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Cultura e Società

Ecco perché la Chiesa conviene all’Italia (e agli italiani)

Paolo Emanuele · 7 anni fa

Esce in libreria per Rubbettino “L’impegno” del giornalista Giuseppe Rusconi. Il primo libro che quantifica quanto renda allo Stato l’attività sociale della Chiesa L’8 per mille è stato sin dalla sua introduzione l’obiettivo privilegiato dei molti critici che hanno visto in questa misura una forma di sovvenzionamento ingiustificato e ingiustificabile da parte di uno Stato laico nei confronti della Chiesa. Insomma un vulnus alla laicità del paese consumato per di più sulle spalle della società italiana. Stando alle ultime statistiche disponibili la Chiesa riceve dai contribuenti italiani poco più di un miliardo di euro all’anno. A questo sono da sommare le sovvenzioni ricevuto a vario titolo da enti locali ecc. Una somma certamente considerevole che ha fatto gridare allo scandalo negli anni passati alcuni commentatori. Nessuno però si era finora preso la briga di quantificare quanto pesa l’intervento della Chiesa a favore della società italiana. Ci ha pensato il giornalista Giuseppe Rusconi, già direttore del mensile “Il Consulente Re” e attuale curatore della rubrica “Rossoporpora” del mensile Tempi, a quantificare con precisione il peso economico di tutte le attività sociali della Chiesa italiana.

L’indagine, pubblicata da Rubbettino con il titolo “L’Impegno. Come la Chiesa italiana accompagna la società nella vita di ogni giorno”, non è stata certo agevole: molto spesso i dati disponibili sono mancanti o lacunosi, per cui è da ritenersi verosimilmente che il risultato finale sia da ritenersi approssimato per difetto.

Dall’inchiesta emerge comunque che la Chiesa rende allo Stato italiano almeno 11 miliardi di euro l’anno:

. Le parrocchie aiutano in ambito sociale per almeno 260 milioni di euro annui.

. Le mense per i poveri? Sei milioni di pasti annui per 27 milioni di euro.

. Banco alimentare e iniziative analoghe? Circa 650 milioni di euro annui.

. Iniziative diocesane di microcredito contro le nuove povertà? Circa 50 milioni di euro annui

. Scuole paritarie cattoliche? Risparmio per lo Stato di circa 4,5 miliardi di euro l’anno.

. Formazione professionale cattolica? Risparmio per lo Stato di circa 370 milioni di euro

. Sanità cattolica? Verosimile un risparmio per lo stato di circa 1,2 miliardi annui.

. Lotta contro la droga? Comunità ecclesiali fanno risparmiare allo Stato circa 800 milioni di euro annui.

. Lotta contro l’usura? La Chiesa dà circa 1,2 milioni di euro l’anno alla Consulta anti-usura e alle Fondazioni regionali ad essa collegate.

. Volontariato? Si può stimare in 2,8 miliardi di euro l’anno l’apporto annuo del volontariato cattolico.

. Migranti? Circa 2 milioni di euro l’anno.

. Beni culturali ecclesiastici? Apporto Chiesa circa 130 milioni di euro l’anno.

. Prestito della speranza: 30 milioni di euro una tantum

. Post-terremoto L’Aquila: 35 milioni di euro in 3 anni

. Post-terremoto Emilia: 13 milioni in otto mesi

. Progetto Policoro: un milione di euro

Inoltre la Chiesa sa ascoltare la società civile e spesso ne anticipa le dinamiche interne. Emblematico il caso delle antenne Caritas che hanno annunciato prima degli economisti il dilagare di una grave crisi economica. Identificando le cause di disagio, la Chiesa può intervenire per cercare di attenuarne gli effetti, con un gran lavoro fatto spesso nell’ombra. La Chiesa è così in grado di segnalare le situazioni più complesse e difficili da risolvere.

Il volume di Rusconi insomma, pur scevro da intenti polemici, si presenta per se stesso come una vera e propria mina all’interno del dibattito sui rapporti tra Chiesa e Stato e sull’utilizzo del denaro da parte della Chiesa italiana. Dibattito che le dimissioni del papa hanno reso ancora più vivo e attuale.

Il volume verrà presentato in anteprima nazionale a Roma domani 14 febbraio alle ore 18:00 presso la Sala Cristallo dell’Hotel Nazionale a Piazza Montecitorio, 131. Ne discuteranno: Angiolo Bandinelli, Paola Binetti, Gaetano Quagliariello e Luciano Violante. Modererà il dibattito Giuseppe Di Leo.