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Vita diocesana

Il consiglio pastorale in vista della Settimana Sociale dei Cattolici

Paolo Emanuele · 6 anni fa

Martedì 25 giugno, in occasione del Novena in onore dei Santi Pietro e Paolo, alle ore 18:00, si è tenuto nella Chiesa Cattedrale di Lamezia Terme, l’incontro tra il Vescovo S. E. Mons. Luigi A. Cantafora e i componenti dei Consigli pastorali delle parrocchie appartenenti alla Diocesi di Lamezia Terme.

Sono intervenuti, inoltre, Don Leonardo Diaco, Direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali, il lavoro, la giustizia e la pace, il Prof. Alfredo Saladini, Segretario della Consulta delle aggregazioni laicali e il Dott. Mario Bozzo, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania.

In tale circostanza è stato presentato ai rappresentanti dei Consigli pastorali il Documento preparatorio alla 47° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, che si terrà a Torino dal 12 al 15 settembre 2013.

Dopo un breve intervento di S. E. Mons. Cantafora e l’introduzione del Prof. Saladini, la parola è passata a Don Leonardo Diaco, il quale con l’ausilio di molte slide ha presentato e spiegato il tema centrale del Documento dal titolo: “La Famiglia, speranza e futuro per la società italiana”. Dopo un prima riflessione sull’inculturazione della Fede nei vari secoli e dopo aver evidenziato come oggi vita e Vangelo non camminino insieme ma siano due entità separate, Don Leonardo ha preso in considerazione il rapporto del Censis del 2010 sulla situazione sociale del Paese, sottolineando che si sta andando alla deriva perché c’è una forte personalizzazione dell’io in quanto si è persa la fiducia in tutto. Compito della Chiesa, quindi, è quello di traghettare i fedeli da questa desertificazione verso Colui che ci dona la vita. è necessario quindi educar(ci) alla vita buona del Vangelo, annunciando Cristo, così come proposto dalla sfida educativa indicata dalla Conferenza Episcopale Italiana in questi dieci anni.

Dopo un excursus storico sulle settimane sociali, mettendo, in modo particolare, in risalto che sono delle occasioni di confronto e di approfondimento per tutti i cattolici, Don Leonardo è entrato nel vivo della spiegazione del Documento preparatorio, descrivendone le caratteristiche: è uno strumento sul quale riflettere, che ci pone degli interrogativi utili al discernimento comunitario e che invita a far scaturire “cose nuove”, fatti di cambiamento, politiche sociali più organiche e coerenti su un tema di vitale importanza qual è la famiglia, con le sue potenzialità sociali e con i suoi pericoli che incontra nel contesto sociale di oggi.

Il documento è diviso in tre parti: la famiglia e la persona umana; la famiglia, bene per tutti; famiglia, società e economia. Ognuna di queste pone degli interrogativi su cui ogni cristiano deve soffermarsi a riflettere. Nello specifico, Don Leonardo ha sottolineato, per esempio, il tema della crisi antropologica che oggi crea frammentazione tra corpo ed anima; tra passato e futuro; tra autonomia e appartenenza e tra stili individuali e relazionali. Bisogna quindi ri-comporre l’uomo e la persona nella sua interezza e non lasciarlo frammentato. Egli quindi propone “l’Agenda per ricomporre le solitudini” che sia fatta e sia carica di responsabilità, discernimento e speranza.

Segnala poi come oggi la famiglia sia minacciata dalla mancanza lavoro giovanile: si esce dall’Università in età avanzata; ci si inserisce nel mondo del lavoro con modalità assai lunghe; ci si sposa a 35 – 40 anni, quando ormai il tempo di mettere al mondo una nuova vita si è quasi esaurito. Urge quindi formare il cristiano sulle priorità, sulla moralità, sulle virtù, sulla vocazione da seguire e, poiché oggi la famiglia tende ad essere vista come una cosa, non come una comunità di persone, occorre creare delle comunità nella consapevolezza della differenza tra ciò che è necessario e ciò che è superfluo, capaci di amare evangelicamente e di abitare i territori nel rispetto delle creature e del Creato.

Continua poi, evidenziando che per fare questa inversione di tendenza serve un’autentica risposta pastorale e una significativa testimonianza cristiana riprendendo le indicazioni dal nuovo Progetto pastorale diocesano (2013-2017); quest’ultimo infatti, auspica che le parrocchie e le associazioni siano spazi di autentico incontro con il Signore e di crescita nella fede attraverso la testimonianza e che non bisogna temere di formare laici corresponsabili della missione della Chiesa, valorizzando la Consulta delle aggregazioni laicali a livello diocesano e i Consigli pastorali a livello parrocchiale, così che tutti, realizzando una “rete” tra le stesse famiglie, possano favorire un’autentica spiritualità coniugale e familiare ed educare i giovani all’amore autentico.

Don Leonardo infine chiude il suo intervento con una proposta - speranza: perché si assicuri alle famiglie un futuro sicuro è necessario rimetterla nelle mani di Colui che l’ha formata.

A conclusione dell’incontro l’Ufficio per i problemi sociali ed il lavoro ha consegnato ai Consigli pastorali il Documento preparatorio perché si approfondisca e ci si confronti, anche all’interno delle parrocchie, sul tema della famiglia.

Elena Cerra

Sintesi Consiglio Presbiterale

Allegato N° 3

- Don Pasqualino Gualtieri

La formazione deve essere portata anche nel presbiterio, perché mancano preti e cristiani. è necessario purificare partendo dal presbiterio. Dobbiamo essere disposti e chiari a non farci inquinare da un modernismo che è regressione per non rischiare di ammalarsi. Il prete deve sentirsi responsabile verso la famiglia ed annunciare il Vangelo.

- Don Giuseppe Angotti

Il documento preparatorio alle settimane sociali affiancato al PPD deve essere frutto di discernimento perché se come Diocesi dobbiamo dare un contributo reale a questo documento nazionale dobbiamo essere pronti alla sfida di portare il Vangelo agli uomini. La preoccupazione è di dare risposte nell’idea di Cristo e riflettere per una spiritualità di comunione significa che la Chiesa è l’unica capace di fare questo perché non ha altri interessi se non la cura dell’uomo.

- Don Natale Colafati

La questione antropologica della frammentazione dell’uomo è dentro l’uomo stesso e la Chiesa riesce al leggere questa realtà perché è la sola che può leggerla. Il problema profondo della società dell’oggi è il pensiero del corpo e non dell’anima quindi consiglia di approfondire meglio la prima parte del documento preparatorio; relativamente alla seconda parte sottolinea come la Chiesa più che maestra deve essere testimone perché la frattura è anche al suo interno quindi è necessario che la Chiesa cammini insieme e in comunione, dove il popolo possa la Speranza. C’è bisogno quindi di una Chiesa più umana e non umanizzante. C’è infine una crisi degli educatori proprio perché è la chiesa che non sa che tipo di educatore vuole.

- Don Domenico Cicione Strangis

Propone di utilizzare questo strumento di riflessione nelle parrocchie perché utile a capire come aiutare la famiglia.

- Don Leonardo Diaco

Collegandosi alla proposta di Don Domenico suggerisce di mettere insieme quello che il documento offre per portare avanti, con il contributo dei parroci, i concetti e i temi presenti all’interno del documento stesso.

- Don Adamo Castagnaro

Si chiede come si può lavorare bene se la TV distrugge poi tutto quello che si è costruito nei gruppi parrocchiali? Bisogna quindi essere lievito vero e formare le persone, facendoci scivolare le cose che la società ci propina.