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Messa presieduta da Mons. Cantafora nella festa della Madonna del Miracolo

Antonio Cataudo · 6 anni fa

Con la Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo diocesano Mons. Luigi Cantafora e animata dalla neo costituita corale San Francesco, diretta dal M° Domenico Cicione, si è conclusa nella serata odierna, lunedì 20 gennaio, in Lamezia ovest, nella chiesa parrocchiale di San Francesco di Paola, retta dai padri Minimi, la festa in onore della Madonna del Miracolo (Patrona dell’Ordine dei Minimi), che si venera nello stesso sacro tempio di viale della Libertà.

Nel corso del triduo preparatorio (predicato, rispettivamente, da monsignor Armando Augello, don Fabio Stanizzo e padre Vincenzo Arzente) c’è stata l’incoronazione della statua della Madonna e alla fine di ogni funzione religiosa il bacio della Reliquia (un pezzo di tovaglia -che i frati minimi del convento di via della Pace in Lamezia ovest custodiscono da tempo-, proveniente dall’altare della chiesa di S. Andrea delle Fratte in Roma –anche questa chiesa guidata dai Minimi-, ove apparve la Vergine 172 anni fa); mentre nella tarda mattinata di ieri, dopo la recita del S. Rosario, è stata data lettura del racconto dell’Apparizione della Madonna ad Alfonso Ratisbonne, l’ebreo convertitosi dopo l’apparizione mariana. La funzione religiosa di stasera è stata concelebrata dai PP. Minimi del locale convento Antonio Casciaro (superiore e parroco moderatore), Antonio Bonacci, Ivano Scalise e Vincenzo Arzente, assistiti dal diacono permanente don Franco Liparota.

All’inizio della Messa padre Casciaro, nel rivolgere il saluto a Sua Eccellenza, dopo aver illustrato brevemente il significato della festa del 20 gennaio per i padri Minimi, si è richiamato alla Lettera Pastorale del Vescovo scritta a chiusura dell’anno della fede (), a sottolineare la voce “Maria madre della conversione”. Il Vescovo a conclusione della Lettera ci affida “a Maria, Madre di Dio e Madre nostra, che accanto a Dio, è sua nell’opera di riconciliazione”.

Mons. Cantafora all’omelia ha subito evidenziato che la data del 20 gennaio ha richiamato alla sua mente quando proprio il 20 gennaio di 10 anni fa gli fu comunicata la nomina a Vescovo di Lamezia (ufficializzata poi il 24 gennaio 2004, con la Sua elezione alla Sede Vescovile di Lamezia Terme). Il presule, nel prosieguo dell’omelia, ha rimarcato il ruolo di Maria nella conversione del Ratisbonne.

Prima della benedizione finale, monsignor Cantafora dopo aver ringraziato uno per uno i padri Minimi, ha esortato il popolo di Dio ad uscire dal recinto della Chiesa per diventare missionari, così come ha più volte detto Papa Francesco. “Voi siete in chiesa –ha detto il vescovo-, ma non siete la Chiesa. La Chiesa vi attende fuori, alle periferie”. Per poi citare Giovanni Paolo II con la sua frase <>.

Al termine della Messa c’è stata la distribuzione delle Medaglie Miracolose, benedette poco prima dal vescovo. Poi tutti insieme nel salone parrocchiale per un momento di fraternità.

Il racconto dell’apparizione della Madonna ad Alfonso Ratisbonne è noto. Correva l’Anno Domini 1842 ed era il 20 gennaio quando, esattamente a mezzogiorno, in quel sacro tempio romano, la Vergine apparve e convertì l’ebreo che, attendendo un amico, era entrato in quella chiesa, nei pressi di Piazza di Spagna, per ammirare le opere artistiche, “quando d’improvviso –come si evidenzia dal racconto che lo stesso Ratisbonne fa dell’apparizione- mi sentii preso da un certo turbamento… Levai gli occhi verso la cappella (di S. Michele) raggiante di tanta luce, e vidi sull’altare della medesima… la Santissima Vergine Maria simile, nell’atto e nella struttura, all’immagine che si vede sulla Medaglia Miracolosa dell’Immacolata”.

Con un cenno della mano, la Madonna gli fece cenno di inginocchiarsi. “Alla presenza della SS. Vergine, quantunque Ella non mi dicesse parola –così Ratisbonne conclude il racconto-, compresi l’orrore dello stato in cui mi trovavo, la deformità del peccato, la bellezza della religione cattolica, in una parola: capii tutto”.

Dopo un regolare processo canonico, il fatto, ritenuto autentico, contribuì alla devozione della diffusione della Medaglia Miracolosa. A seguito delle molte conversioni, poi, Papa Benedetto XV (decimoquinto) chiamò la Basilica di S. Andrea delle Fratte la “Lourdes romana”.