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Il Vangelo della domenica

"Ogni cristiano è chiamato ad essere costruttore del Regno di Dio"

Paolo Emanuele · 6 anni fa

“Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce” (Is 9,1), sono le parole che il profeta Isaia pronunciò per descrivere la situazione di “angustia e tenebre e oscurità desolante” (Is 8,22) in cui versava il popolo d’Israele. Ma ecco che, improvvisamente, esplode la luce: la “caligine sarà dissipata, poiché non ci sarà più oscurità dove ora è angoscia” (Is 8,23). Le terre di Zabulon e di Neftali, al nord della Palestina, esposte al continuo pericolo di invasioni e saccheggi, saranno finalmente liberate e la grande “via del mare”, che dalla Mesopotamia giungeva all’Egitto attraverso la Palestina, sarà resa gloriosa.

L’evangelista san Matteo usa questa profezia come prologo della attività magisteriale di Gesù in Galilea, quando, dalla casa di Nazaret, era venuto ad abitare nella città di Cafarnao e lì comincia ad insegnare; e il contenuto del suo magistero è racchiuso nelle parole: “Convertitevi, perché il Regno dei cieli è vicino” (Mt 4,17). “Convertirsi” significa appunto vedere “una luce”! Vedere “una grande luce”! La luce che proviene da Dio. Il Regno di Dio si configura come luce, gioia, liberazione.

La luce è segno di libertà, di gioia, di vita; essa si contrappone a prigionie, schiavitù, carceri, a quei "serrami" dello spirito e dell'anima che soffocano l'uomo e lo immergono nel profondo dell'errore, della confusione, del peccato e della morte. All'origine della creazione, quando le tenebre ed il caos avvolgevano l'universo appena creato, il Signore comandò che vi fosse la luce; adesso, all'inizio della nuova creazione, non poteva essere diversamente: la luce di Dio deve indicare ad ogni uomo il cammino della sua creaturale libertà.

Il Regno di Dio si oppone all'altro regno, quello che non è di Dio, e che si compie nelle tenebre, nella tristezza, nella schiavitù.La tenebra o il buio che avvolge l'uomo è anche assenza di verità, non conoscenza di se stesso, del suo essere, della sua vocazione, della sua origine. Su questa tenebra – simbolo di confusione, di errore e anche di morte – irrompe improvvisa la luce, che è lo stesso Figlio di Dio, il quale ha assunto la natura umana; Lui, il Verbo, “la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9).

La luce di Cristo è dono di Dio, un donoche si chiama fede.Ma la fede nasce dall'annunzio della Parola di Cristo.Il Vangelo è la nuova “Luce” dell'umanitàche per penetrare nei cuori ha bisogno di una voce e per questo Gesù Signore inizia la sua predicazione, per diffondere la luce del Vangelo e suscitare la conversione dei cuori.

Conversione e fede al Vangelo operano quella metànoia che trasporta l’uomo nel Regno di Dio. Per entrare nel Regno di Dio l'uomo deve andare oltre la sua mente, i suoi pensieri, i suoi modi di vedere e di concepire, le sue preoccupazioni. Puramente e semplicemente egli deve accogliere nel suo cuore quella parola che il Cristo ha fatto riecheggiare sulla terra.

Conversione è fare ritorno alla casa del Padre, accogliendo il Dio Signore, vivendo secondo i suoi comandamenti, facendo la sua volontà, riprendendo l'obbedienza alla fede, nell'abbandono a Cristo, nella sua Chiesa, nei suoi sacramenti, nel suo Santo Spirito, nei suoi Apostoli che continuano la sua missione con la sua stessa autorità di salvezza e di vita eterna, per la remissione dei peccati, per l'insegnamento della volontà divina.

Conversione è amare, è sperare in modo nuovo, vero, secondo Dio; è lasciarsi fare nuovi dallo Spirito, ritrovando la via dell'unità nell'unica Chiesa del Signore Gesù.

La Chiesa, poi, è ricca di carismi. Ma se i carismi sono tanti, Cristo è uno, uno è il Padre, lo Spirito Santo, la Trinità beata, la Chiesa, il battesimo, la croce, il corpo del Signore. Ogni credente, per la sua parte, è una cosa sola con gli altri nell'unico corpo del Signore che è la Chiesa.

Paolo, nella seconda lettura di questa domenica, mette in guardia tutti i credenti in Cristo. Ognuno deve costruire il Regno di Dio nell'unità, per Cristo Gesù, nel dono dello Spirito. La Chiesa santa è prima di tutto una. Convertirsi alla Parola del Signore, a Cristo luce eterna di verità, è accogliere gli altri con i loro carismi come parte essenziale di se.

L'unità non vanifica la diversità, anzi la richiede, perché il corpo è l'unità nella molteplicità delle sue membra. Per essere con gli altri è necessario convertirsi, è sapere che gli altri sono uguali in dignità in questo corpo, anche se con carisma differente e con mansione diversa.

La Chiesa deve avere una sola certezza: essa deve credere che senza la sua voce che grida al mondo la conversione, l'uomo resterà per sempre nelle tenebre.

La parola di Cristo l'annunzia la Chiesa ed il cristiano in essa. Ogni cristiano è chiamato ad essere costruttore del Regno di Dio opponendosi all'altro regno, quello che non è di Dio, e che si compie nelle tenebre, nella tristezza, nella schiavitù.

La Chiesa, ogni giorno, deve far rifulgere nel mondo intero la luce della verità del Vangelo.

La salvezza del mondo che "cammina nelle tenebre" è nella missione evangelizzatrice della Chiesa e del cristiano.