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Cultura e Società

Aspetti demografici dell’Immigrazione a Lamezia Terme

Paolo Emanuele · 6 anni fa

L’immigrazione a Lamezia Terme nel corso degli ultimi 12 anni è diventata sempre più consistente, così il Comune ha smesso i panni di territorio di accoglienza e transito, per indossare le vesti di un luogo di inserimento stabile per molti cittadini stranieri che lasciano le proprie terre in cerca di migliore fortuna. Al 1° gennaio 2014 i residenti stranieri a Lamezia Terme (quindi la componente regolare) risultavano essere 3.766 (concentrati nei centri storici della Città, nelle zone di San Teodoro, nella zona di Bella, e nella zona del centro storico di Sambiase), rispetto al 2001, quando la popolazione straniera residente censita era risultata pari a 1.064, si registra un incremento complessivo di 2.702 individui, con una variazione media annua pari a 212 per mille abitanti.

Tale andamento positivo è dovuto ad una molteplicità di fattori, tra i quali:

- Lamezia per la sua posizione strategica all’interno della Regione Calabria è un punto di snodo fondamentale per il passaggio e l’insediamento degli immigrati: la presenza dell’aeroporto, dello snodo ferroviario, la vicinanza al mare, accrescono la percezione che la stessa Lamezia ha di sé come città aperta votata all’accoglienza;

- la tendenza da parte di una quota crescente di stranieri a costruire il proprio progetto migratorio sul territorio regionale, anche in ragione dell’opportunità di inserimento occupazionale nei settori dell’agricoltura, del commercio, del lavoro domestico e dei servizi;

- la forte spinta all’emersione di rapporti precedentemente irregolari, dovuta anche all’ingresso nell’UE di paesi esportatori netti di forza lavoro (esempio la Romania).

Un aspetto che caratterizza l’immigrazione a Lamezia è l’incremento delle donne. La componente, femminile nel corso degli anni è andata sempre più crescendo, infatti se al 2001 rappresentava il 41% della popolazione straniera oggi costituisce il 51%, verosimilmente tale incremento è legato ai ricongiungimenti familiari e all’impiego delle donne nel settore terziario (in attività di badantato e collaborazione domestica) e in quello primario.

Un altro aspetto interessante è comprendere cos’è cambiato dal 2001 al 2013 dal punto di vista della struttura per età della popolazione straniera residente a Lamezia, a tale proposito si inserisce qui di seguito una tabella (Tab. n°- 1) dove sono riportati i dati per le tre macro classi di età.

Tabella n° - 1 Popolazione Straniera Residente per macro classi di età

Anni

2001

2013

0-14 anni

12%

16%

15-64 anni

86%

82%

65+ anni

2%

2%

Fonte: n.s. elaborazione su dati ISTAT

Dai dati riportati in tabella si evince, innanzitutto come l’incidenza percentuale della popolazione dei giovanissimi (0-14 anni) sia aumentata di 4 punti tra il 2001 e il 2013. Per quanto concerne la popolazione tra i 15 e 64 anni si registra invece un decremento, ciò è dovuto al maggiore apporto dei minori di 15 anni e al passaggio da un’immigrazione di soggetti adulti ad un’immigrazione familiare in cui aumenta il peso dei figli minori attraverso i ricongiungimenti familiari più frequenti.

Si riscontra un notevole policentrismo migratorio, in provenienza da diverse aree, la comunità straniera più numerosa è quella proveniente dal Marocco rappresentando il 30% del totale degli stranieri presenti sul territorio, seguita dalla Romania (28%) e dall’Ucraina (15%).

C’è da dire che la Comunità Marocchina oltre ad essere la più numerosa fra le Comunità degli Immigrati, è anche la più storica nel territorio lametino, il suo protagonismo inteso ovviamente nell’accezione positiva non si ha solo dal punto di vista demografico della popolazione straniera residente a Lamezia, ma anche dal punto di vista imprenditoriale. Infatti secondo i dati di Unioncamere nel III Trimestre del 2013, il 64% delle Imprese con titolare Straniero ha nazionalità Marocchina.

Dai dati fino ad ora analizzati si evince che il fenomeno dell’immigrazione a Lamezia sia divenuto strutturale, i primi 12 anni del XXI secolo sono caratterizzati da un incremento sostanziale delle donne e dei giovanissimi.

A tale proposito c’è da dire che è molto importante monitorare costantemente le caratteristiche demografiche della popolazione straniera residente (classi di età, genere e provenienza), poiché ciò ci consente di mettere in evidenza la necessità di provvedere ad adeguare i servizi pubblici ed assistenziali al fine di rispondere in maniera efficiente ed efficace all’evoluzione demografica di tale contingente.

La complessità dell’immigrazione obbliga ad agire su più fronti, al fine di realizzare interventi volti a mantenere il fenomeno negli ambiti della concreta integrazione e convivenza pacifica, piuttosto che affrontandolo pregiudizialmente come problema da rinchiudere negli argini interpretativi della stabilità e della sicurezza. L’integrazione si raggiunge costruendo relazioni positive tra comunità autoctone ed immigrate, creando un contesto di coesione sociale; la sicurezza si realizza contrastando le paure quando sono immotivate; la giustizia sociale si conquista attraverso una capillare analisi del contesto, delle esigenze, delle prospettive economiche e sociali di chi si trova a nascere e vivere in una terra marginale come la Calabria e di chi da marginalizzato rincorre aspirazioni di mobilità sociale.