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Cultura e Società

Il Giro d’Italia a Lamezia: un omaggio per non dimenticare gli otto ciclisti scomparsi

Paolo Emanuele · 6 anni fa

Il Giro d’Italia a Lamezia: un omaggio per non dimenticare gli otto ciclisti scomparsi Fu una tragedia che colpì tutti, che fece breccia nei cuori di ognuno. Nessuno dimenticherà mai quel maledetto 5 dicembre del 2010, quando sulla Statale 18 persero la vita Rosario Perri, Vinicio Puppin, Giovanni Cannizzaro, Pasquale De Luca, Fortunato Bernardi, Domenico Palazzo, Francesco Stranges e Domenico Strangis.

Otto ciclisti amatoriali, otto concittadini, la cui vita è stata ingiustamente e fatalmente spezzata da un’auto in un incidente stradale. Sono passati più di due anni, eppure più volte in questi ultimi mesi abbiamo parlato di loro, perché tante, e belle, sono state le iniziative che ne hanno tenuto vivo il ricordo. Ed è giusto sottolinearle tutte, sempre, non soltanto per il rispetto e il cordoglio per le vittime e le loro famiglie, ma anche per il sovra-messaggio che queste stesse iniziative portano all’intera comunità. L’ultima è stata pochi giorni fa, e per essere precisi si tratta di un gradito “ritorno”: come avvenne anche un anno fa infatti il Giro d’Italia, martedì 7 maggio, in occasione della 4^ tappa Policastro Bussentino - Serra San Bruno, ha attraversato proprio la Statale 18 per rendere omaggio agli otto ciclisti caduti. A precedere il passaggio dei corridori c’è stata prima l’arrivo della carovana pubblicitaria con gli sponsor tecnici che hanno intrattenuto il pubblico con attività di animazione, musica, distribuzione di gadget: un bel momento di aggregazione, coinvolgimento ed interazione degli spettatori con lo staff pubblicitario e tecnico del giro. Poi finalmente è arrivato il momento dei corridori, per la gioia e l’entusiasmo degli astanti. Prima della tappa, alla presenza del sindaco Gianni Speranza, dell’assessore allo Sport Rosario Piccioni e delle autorità comunali è stata posta una corona di fiori sotto la stele che proprio l’Amministrazione comunale fece realizzare per ricordare gli otto concittadini scomparsi. Una bella giornata, un pensiero importante da parte della direzione tecnica del Giro d’Italia, che per la seconda volta ha deciso di fare “tappa” in un luogo così simbolicamente importante, ma soprattutto un ennesimo attestato di affetto da parte di Lamezia Terme per otto persone scomparse prematuramente in un incidente stradale mentre si dedicavano ad una loro passione, che si sono spenti proprio mentre erano più “vivi”, mentre pedalavano per il puro piacere di fare sport all’aria aperta e liberare la mente da quei problemi di tutti i giorni che abbiamo tutti noi e che, visti da questa prospettiva, sembrano così piccoli e insignificanti. Una fine assurda, che ha aperto il dibattito, già affrontato in questa sede, della sicurezza stradale, dell’importanza di avere delle piste ciclabili idonee per garantire la giusta tranquillità sulle strade sia ai ciclisti che agli automobilisti, i quali sovente si trovano in serie difficoltà a “schivare” pedoni o biciclette che si trovano sulla propria corsia. Fortunatamente nella nostra città sono già in fase avanzata di realizzazione le piste ciclabili, sulle quali l’amministrazione ha investito circa ottocentomila euro. Una decisione quanto mai giusta e condivisibile, affinché non si debbano rivivere mai più altre giornate come quella del 5 dicembre 2010. Perché quel giorno è stato molto di più che un tragico momento di dolore; la morte dei nostri otto concittadini non ci ha soltanto spezzato il cuore con un immenso dolore, ma ci ha lasciato in eredità delle profonde riflessioni e interrogativi: sulla vita, sulla morte, ma soprattutto su quanto l’uomo possa incidere sulla vita e sulla morte. La risposta è sicuramente: poco o nulla. Ma ciononostante l’uomo può avere quantomeno “rispetto” di entrambe: per la vita, la propria e quella degli altri, affinché la morte di altre persone non sia stata vana.