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Chiesa S. Francesco di Lamezia T. Sambiase, veglia di preghiera per beatificazione 10 martiri del monastero di Barcellona

Paolo Emanuele · 6 anni fa

I Padri Minimi del convento di via della Pace in Lamezia ovest in festa nei giorni scorsi assieme a tutto l’Ordine dei Minimi per la Beatificazione di dieci martiri del monastero di Gesù-Maria di Barcellona. Per l’occasione nella chiesa di San Francesco di Paola in Lamezia Terme-Sambiase padre Antonio Bonacci (v. foto), dei locali padri Minimi, ha presieduto una veglia di preghiera, molto partecipata, nel corso della quale ha ricordato le virtù eroiche delle dieci beate. Nel corso della serata, è stato distribuito un opuscoletto rievocativo di tutta la vicenda delle 10 martiri, il cui autore padre Ottavio Laino, dell’Ordine dei Minimi, in quanto Postulatore ha vissuto l’iter della causa di beatificazione. “La Chiesa è in festa –scrive l’autore nella premessa- e l’Ordine dei Minimi esulta per la Beatificazione delle Serve di Dio, Maria di Montserrat, otto compagne, suore professe dell’Istituto delle Minime Scalze di San Francesco di Paola e Lucrezia, laica, vedova, uccise, in odio alla Fede, a Barcellona (Spagna) il 23 luglio 1936”. Le Serve di Dio madre Montserrat, madre Margherita Alacoque di San Raimondo, madre Maria dell’Assunzione, suor Maria della Mercede, suor Maria di Gesù, sorella Giuseppa del Purissimo Cuore di Maria, sorella Trinità, sorella Maria Enriquetta, sorella Filomena e donna Lucrezia Maria dell’Assunzione sono state beatificate il 13 ottobre 2013, a Tarragona (Spagna).

“E’un avvenimento –prosegue nella premessa padre Laino-, che coincide con i 500 anni dalla Beatificazione di San Francesco di Paola, avvenuta il 7 luglio 1513”. Inoltre, l’autore evidenzia che “sono le prime monache minime ad essere beatificate. Con ciò, ancora una volta, il Signore, per mezzo della sua Chiesa, ci vuole confermare che la Regola del Fondatore San Francesco di Paola è una proposta di vita, che conduce alla santità. Con questo drappello di Vergini e Martiri, ci auguriamo, quanto prima, che possa iniziare la serie delle glorificazioni delle altre Minime, fiorite in terra di Spagna”. Il gruppo delle 10 martiri è fiorito a Barcellona, “nel contesto del Monastero di Gesù-Maria –ancora Laino-, dove è venerata, da gran tempo, la Madonna dal Titolo di Nostra Signora Fonte della Salute”.

Il martirio delle 9 monache Minime e della laica Lucrezia è maturato nel contesto di una situazione storica drammatica, che ha condizionato la Spagna nella prima metà del XX secolo: “una politica anticristiana –spiega l’autore- che soffocò l’esercizio del culto pubblico, e attraverso leggi discriminatorie e atteggiamenti aggressivi, mirò esplicitamente alla completa distruzione della Chiesa nella nazione iberica”.

Una situazione che non tardò ad interessare le dieci martiri di Barcellona. Una volta individuate, le suore furono catturate e fatte oggetto di scherno e di violenza. Avviate al luogo del martirio, “gli assalitori –conclude Laino- fecero scempio dei corpi delle povere indifese con i pugnali e le armi da taglio in tutta la persona, finendole crivellate di colpi da arma da fuoco”.

La dell’opuscolo è stata affidata a padre Francesco Marinelli, Correttore Generale dell’Ordine dei Minimi, il quale scrive: “nell’anno della Fede in cui siamo invitati ad una autentica e rinnovata conversione –evidenzia padre Marinelli-, la Chiesa quale madre premurosa ci dona queste dieci Sorelle come ulteriore modello con cui confrontarci nel nostro continuo rinnovamento di vita. La Famiglia Minima che vive nella gloria di Dio si arricchisce di queste nuove di santità, che sulle orme del Santo della Penitenza, in ogni tempo non mancano di incarnare il Vangelo nel continuo rinnovamento del cuore, con una vita sobria e orientata alle cose celesti”.

Il Correttore Generale dell’Ordine dei Minimi prosegue facendo presente che “il lavoro alacre e meticoloso dell’autore, che in quanto Postulatore ha vissuto con intensità in questi anni l’iter della causa di beatificazione, ci offre la forza disarmante della fede di queste donne. Come si evince nella testimonianza di suor Concezione (la più anziana sopravvissuta dell’antica Comunità del Monastero, le cui dichiarazioni sono state depositate per la seconda volta davanti al notaio Antonio Sospedra Buyè, deputato da Sua Em.za Rev.ma Narcisio Jubaly y Arnau, Arcivescovo di Barcellona, l’8 settembre 1988), la fede di ciascuna nella quotidianità era espressione di santità di vita in ogni piccolo gesto compiuto per il bene delle consorelle e della comunità e che nel martirio ha trovato la sua ultima espressione logica e coerente”. Padre Marinelli, con l’auspico che l’opuscoletto “diventi fonte di piccoli gesti di vita evangelica”, conclude con questa riflessione: “Dio risponde all’assurdità del male in ogni tempo e in tutte le sue forme con il suscitare uomini e donne concrete che con la loro vita rispondono al male con il bene (cfr. Rm 12,7). Le nostre Martiri insieme ai tanti cristiani che nella prima metà del XX secolo subirono <> esprimono tale risposta di bene, memori dell’impegno loro affidato dal santo Fondatore San Francesco di Paola <>, in questo caso con la vita e nel nome di Gesù Cristo Benedetto”.

Per ognuna delle 10 martiri, ci sembra giusto, infine, riportare un breve ricordo di suor Concezione, la più anziana sopravvissuta della comunità del Monastero: “madre Montserrat emergeva in tutte le virtù, era sommamente obbediente e molto caritatevole; madre Margherita Alacoque di San Raimondo emergeva nell’umiltà, molto puntuale a tutti gli atti di Comunità, caritatevole con tutte, molto aperta e molto amante della Vergine; madre Maria dell’Assunzione aveva una predilezione speciale per le Sorelle della cucina, sempre che poteva andava ad aiutarle, emergeva in maniera speciale nella mansuetudine, era un’anima molto semplice e candida; suor Maria della Mercede era molto umile, laboriosa, mansueta e caritatevole e amava passare lunghi momenti davanti al Tabernacolo; suor Maria di Gesù emergeva in maniera speciale nel raccoglimento, essendo molto amante del silenzio e della vita interiore; sorella Giuseppa del Purissimo Cuore di Maria era molto ordinata e era il suo motto, si incaricava di raccogliere le foglie del giardino e aveva grande inclinazione al canto; sorella Trinità possedeva l’umiltà del cuore, era molto gioiosa e di pietà eucaristica, in tutti i momenti liberi cercava di dedicarsi alla preghiera; sorella Maria Enriquetta dimostrava alle monache il suo spirito di sacrificio, era pazza di amore per Gesù e amava molto la Passione; sorella Filomena era molto osservante della santa Regola, laboriosa e molto caritatevole con tutte, senza eccezione; donna Lucrezia Maria dell’Assunzione, laica, collaborava a servizio della Comunità religiosa, vivendo in una dipendenza esterna, per dieci anni e aveva l’abitudine di pregare con la Comunità religiosa, poiché era una donna di sincera pietà, preghiera e vita sacramentale”.