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Cultura e Società

Diventare atleti di Cristo, il messaggio di Don Stanizzo alla pedalata nel ricordo degli otto ciclisti di Lamezia

Sabatino Savaglio · 6 anni fa

“Diventare atleti di Cristo”. Questo l’augurio che don Fabio Stanizzo, parroco “in solidum” (assieme a don Pino Pezzo) della parrocchia Maria SS delle Grazie in Lamezia Terme-Sambiase, ricordando quanto detto da Papa Francesco nell’ultima Giornata Mondiale della Gioventù (alla quale ha partecipato anche il giovane sacerdote), ha rivolto alle 9:45 di ieri, domenica 24 novembre, a tutti i partecipanti della 3a , nel ricordo degli otto ciclisti periti nella strage del 2010, subito dopo che la carovana, partita dalla piscina comunale alle 9:30, ha fatto sosta davanti la meglio nota chiesa di viale Stazione per ricevere la benedizione.

“Ricordando la morte degli otto ciclisti, nel cuore di ognuno di noi, dei parenti e degli amici –ha proseguito don Stanizzo-, si riapre una ferita, una ferita che solo Dio potrà rimarginare con il tempo. Allora l’augurio che faccio ad ognuno di voi –ancora don Fabio- è quello di prendere le cose più belle dello sport. Lo sport è anche fatica, quella fatica che si può superare solo con la collaborazione dello stare insieme”, per poi rimarcare “di accettarsi per quello che si è”, con un fermo “no al doping” rivolto in generale a tutti coloro che praticano sport. Stanizzo ha poi augurato a tutti di essere “un segno di speranza per la città di Lamezia Terme, perché si possa capire che il gioco di squadra ci fa diventare sempre più forti”.

La manifestazione ciclistica commemorativa è stata organizzata dall’Asd Next Atlas e il Ciclo Club Lamezia -col patrocinio del Comune di Lamezia Terme e della Provincia di Catanzaro-, per ricordare, appunto, la strage degli otto ciclisti, avvenuta il 5 dicembre 2010 sulla statale tirrenica, nei pressi della Marinella, dove persero la vita Fortunato Bernardi, Giovanni Cannizzaro, Pasquale De Luca, Domenico Palazzo, Rosario Perri, Vinicio Puppin, Franco Stranges e Domenico Strangis.

E anche la terza edizione è stata bagnata da una persistente pioggerellina, così come accaduto nelle due edizioni precedenti (e pioveva anche in quel triste 5 dicembre di tre anni fa, quando avvenne il tragico episodio), ma che comunque non ha scoraggiato i numerosi partecipanti, oltre trecento, di tutte le età.

L’appello della vigilia della 3a pedalata è stato accolto. “E’necessario non spegnere i riflettori sull’accaduto e salire in sella e fare sentire la voce del popolo ciclistico –come riportato in una nota-, pretendendo da parte delle amministrazioni un miglioramento delle condizioni della viabilità e dagli utenti stradali un maggior rispetto delle regole e una maggiore cultura dell’educazione stradale”.

E così anche ieri mattina, nonostante il maltempo, numerosi appassionati della due ruote, piccoli e grandi –scortati dai Carabinieri, dalla Polizia di Stato, dalla Polizia Municipale e supportati dal Servizio Emergenza Radio di Lamezia- si sono ritrovati nel piazzale della piscina comunale lametina per la 3a “pedalata per la sicurezza”, con molti ciclisti giunti anche da fuori regione.

Tra i cicloamatori partecipanti alla pedalata, Gennaro Perri, uno dei due feriti nella strage (l’altro Fabio Davoli), che non riesce “a dimenticare quel terribile impatto; per me –come ha più volte detto ai cronisti-, è un ferita che rimarrà sempre aperta”. A rappresentare l’Amministrazione nella pedalata, tra gli altri, l’assessore allo sport Rosario Piccioni, che ha “espresso un grandissimo plauso agli organizzatori, che ci hanno proposto ancora una volta questa splendida iniziativa”.

La partenza poco dopo le 9;30, con le Fiat 500, auto d'epoca, a fare da staffetta. La prima sosta nel piazzale antistante la chiesa Maria SS delle Grazie -dove si erano radunati anche alcuni familiari della vittime-, nei pressi della quale ogni domenica gli otto, assieme a tanti altri ciclisti amatoriali, sostavano prima di continuare la loro marcia sulle due ruote. La carovana è stata accolta da don Pino Pezzo e don Fabio Stanizzo (parroci “in solidum”), che prima di impartire la benedizione, hanno voluto lanciare un breve messaggio.

“Lo sport ancora oggi è un valido strumento per la crescita integrale della persona –ha sottolineato don Stanizzo nell’accogliere i partecipanti sulla due ruote-, perché sviluppa la persona e la fratellanza sociale. La pratica sportiva a tutti i suoi livelli –ha aggiunto il sacerdote- stimola a un sano superamento di se stessi, dei propri egoismi, favorendo la lealtà nei rapporti interpersonali, l’amicizia e il rispetto delle regole”. Ancora nel suo messaggio don Fabio Stanizzo ha voluto porre l’accento sull’importanza che “chi pratica sport a vari livelli, promuova quei valori umani e religiosi che stanno alla base di una società più giusta e solidale; e questo è possibile –ha concluso-, perché quello sportivo è un linguaggio universale che supera confini, lingua, religioni. Insomma, lo sport unisce, non divide; crea ponti e non muri”.

A seguire, ha preso la parola don Pino Pezzo, che ha scandito i nomi degli otto ciclisti, sottolineati da un lungo e commovente applauso. Le preghiere dell’Ave Maria e del Padre Nostro hanno preceduto il momento della benedizione sui partecipanti, impartita da don Pino.

Poi la carovana di nuovo a pedalare fino a raggiungere il luogo della strage e deporre dei fiori dove la stele dell’Amministrazione Comunale ricorda il tragico avvenimento.

Gli Explorers, da sempre sensibili al tema della sicurezza stradale e della tutela del ciclista, nell’occasione, come lo scorso anno, si sono fatti carico di promuovere “Verso la pedalata per la sicurezza”, un raduno preliminare alla manifestazione, coinvolgendo le associazioni ciclistiche di Catanzaro e del versante ionico catanzarese e invitando tutti i ciclisti, di strada e di mountain bike a partecipare uniti all’evento. “Già lo scorso anno -spiega Antonio Astorino, presidente Explorers- abbiamo assistito ad una notevole partecipazione con oltre 80 ciclisti che hanno raggiunto la Piscina tutti assieme, in gruppo, portando un messaggio di solidarietà alle famiglie dei ciclisti e dimostrando che quando si tratta di sicurezza e di solidarietà, il ciclismo catanzarese sa essere unito”. Astorino conclude con l’appello ad automobilisti e motociclisti di fare “attenzione, perché dietro la curva potrebbe esserci un ciclista!”.