·

Vita diocesana

Le celebrazioni per il decennale di Episcopato

Paolo Emanuele · 6 anni fa

Dieci anni di ministero episcopale di Mons. Luigi Cantafora nella Diocesi di Lamezia Terme segnati da un unico filo conduttore, sintetizzato nel suo motto “Caritas Christiurget nos”, la “passione” di un Pastore che mosso dall’amore di Cristo si impegna a servire la comunità affidatale partendo dal primo impegno pastorale di un vescovo, quello di formare le coscienze e di aprire i cuori degli uomini alla verità e all’amore.

Inizieranno Venerdì prossimo 24 Gennaio alle ore 20 in Cattedrale le celebrazioni per il decennale di episcopato del Vescovo Cantafora con il Concerto della Corale di fiati del Conservatorio di Musica P.I. Tchaikovsky di Nocera Terinese che accompagnerà la Corale Diocesana “Benedetto XVI” nell’esecuzione della “Missa Episcopi Aloysii”, una messa scritta dal direttore della Corale M° Francesco Caruso in occasione del decimo anniversario di consacrazione del Vescovo di Lamezia.

Altri due importanti momenti ecclesiali segneranno le celebrazioni del decennale: la Messa con tutti i Vescovi calabresi il prossimo 25 marzo e l’ordinazione di due nuovi sacerdoti il 2 aprile, data in cui ricorre il decimo anniversario dell’ingresso del Vescovo Cantafora a Lamezia Terme.Uno stile, quello scelto dalla curia per le celebrazioni del decennale, “che riflette la sobrietà e la discrezione che ha segnato il ministero pastorale di Mons. Cantafora in questi 10 anni” ha spiegato il direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali Don Roberto Tomaino ricordando come il Pastore della Chiesa lametina “ha risposto alle grandi piaghe della nostra città, in particolare a quella della mafia, con il compito che è proprio di un Vescovo cioè formare le coscienze alla luce del Vangelo e del Magistero della Chiesa”.L’impegno per la diffusione della Scuola di Dottrina Sociale della Chiesa che in otto anni ha visto aumentare considerevolmente il numero di iscritti e “gettato i semi di una nuova presenza sociale e civile dei cattolici nella nostra città”. L’impulso dato all’azione caritativa della Chiesa attraverso le strutture della Caritas Diocesana. L’attenzione rivolta al mondo delle famiglie. L’azione di formazione per i laici e sacerdoti. Queste le tappe principali dell’episcopato di Mons. Cantafora che – ha ricordato Tomaino – “ si è articolato a partire da due progetti pastorali diocesani “Speranza in Dio e bellezza del cristianesimo” e “Custodiamo e indossiamo l’abito nuziale della carità” e si è arricchito con alcuni eventi provvidenziali come la storica visita pastorale di Papa Benedetto XVI che con le sue parole di incoraggiamento ha dato un forte impulso alla nostra comunità a proseguire nell’impegno per la promozione del magistero sociale della Chiesa attraverso le scuole di dottrina”.Don Roberto Tomaino parla di “cantieri aperti”, di un decennale che rappresenta “una tappa di un cammino che prosegue e che attraverso l’azione pastorale del Vescovo vuole spingere la città di Lamezia a tirare fuori il meglio di se stessa, ad essere protagonista del proprio futuro con scelte ispirate alla logica dell’amore e del bene comune”.

“Il Concerto, che sarà dedicato al decennale di Episcopato di Sua Eccellenza Mons. Luigi Antonio Cantafora, vuole essere una testimonianza tangibile del nostro ringraziamento a Sua Eccellenza, quale guida e pastore della nostra Comunità che ci ha sempre accompagnati, in questi anni di Episcopato nei valori sani dell'impegno sociale, della disciplina, della fiducia e della spiritualità quali mezzi per un riscatto della nostra terra”, ha dichiarato il direttore Piero Pullia mentre il Maestro Francesco Caruso, autore della messa composta per il decennale, spiega come “l'ispirazione dell'idea musicale trae la sua potenza dalla forza della parola del testo, sottolineata dalla compagine orchestrale con un intreccio armonico e melodico che dà molto spazio alla sezione degli ottoni e il significato del testo, la musica ripercorre attraverso modulazioni, cambi di tempo, parti corali all'unisono e in polifonia i sentimenti di gioia, pietà, gloria e preghiera che il testo esprime”.