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Vita diocesana

Anche una delegazione della Diocesi di Lamezia Terme all'ottavo convegno internazionale del Movimento apostolico

Salvatore D'Elia · 4 anni fa

Profonde le riflessioni di monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana all’ottavo convegno internazionale del Movimento Apostolico svoltosi a Roma sul tema “Misericordia germe divino che trasforma la storia”. Evitare la contrapposizione manichea di un Dio che incute paura nel cristiano, che si ha se si scinde la misericordia dalla giustizia, e l’amore dalla giustizia. La Sacra Scrittura non come insieme di comandi o massime ma come testimonianza, veicolata dalla fede con lo scopo di salvare gli uomini. Al convegno hanno partecipato circa duemila persone del Movimento Apostolico di ogni età e provenienti da varie Nazioni, non senza prima aver ricevuto, nella mattinata, i saluti e la benedizione del Santo Padre nell’udienza in Piazza San Pietro. Tra i pellegrini anche in tanti del Movimento Apostolico della Diocesi di Lamezia Terme, commossi e gioiosi alle parole di papa Francesco: «Saluto il pellegrinaggio del Movimento Apostolico». Papa Francesco dopo la lettura di un passo del vangelo di San Luca, dove si parla della peccatrice che bacia i piedi di Gesù, li unge con del profumo e li asciuga con i suoi capelli, ha incentrato il suo discorso sull’atteggiamento del giudicante e del giudicato: il primo con atteggiamento tipico di chi tende a condannare la persona, mentre in realtà è necessario operare distinzione tra peccato e peccatore, il secondo paragonabile ad un malato che per essere guarito deve riconoscere di averne necessità. Ha detto papa Francesco: «Gesù perdona la peccatrice, pone fine a quella relazione impietosa dei farisei pronti a condannare. Tutti noi siamo peccatori ma tante volte cadiamo nella tentazione dell’ipocrisia. Se io mi sento giusto, questo rapporto di salvezza non si ha. La donna peccatrice insegna il legame fede amore riconoscenza». Nel pomeriggio monsignor Galantino ha parlato della sfida che papa Francesco sta lanciando nell’anno giubilare: «Sfida che – ha detto - , se da una parte incontra grande attenzione, dall’altra mette in discussione logiche date per acquisite, incontrando contestazioni, anche da frange identificabili all’interno della Chiesa. Non tutti stanno a battere le mani quando papa Francesco pone lo spirito evangelico dell’accoglienza e misericordia». Un ritorno alla misericordia, tuttavia, non secondo la mentalità contemporanea che non la considera virtù e tende a distogliere dal cuore umano l’idea stessa di misericordia, ma in grado di cambiare la società. Secondo monsignor Galantino il misericordioso è un uomo empatico, in grado di guardare alle necessità dell’altro, trasformando la storia, il cui cambiamento deve vedersi, attento alla sofferenza dell’altro. Non ha tralasciato in segretario della Conferenza episcopale italiana l’attenzione agli immigrati che fuggono dalla loro terra perché non hanno alternative. Ha detto ancora: «La liturgia deve essere attenta alle periferie, non fermarsi alle apparenze.Chiese accoglienti in cui si esercita la misericordia e maturano segni evangelici. L’augurio che faccio al Movimento Apostolico – ha concluso - è coltivare dentro un cuore misericordioso attento agli ultimi, non lasciare mai andar via nessuno dall’incontro con noi, senza fargli toccare con mano quanto il Signore gli vuole bene». Il convegno è stato moderato dalla suora laica Anna Guzzi. Dopo i saluti di Cesare Rotundo presidente del Movimento Apostolico e l’introduzione dell'Arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, Vincenzo Bertolone, che ha presentato il Movimento Apostolico, «nato a Catanzaro nel 1979 – ha detto - , per ispirazione della signora Maria Marino», ha relazionato Galantino ed ha concluso don Gesualdo De Luca, assistente ecclesiale regionale del Movimento Apostolico per la Calabria.Una giornata ricca di emozioni quella vissuta da tutti i componenti di questa realtà ecclesiale che per monsignor Bertolone lavora con la Chiesa con il dinamismo di chi nel silenzio opera, così come lavorano i poeti con pennellate di aneliti, per un germe: “Affidato alla Chiesa ed anche ai movimenti ecclesiali”.