltivare le loro speranze, a realizzare i loro sogni, per non sentirsi abbandonati. Il messaggio che i tanti giovani dovrebbero portare nel cuore va cercato nelle parole del Pontefice «Un giovane che non è in grado di sognare è chiuso in se stesso, sognate che con voi il mondo può essere diverso, se voi date il meglio di voi stessi aiutate il mondo a essere diverso, non dimenticate, sognate».