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Chiesa

“CAPITOLO PRIMO: QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA. SECONDA ENCICLICA DI PAPA FRANCESCO”

Paolo Emanuele · 4 anni fa

Il 22 gennaio 2015, presso il Salone della parrocchia della Chiesa di San Giuseppe Artigiano di Lamezia Terme si è tenuta la prima lezione della Scuola – Laboratorio di Dottrina Sociale della Chiesa, tenuta dal Professore Flavio Felice (Docente Ordinario di “Dottrine Economiche e Politiche” – Pontificia Università Lateranense), che ha avuto come tema il primo Capitolo dell’Enciclica del Papa la seconda enciclica di papa Francesco scritta nel suo terzo anno di pontificato.

In questo primo capitolo, il Papa traccia un quadro dei mali di cui soffre la terra. Sottolinea nel suo preambolo che se «...il cambiamento è qualcosa di auspicabile, diventa preoccupante quando si muta in deterioramento del mondo e della qualità della vita di gran parte dell'umanità».

In questo capitolo il pontefice affronta i seguenti argomenti:

inquinamento e cambiamenti climatici;

la questione dell'acqua;

perdita di biodiversità;

deterioramento della qualità della vita umana e degradazione sociale;

inequità planetaria;

la debolezza delle reazioni;

diversità di opinioni.

Il Professore Flavio Felice ha sapientemente snocciolato gli aspetti più salienti di questo capitolo, mettendo subito in evidenza il fatto che oggi non si da la giusta importanza alle cose che abbiamo, in passato un pezzo di pane duro, non si sarebbe mai buttato, oggi invece sì. Purtroppo oggigiorno viviamo nella cultura dello scarto che colpisce tanto gli esseri umani esclusi (gli anziani, le famiglie povere ecc.) quanto le cose che si trasformano velocemente in spazzatura (Cit. Papa Francesco – Seconda Enciclica, I Capitolo).

Papa Francesco mette in evidenza la forte relazione che c’è tra poveri e le zone più fragili del pianeta. Molti poveri vivono in luoghi particolarmente colpiti da fenomeni connessi al riscaldamento, e i loro mezzi di sostentamento dipendono fortemente dalle riserve naturali e dai cosiddetti servizi dell’ecosistema (pensiamo ad alcuni paesi dell’Africa), come l’agricoltura, la pesca e le risorse forestali (dove si concentra la povertà c’è ancor più squilibrio ambientale). Quando si è poveri si è disposti a prendere la “schifezza” dei ricchi (per non andare molto lontano, pensiamo ai rifiuti altamente nocivi provenienti dalle regioni del nord Italia, “smaltiti” illegalmente in Campania).

Oggigiorno tutto il mondo è intimamente connesso, non solo perché viviamo nell’era di internet ma perché in generale esistono una miriade di strumenti di informazione, che ci permettono di sapere tutto ciò che accade nel mondo. Papa Francesco ci invita ad avere un obiettivo, ed è quello che non deve esistere per l’uomo un angolo del mondo sconosciuto. Non possiamo essere indifferenti a quello che accade per esempio in Siria. Dice il Papa: “…non ci sono frontiere e barriere politiche o sociali che ci permettano di isolarci, e per ciò stesso non c’è nemmeno spazio per la globalizzazione dell’indifferenza”.

Per affrontare i gemiti di sorella terra e quelli degli abbandonati del mondo, occorre costruire una nuova leadership, che indichi nuove strade, al fine di cercare di rispondere alle necessità delle generazioni attuali includendo tutti, senza compromettere le generazioni future.

E’indispensabile quindi, creare un sistema normativo che includa limiti inviolabili e assicuri la protezione degli ecosistemi, prima che le nuove forme di potere derivate dal paradigma tecno-economico finiscano per distruggere non solo la politica ma anche la libertà e la giustizia.

Il paradigma tecnocratico (significa il potere della tecnica) comporta il bypassare della democrazia, poiché la si considera una perdita di tempo.

Un altro paradigma su cui si fonda la società di oggi è il consumismo, il consumo deve essere la bussola e non il motore dell’economia. Occorre porsi la seguente domanda: “ qual è la qualità dell’economia? Che tipologia di consumi le persone fanno? Beni nocivi (droga, fumo ecc)?

Su molte questioni concrete la Chiesa, afferma Papa Francesco non ha motivo di proporre una parola definitiva e capisce che deve ascoltare e promuovere il dibattito onesto fra gli scienziati, rispettando le diversità di opinione. Basta però guardare la realtà con sincerità per vedere che c’è un grande deterioramento della nostra casa comune. La speranza ci invita a riconoscere che c’è sempre una via di uscita, che possiamo sempre cambiare rotta, che possiamo sempre fare qualcosa per risolvere i problemi.

Il Papa invita a criticare il paradigma della tecnocrazia e del consumo e a proporne altri (sani), a creare un sistema bancario in grado di finanziare solo le idee migliori, che abbiamo come scopo la tutela della creazione. La creazione è il momento in cui il Signore offre all’uomo la natura, chiedendoci di averne cura, di collaborare con lui, perché la creazione è un atto continuo.