Il cardinale Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna, è tornato alla Casa del Padre

Scritto da redazione.

 

È morto il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna. Il decesso è avvenuto improvvisamente questa mattina benché il porporato fosse da tempo malato. Aveva compiuto 79 anni lo scorso 1° giugno e aveva guidato la Chiesa di Bologna per quasi dodici anni, dalla fine del 2003 al 27 ottobre 2015. Il suono delle campane hanno annunciato all’arcidiocesi la morte del cardinale. Esperto di famiglia e di matrimonio, aveva ricevuto da Giovanni Paolo II nel gennaio del 1981 il mandato di fondare e presiedere il Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” per studi su matrimonio e famiglia. Creato cardinale da Benedetto XVI nel 2006, aveva partecipato al Conclave del marzo 2013 che ha eletto papa Francesco. Assieme ai cardinali Walter Brandmüller, Raymond L. Burke e Joachim Meisner (già deceduto), aveva firmato i “dubia” chiedendo chiarimenti a papa Francesco su alcuni punti dell’esortazione apostolica Amoris laetitia.  Nato a Samboseto di Busseto, in provincia di Parma ma nella diocesi di Fidenza, Caffarra entra nel Seminario vescovile di Fidenza e viene ordinato sacerdote il 2 luglio 1961. Prosegue gli studi a Roma nel Pontificio Seminario Lombardo conseguendo il dottorato in diritto canonico alla Pontificia Università Gregoriana con una tesi sulla finalità del matrimonio e il diploma di specializzazione in teologia morale alla Pontificia Accademia Alfonsiana discutendo una tesi sul rapporto religione-morale nella filosofia. Rientrato in diocesi, il giovane sacerdote don Caffarra è al tempo stesso vice-parroco della Cattedrale di Fidenza e insegnante di teologia morale nei Seminari di Parma e Fidenza. Su invito del grande teologo monsignor Carlo Colombo, diviene professore di teologia morale fondamentale alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano e al dipartimento di scienze religiose dell’Università Cattolica di Milano, istituito in quegli anni dal rettore Giuseppe Lazzati. In quegli anni Caffarra conosce monsignor Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione. «Un incontro fondamentale» per la sua vita, amava ricordare. Una profonda amicizia nascerà in seguito anche dall’incontro con don Divo Barsotti, mistico e teologo toscano, fondatore della Comunità dei Figli di Dio. Negli anni Settanta inizia ad approfondire i temi del matrimonio, della famiglia e della procreazione umana, spinto dalle richieste a lui fatte «da parte di numerose coppie di sposi e di fidanzati di essere introdotti nella grande visione cristiana del matrimonio», sottolineava. Sono gli anni della discussione suscitata dalla pubblicazione dell’enciclica di Paolo VI Humanae vitae. Insegna anche etica medica alla facoltà di medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma e nell’agosto 1974 è nominato da papa Montini membro della Commissione teologica internazionale, incarico mantenuto per due quinquenni successivi. Continua l’approfondimento teologico, antropologico ed etico del tema della procreazione umana che si impone soprattutto dopo che il 25 luglio 1978 viene alla luce la prima persona concepita in vitro. In qualità di rappresentante della Santa Sede partecipa nel settembre 1978 a Venezia al primo Congresso mondiale sulla sterilità umana e la procreazione artificiale. Nel 1980 Giovanni Paolo II lo nomina esperto al Sinodo dei vescovi sul matrimonio e la famiglia. Quindi l’impegno nel Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” per studi su matrimonio e famiglia che guida come preside dalla fondazione (nel 1981) fino al settembre 1995 (gli succederà il futuro cardinale Angelo Scola).  L’8 settembre 1995 Caffarra è nominato arcivescovo di Ferrara-Comacchio e riceve l’ordinazione episcopale a Fidenza il 21 ottobre per le mani del cardinale Giacomo Biffi, allora arcivescovo di Bologna. Come motto sceglie le parole “Sola misericordia tua”. Negli otto anni alla guida dell’arcidiocesi Caffarra ha una «singolare miscela di fede appassionata, di cultura (teologica, filosofica, letteraria) e di cordialità umana che lo rendeva capace di comunicare con tutti», ricorda una nota dell’arcidiocesi guidata oggi da monsignor Gian Carlo Perego. Fra i temi al centro del magistero di Caffarra l’«educazione dei giovani» e «nelle catechesi a loro dedicate, come nelle lezioni agli studenti delle scuole cittadine, non mancava di sottolineare il nesso tra la scelta cristiana e la vera libertà». Tra i momenti più intensi la «Grande missione cittadina imperniata sull’annuncio della misericordia di Dio».  Caffarra sarà anche presidente della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna. Il 16 dicembre 2003 Giovanni Paolo II lo vuole arcivescovo di Bologna dove inizia il suo ministero il 15 febbraio 2004 succedendo al cardinale Giacomo Biffi. Sarà al timone della Chiesa bolognese fino al 2015, quando lascia a 77 anni per limiti di età dopo aver avuto una “proroga” di due anni da papa Francesco. È membro della Congregazione delle cause dei santi, del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e ad honorem della Pontificia Accademia per la vita. Partecipa ai due Sinodi dei vescovi dedicati alla famiglia (nel 2014 e nel 2015) come membro di nomina pontificia indicato da papa Bergoglio. Quindi firmerà la lettera “dei quattro cardinali” inviata al Papa con i “dubia” sull’Amoris laetitia, l’esortazione che tira le somme del “doppio” Sinodo sulla famiglia, sostenendo che «solo un cieco può negare che nella Chiesa esiste una grande confusione, incertezza, insicurezza causate da alcuni paragrafi di Amoris laetitia», aveva raccontato Caffarra in una recente intervista. Autore di volumi di teologia morale fondamentale e di numerosi articoli, tradotti nelle principali lingue, cura l’edizione commentata di tutte le catechesi dedicate da Giovanni Paolo II all’amore umano.
(fonte Avvenire)