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Parrocchie news

A Gabella c’è aria di festa per Santa Rita; domenica 29 luglio,h. 19,la processione

Antonio Cataudo · 7 anni fa

Tutto pronto a Gabella, frazione di Lamezia ovest e parrocchia dei Santi Quaranta Martiri, per i festeggiamenti in onore di Santa Rita, in programma domenica 29 luglio. Dal 20 c.m. è in corso il novenario preparatorio alla festa, organizzata da don Gianluca Taverna assieme al comitato, che nell’annunciare il programma hanno voluto introdurlo con il seguente passo, pronunciato all’omelia da Papa Benedetto XVI domenica 9 ottobre 2011, durante la Sua Visita Pastorale alla città di Lamezia Terme: “… All’emergenza, voi calabresi avete saputo rispondere con una prontezza e una disponibilità sorprendenti, con una straordinaria capacità di adattamento al disagio. Sono certo che saprete superare le difficoltà di oggi per preparare un futuro migliore. Non cedete mai alla tentazione del pessimismo e del ripiegamento su voi stessi. Fate appello alle risorse della vostra fede e delle vostre capacità umane; sforzatevi di crescere nella capacità di collaborare, di prendersi cura dell’altro e di ogni bene pubblico, custodite l’abito nuziale dell’amore; perseverate nella testimonianza dei valori umani e cristiani così profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione…”.

Una novena, quella a Santa Rita, scandita da diverse giornate, in ognuna delle quali si sta alternando un sacerdote diverso per la S. Messa serale, celebrata alle 20:30: nella giornata della sofferenza, ha presieduto don Pasqualino Gualtieri; nella giornata vocazionale, don Pietro Folino Gallo; domenica 22 luglio è stato don Gianluca Taverna a celebrare la S. Messa per tutti i defunti giovani; il 23, don Antonio Costantino ha animato la giornata della famiglia, con l’offerta dei fiori da parte dei bambini a Santa Rita; nella giornata successiva, dedicata alla Parola, con preghiera per i catechisti, ha presieduto don Antonio Astorino; a don Pasquale Di Cello è stata assegnata la giornata del servizio sul tema Charitas; il 26 luglio –si entra nel triduo della festa- don Antonio Stranges presiederà la Celebrazione Eucaristica, durante la quale si pregherà per l’unità dei cristiani; il 27, con don Antonio Muraca si pregherà per gli emigrati di Gabella. Nella giornata della vigilia, sabato 28 luglio, dedicata ai carismi, alle 20 Adorazione Eucaristica e al termine della Messa delle 20:30, presieduta dal Ministro Provinciale dei Frati Minori Cappuccini di Calabria, padre Giovanbattista Urso, ci sarà la veglia di preghiera –inizio ore 22-, col transito di Santa Rita.

Domenica 29 luglio, giorno della festa, alle 10:30 la Messa solenne sarà presieduta da don Gianluca Taverna; durante la celebrazione, verrà posta sul capo della Santa l’Aureola e, successivamente, “pioggia delle rose”. Alle 18 altra S. Messa, celebrata da don Danilo D’Alessandro, con benedizione delle rose e delle bambine vestite di Santa Rita; alle 19, la processione votiva con la statua della santa per le vie di Gabella, al cui rientro è prevista la supplica, con benedizione finale; ore 21 circa, al rientro della processione, uno spettacolo di fuochi pirotecnici. Dunque, una comunità in festa fino domenica 29 luglio, per le celebrazioni in onore di Santa Rita –nome di battesimo Margherita Lotti-, monaca agostiniana, nata a Roccaporena (in prov. di Perugia) nel 1381 e morta a Cascia nel 1457.

Figlia unica di Antonio e Amata Ferri, sin da piccola manifesta l’intenzione di consacrarsi a Dio, in ciò, però, ostacolata dai genitori, che la vogliono vedere a tutti i costi “sistemata”. Rita, per non dare del dispiacere a mamma e papà, a sedici anni va in sposa a Paolo di Ferdinando Mancini, un giovane irruento, che Rita farà di tutto pur di aiutarlo a cambiare. I gemelli Giacomo Antonio e Paola Maria sono il frutto del loro amore, di un periodo bello e felice, tragicamente segnato, però, da un tragico evento: l’assassinio del marito, avvenuto di notte, nei pressi di un mulino. Rita, coerente con il Vangelo, perdona l’uccisore, contrariamente ai figli, che nutrono sentimenti di vendetta. E Rita arriva finanche a pregare Dio per la morte dei figli, piuttosto che saperli macchiati del sangue: moriranno entrambi di malattia a meno di un anno di distanza dalla morte del padre. Rimasta sola, sente il momento di coronare il suo sogno: consacrarsi a Dio; e ciò avviene al Monastero Agostiniano di santa Maria Maddalena a Cascia, dove solo nel 1417 viene accolta e dove vive per 40 anni, servendo Dio ed il prossimo. La sera di un Venerdì Santo, dopo la processione del Cristo Morto, Rita riceve sulla fronte la stigmate, una ferita che lei sopporta con dolore fino al 22 maggio 1457, quando ha termine la sua vita terrena. Dal 18 maggio 1947 le ossa di Santa Rita da Cascia riposano nel Santuario.

Beatificata l’11 ottobre 1627 da papa Urbano VIII e santificata il 24 maggio 1900 da Leone XIII, è chiamata “la santa degli impossibili”, in quanto -realizzando per i più bisognosi miracoli imprevedibili, detti “impossibili”- si è conquistata la sua popolare fama taumaturgica. Tra i segni soprannaturali che i credenti attribuiscono a Rita da Cascia, vi è appunto una spina dalla corona di Cristo, ricevuta sulla sua fronte di Venerdì Santo.