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La parola del Vescovo

Cantafora: "questa Chiesa è segno di unità, richiamo a realizzare il bene comune"

Redazione · 8 mesi fa

Saluto e ringraziamento del vescovo Luigi Cantafora al cardinale Parolin al termine della celebrazione della dedicazione della Chiesa di S. Benedetto

Il nostro animo è grato, commosso, pieno di gioia.
Grazie a Sua Eminenza, Cardinale Pietro Parolin, per averci onorato della sua presenza e per aver voluto dedicare questa Chiesa
E’ sempre vivo nel mio cuore il suo sorriso compiaciuto quando, durante un incontro di formazione a Roma, il Santo Padre Francesco ebbe modo di conversare con il nostro clero giovane.
La ringraziamo per le sue parole che ci hanno veramente confortato.
Ringrazio i confratelli vescovi e i sacerdoti presenti. Quanti ci hanno raggiunto da lontano anche con uno scritto. E tutti voi che avete partecipato con fede.
Quando il 9 ottobre 2011, in occasione della memorabile visita pastorale di Papa Benedetto XVI, il Comune di Lamezia Terme ci donò un terreno sul quale edificare una nuova Chiesa, ci sembrava di sognare.
Il sogno continuò ancora con il bando di concorso per la presentazione di un progetto, complesso e articolato, che tenesse conto delle esigenze liturgiche maturate con il Concilio Vaticano II e le istanze del mondo moderno.
Il professore Portoghesi e la sua équipe ebbero l’arduo compito di portare avanti quanto avevano progettato e presentato. A loro si aggiunge l’impegno ingente dell’ufficio tecnico diocesano, in particolare dell’ing. Francesco Stella e dell’ing. Andrea Adelchi Ottaviano. L’operosità magistrale della ditta Ferraro e di tanti. Davvero tanti: lavoratori, tecnici, artisti, artigiani, e di tanta parte del popolo di Dio.
Quando Mons. Nunzio Galantino, attuale presidente Apsa, avendo creduto alla nostra tenacia e al nostro coraggio, giunse in mezzo a noi per la posa della prima pietra, il 30 aprile 2016, ci sembrava di stare ancora dentro il sogno. Con tutto ciò, saremmo stati capaci di portare a termine quanto cominciato e a produrre un segno di speranza in mezzo alle tempeste che ci sovrastano?
Oltretutto la nostra città si trova in un momento difficile, che interpella tutti ad attraversarlo e a superarlo con coraggio.
Oggi, 25 marzo 2019, dopo neanche tre anni dall’inizio dei lavori, la nostra bocca si apre al sorriso e la nosra lingua si scioglie in canti di gioia. Siamo veramente pieni di stupore e di meraviglia
Mi riaffiorano le parole di Gaudì, l’architetto della Sagrada Familia di Barcellona: “una Chiesa è l’unica cosa degna di rappresentare il sentire di un popolo, la religione è la cosa più elevata dell’uomo”. Oggi, nella solennità dell’Annunciazione, nel quindicesimo anniversario della nostra ordinazione episcopale, Sua Eminenza Monsignor Parolin ha voluto manifestare con la sua presenza la vicinanza del Santo Padre Francesco, la benedizione di Papa Benedetto, e dedicare la Chiesa e l’ altare. Quest’ opera, realizzata grazie al grande sostegno dell’ 8x1000, è frutto della generosità della comunità diocesana, segno della sua presenza e della sua fede.
Essa è riferimento per tutti a guardare le cose di lassù. Per vivere qui ed ora da donne e uomini cristianamente risorti.
Questa Chiesa è tua, amata Diocesi di Lamezia Terme. Edificata al centro del vasto territorio lametino e al tempo stesso protesa e aperta a tutta la regione. Essa si presenta quale segno di unità, incessantemente da realizzare, e come richiamo alla missione di realizzare il bene comune e lo sviluppo umano integrale, di cui il nostro comprensorio ha veramente bisogno.
A voi l’impegno di attirare qui quanti vorranno fare di questo luogo un centro cristiano aperto, in cui cercare e trovare lo spazio per il dialogo, perla crescita spirituale, solidale, culturale, sociale e politica
Qui, cara città a amata Diocesi di Lamezia Terme, sei chiamata a benedire Dio per i tanti benefici che ti ha fatto, a custodire l’abito nuziale della carità, come ci ha esortati Papa Benedetto, a cui va il nostro affetto e la nostra sincera devozione.
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