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Spiritualità

Celebrato a Vena di Maida il rito dell’Ammissione agli Ordini Sacri per il Seminarista Pietro Forte

Paolo Emanuele · 6 anni fa

Nella Solennità del Corpus Domini, Sua Eccellenza Monsignor Luigi Cantafora ha presieduto, nella Chiesa Parrocchiale di Vena di Maida la S. Messa con il rito dell’Ammissione agli Ordini Sacri per il Seminarista Pietro Forte, originario della stessa comunità. Erano presenti Monsignor Scaturchio Rettore del Pontificio Seminario San Pio X di Catanzaro, diversi concelebranti tra cui il Parroco di Vena P. Franz, il Parroco di San Pietro a Maida, don Domenico Cicione Strangis, don Francesco Santo, sacerdote originario di Vena di Maida, don Mario Spinocchio, Padre Spirituale in Seminario, oltre ai seminaristi della Diocesi di Lamezia Terme.

La celebrazione svoltasi in un paese in festa per questo passo importante del cammino vocazionale di Pietro, ha visto la partecipazione commossa dell’intera comunità. Molti i giovani presenti, amici di Pietro, provenienti non solo da Vena ma anche da Lamezia Terme, dove il giovane seminarista ha svolto i ministeri.

Molto toccanti le esortazioni del Vescovo rivolte al giovane seminarista che ha manifestato pubblicamente mediane il rito apposito, la sua decisione di diventare presbitero, decisione accolta e ratificata dal Vescovo Diocesano. Erano presenti anche i genitori, che hanno voluto offrire un momento di agape fraterna a quanti, numerosi, hanno preso parte al rito.

Di seguito riportiamo il testo dell’omelia di Monsignor Vescovo.

1. «O Dio fa’che nella partecipazione al sommo bene di tutta la chiesa, la nostra vita sia un continuo rendimento di grazie …». Celebriamo con gioia la solennità del Corpo e Sangue del Signore, il sommo bene di tutta la Chiesa (come ci ha indicato la preghiera di colletta). Questa liturgia ha un particolare riferimento alla memoria, al ricordo, non inteso come qualcosa di nostalgico, ma come il desiderio di celebrare e onorare in modo tutto speciale il mistero dell’Eucaristia.

2. Già nel cuore della Settimana Santa, con la Messa in Coena Domini, veniamo richiamati a fissare il nostro sguardo sul dono che Gesù fa di se stesso, attraverso il pane e vino che diventano sacramentalmente il suo corpo e il suo sangue. Oggi, in questa Solennità, la celebrazione di questa memoria diventa, per così dire, più consapevole e quindi siamo invitati ad aprirci alla gratitudine piena a Dio per il dono che egli fa di se stesso. Grazie a Dio il mistero Eucaristico è in genere adeguatamente celebrato e adorato, tuttavia dobbiamo renderci conto che non si tratta di una semplice e comune devozione. L’Eucaristia è principio e culmine della vita cristiana.

Se la preghiera, universalmente intesa, è ciò che può accomunare tutti gli uomini per il senso religioso che è in ciascuno, l’Eucaristia è il dono che la nostra fede cristiana cattolica, ci elargisce per partecipare più intimamente alla comunione con Dio.è un dono grande, dunque. Un dono straordinario. Esso era già prefigurato in modo misterioso nel Primo Testamento: i padri infatti vedono nell’offerta di Melchisedek già il senso dell’offerta eucaristica.

3. Nella seconda lettura San Paolo ci trasmette ciò lui stesso ha ricevuto; egli riporta cioè le stesse parole pronunciate da Gesù nell’ultima cena: «prendete e mangiatene tutti… prendete e bevetene tutti». Gesù offre se stesso non per alcuni privilegiati, ma per tutti gli uomini. Egli si dona a tutti, si offre per tutti. Il dono di Dio è per tutti ma l’accoglienza di questa offerta dipende solo da noi. Ed ecco che in questa Solennità siamo introdotti in questo mistero d’amore gratuito che si rinnova ogni volta che celebriamo l’Eucaristia. Ci pensiamo a quale dono grande ci ha dato il Signore offrendo se stesso per tutti? Carissimi, Dio si dona a noi e ci indica in tal modo la via per vivere come Lui: «Date voi stessi da mangiare». L’invito di Gesù nel Vangelo è un richiamo forte a non fermarci davanti agli ostacoli, le fragilità, le povertà, la penuria.

Ciò che viene moltiplicato è ciò che uno consegna: cinque pani e due pesci sono un’inezia per tanta gente, eppure il miracolo della moltiplicazione è il miracolo della generosità.

Noi pensiamo che occorrano sempre più mezzi, risorse umane ed economiche per realizzare qualcosa, ma Dio ci dimostra che la forza vincente non consiste nel confidare nelle forze umane, ma nel donare ciò che si ha e ciò che si è a Dio.

è la consegna di sé che benefica il mondo.

è la logica della gratuità e non del possesso, il fondamento dell’Eucaristia!

4. In questa santa liturgia siamo perciò lieti di celebrare anche l’ammissione agli ordini sacri di Pietro.

Pietro ha maturato la sua vocazione in età adulta, dopo una concreta esperienza di lavoro.

Tu sai Pietro che ogni offerta ha bisogno della “materia”.

La tua vita , il tuo lavoro, la tua storia sono la materia che tu offri al Signore perché Lui faccia di te uno strumento di benedizione per tutti.

Tu hai deciso di intraprendere “il santo viaggio”, come dice il salmo 84. Sii fedele al Signore, seguilo con animo risoluto e semplice.

Vivi nell’umiltà e nell’obbedienza e troverai la pace.

La tua comunità parrocchiale che oggi gioisce per il tuo sì a Dio nel cammino verso il presbiterato, ti accompagna con l’affetto e la preghiera, perché un suo figlio possa diventare un sacerdote secondo il cuore di Dio.

A te, Pietro, gli auguri per una sequela del Signore Gesù senza “se” e senza “ma”, generosa e totale.

Così sia