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La parola del Vescovo

"Anche se l'Anno Santo si conclude, la misericordia non chiude le porte"

Salvatore D'Elia · 3 anni fa

«Cantate inni al Signore con la cetra, acclamate davanti al re, il Signore». Carissimi, il salmo responsoriale ci offre le parole e i sentimenti con cui possiamo rivolgerci al Signore in questo giorno: gioia, esultanza, gratitudine. In ogni Eucaristia rendiamo grazie, ma oggi vogliamo fare ciò con più consapevolezza, con più forza. Sì, siamo un popolo che prega! La misericordia del Signore è apparsa su questa comunità durante l’anno appena trascorso. è apparsa nella bellezza che la fede del nostro popolo ha espresso in questa Cattedrale ed in tanti altri stupendi luoghi di preghiera. Sì, o Signore, la tua misericordia ha raggiunto ciascuno di noi. La liturgia odierna sembra fotografare i drammi del nostro tempo che possiamo leggere solo alla luce dell’avvento del Regno, del Signore. Tutto passa in questo mondo, solo il Signore, solo la sua Parola rimane per sempre! Non siamo profeti di sventura, tutt’altro! Siamo chiamati ad avere compassione, misericordia, a esprimere vicinanza e solidarietà verso ogni fratello e sorella. Questo abbiamo imparato in questo Giubileo. Ce lo ha insegnato il Signore con la sua Parola, ce lo ha ricordato Papa Francesco con le sue parole e i suoi gesti. Signore, ti ringraziamo: tu hai veramente ascoltato il povero che gridava, hai avuto pietà del debole e hai salvato la vita dei tuoi miseri. Il misero che non trovava aiuto ha incontrato la tua misericordia che salva: ha vissuto la gioia di un perdono che rigenera. In quest’anno molti si sono riaccostati al sacramento della riconciliazione, per molti è iniziato un cammino di conversione, di vita nuova. Sì, o Signore, in quest’anno giubilare abbiamo visto cosa è essenziale per noi: la tua misericordia. Questa è la parola che ci ha fermato e ha attratto il mondo intero. Tutti siamo stati toccati e coinvolti: i nostri ammalati perché la loro sofferenza non fosse priva di senso; i nostri bambini e ragazzi consapevoli che il Regno appartiene a loro; i nostri giovani chiamati a cambiare un mondo che ha bisogno di imparare la speranza; gli sposi per ritrovare la letizia dell’amore; i sacerdoti per ricevere in Te la gioia di una donazione ad ogni uomo; le religiose per rinnovare la loro consacrazione. Sì, o Signore, tutti abbiamo attraversato la Porta che sei Tu per essere da Te condotti ai pascoli della vita. Abbiamo riposato nel sì detto da Maria per essere come lei luogo della tua presenza. Ritorniamo ora alle nostre case con questo unico e grande invito: Siate misericordiosi come il Padre. Per questi motivi, nel nostro cuore, anche in mezzo alle sofferenze e alle tribolazioni, dimora la pace e la gratitudine. L’Anno Santo è stato una straordinaria occasione di sperimentare che Dio desidera venirci incontro per donarci la sua misericordia. La misericordia di Dio non è una cosa dell’altro mondo, ma di questo mondo!(Don Giussani) In questo anno, abbiamo visto “la gioia di Dio”: «la sua gioia nasce dal perdono, dalla vita che risorge, dal figlio che respira di nuovo l’aria di casa» (Papa Francesco, Omelia 3 giugno 2016). Abbiamo bisogno di una direzione nel cammino della nostra vita, desideriamo una bussola. La misericordia è la bussola di chi guida e di chi cammina. Conserviamo questo dono come unica guida nel nostro servizio, come stile della nostra presenza, come nostra missione permanente. Certo l’amore di Dio non è un discorso sulla misericordia, ma è molto di più: è l’esperienza di essere e sentirci amati, amatissimi! Così, anche se l’anno santo si conclude, la misericordia non chiude le porte. Essa resta per noi sicura, intramontabile, eterna e fedele. Che cosa la Chiesa porta con sé al termine di questo anno? Il desiderio di vivere della misericordia del Signore e di essere serva del suo Sposo e serva del suo popolo. Per questo, nella celebrazione odierna Andrea, Luca, Giuseppe, Andrè, Antonio e Giuseppe saranno ordinati diaconi. Carissimi, ognuno di voi giunge a questo giorno con gratitudine, con il bagaglio di esperienze e di vita che vi hanno portato fino ad oggi. Voi rappresentate una buona parte del nostro mondo: i giovani, gli adulti, i padri, i forestieri. Tutti hanno un posto nel cuore di Dio e voi da oggi sarete servitori, nella Chiesa, di tutta l’umanità. La Chiesa guarda a voi con tanta speranza, fiducia e stima! Un saluto grato alle vostre famiglie, all’équipe del Seminario qui presente che vi ha accompagnato nella vostra formazione. Ricordate sempre la parola conclusiva del Vangelo odierno: «Con la vostra perseveranza, salverete la vostra vita». La perseveranza, la fedeltà al Signore vi accompagnino sempre! Carissimi, Cristo è il vero diacono! Il diacono di tutti, secondo la celebre espressione di Policarpo che ricorda ai diaconi di “essere misericordiosi” (Ad Phil., 5, 2, in Funk 1, 300, citato in LG 29). Infatti, come ripete San Paolo, “Affidandomi questo ministero, Dio mi ha accordato la misericordia” (cfr. 2Cor 4,1). Riconoscetevi sempre così: oggetto della misericordia di Dio. Egli chiamandovi al ministero, vi mostra misericordia. E noi, non annunciamo noi stessi ma Gesù Cristo, per questo siamo servitori a causa di Gesù. A questo proposito, con la preghiera di colletta di oggi, bellissima, abbiamo pregato: «Il tuo aiuto, Signore,ci renda sempre lieti nel tuo servizio,perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,possiamo avere felicità piena e duratura». Voi cari figli, ricordate a noi tutti che la Chiesa è la sposa di Colui che non venne per essere servito ma per servire (cfr. Mc 10, 45), e che, divenuto servo obbediente fino alla morte e alla morte di croce (cfr. Fil 2, 8), stette in mezzo a noi come colui che serve (cfr. Lc 22, 27). A conclusione di questo Giubileo, chiediamo a Maria, madre della Misericordia, la grazia di vivere nella misericordia e nel servizio del Signore. E sempre a Lei, Madre della Chiesa, chiediamo il dono di nuove vocazioni sacerdotali e religiose. A Maria, Serva del Signore, chiediamo la grazia per noi tutti di essere servi della misericordia per chi è misero, povero e lontano. Perché la porta della misericordia come la porta della fede è sempre aperta! Amen