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Vita diocesana

L'eredità di un Pontificato

Rosario Dara · 7 anni fa

Qualcuno potrebbe chiedersi come Lamezia Terme ricorderà Benedetto XVI? La declaratio del Santo Padre giungeva mentre la Chiesa lametina era impegnata nella presentazione, nei diversi Vicariati, del Progetto Pastorale Diocesano per il 2013-2017, Indossiamo e Custodiamo l’abito nuziale della Carità. Presentazione che dovrebbe terminare proprio il 28 febbraio con l’ultimo Vicariato di Soveria Mannelli. Se è vero che ogni Pontefice lascia a tutta la Chiesa un’eredità umana e spirituale, magisteriale e pastorale, è anche vero che Benedetto XVI ha donato molto a questa Chiesa diocesana. E questo per due motivi. C’è un’eredità che è condivisa con tutti, perché è tipicamente cattolico, che ciò che è donato da chi sta a capo è donato a tutto il corpo.

Ed è già tanto consistente questo “patrimonio” condiviso con la Chiesa Universale, che è necessario aspettare tempi più maturi per valutarlo, ma poi c’è un’eredità unica, che tante volte il Vescovo Monsignor Cantafora, ha identificato come “predilezione particolare” per la nostra Diocesi.

Il primo pensiero, come ovvio riguarda l’indimenticabile Visita del 9 ottobre 2011. Il Vescovo Monsignor Cantafora in un messaggio alla Diocesi, poco dopo la Messa del Papa scriveva: “In questa esperienza, che rimarrà davvero indelebile nel ricordo di ciascuno, quello che abbiamo visto è un volto stupendo della nostra Città e Diocesi, della nostra Chiesa, ma non solo, dell'intera Calabria! Non ci siamo ritrovati davanti ad "un personalità pubblica" e basta, ma intorno al Successore di Pietro”.

Ma il dono di Benedetto XVI alla Diocesi di Lamezia Terme, va al di là della sua visita pastorale. Come lo stesso Papa affermava nell’omelia a Lamezia, in quella spianata dell’ex-Sir, simbolo delle tante attese deluse di un popolo: «La mia visita si colloca quasi al termine del cammino avviato da questa Chiesa locale con la redazione del Progetto Pastorale quinquennale. Desidero ringraziare con voi il Signore per il proficuo cammino percorso e per i tanti germi di bene seminati, che lasciano ben sperare per il futuro» (Benedetto XVI, Omelia 9 ottobre 2011). In effetti la grande eredità di questo Pontificato per Lamezia Terme, è contenuta proprio nel Progetto Pastorale Indossiamo e Custodiamo l’abito nuziale della Carità. La parola e la presenza del Santo Padre sono come il sigillo sul primo progetto Speranza in Dio e Bellezza del Cristianesimo, ma anche sul secondo che la diocesi lametina inizierà ad attuare proprio dal 28 febbraio 2013. Durante la Visita ad Limina lo scorso 21 gennaio, Monsignor Cantafora, aveva potuto presentare il nuovo Progetto, esporlo al Papa e ricevere la sua benedizione.

E appare naturale che le analisi, le mete e gli obiettivi che la Chiesa di Lamezia Terme si prefigge con questo piano pastorale, seguono fedelmente le attese e gli incoraggiamenti nati in un pontificato che in prima battuta, tutti ci siamo sentiti di giudicare “luminoso”. Benedetto XVI ha incoraggiato “personalmente” a una pastorale moderna, integrata, all’apertura ai carismi, alla conversione e al primato della comunione, alla qualità di un’evangelizzazione senza sconti e tagli, alla testimonianza di una carità attenta, al dovere cristiano di abitare con fede ogni spazio umano. Questa piccola Chiesa locale di Lamezia Terme, ora sa di camminare ricca di memoria per l’avvenire, attenta a scorgere i segni nuovi che si stanno preparando lungo il suo cammino, ma ogni suo fedele da questo Papa ha imparato la più grande verità: «Noi non possiamo fare la Chiesa, possiamo solo far conoscere quanto ha fatto Lui. La Chiesa non comincia con il “fare” nostro, ma con il “fare” e il “parlare” di Dio» (Benedetto XVI, Meditazione, 8 ottobre 2012).