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Il santuario di Conflenti risposta alla presenza di Maria in mezzo a noi

Scritto da Luigi Antonio Cantafora, vescovo. Postato in La parola del Vescovo

 

«Ho messo le radici in mezzo a un popolo glorioso». Questo Santuario della Vergine dalla storia lunga e feconda ci unisce tutti. Un saluto grande dal cuore per tutti voi pellegrini, al Rettore e Vicario Generale don Adamo che ringrazio per la grande cura che ha del Santuario; un referente e distinto saluto al Signor Sindaco e a tutte le autorità civili e militari qui presenti. Il santuario di Conflenti sorge come risposta grata e commossa al dono della sua presenza in mezzo a noi. Cosa vuol dire avere Maria vicina? In cosa consiste la sua vicinanza? Nella instancabile compagnia che Dio, essendo un Dio incarnato, continua ad assicurare alla famiglia umana, soprattutto attraverso Maria, Madre Sua e madre nostra.  Dio guida il suo popolo. Continua ad stargli vicino lungo la storia. Maria è un fattore decisivo di questo amore di Dio che ci accompagna. Il grido dell’uomo, soprattutto oggi, non è inascoltato: «Avvicinatevi tutti a me, voi che mi desiderate e saziatevi dei miei frutti» (Sir 24, 12.18). Sempre come testimoni di questi interventi straordinari della Grazia che è Gesù vengono scelti i semplici, gli umili di cuore, L’evangelista Luca testimonia: «ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili» (Lc 1,51). L’umiltà di Maria di fronte all’annuncio dell’Angelo – «Come è possibile – si apre all’azione di Dio: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio»Non temere perché nell’amore di Dio c’è un posto speciale per te. Un posto che diventa anche il nostro. Solo l’amore assicura l’uomo e questo amore grande di Dio è la via maestra per il compimento della nostra libertà. L’amore di Dio muove la nostra libertà per renderci capaci di amare! Il Vangelo dell’annunciazione si conclude infatti con questi versetti: «Maria si mise in viaggio e raggiunse in fretta una città di Giuda» (Lc 1,39). L’amore è esigente: chiede lo scatto deciso della nostra libertà. «Sì, amore è ‘estasi” ma estasi come cammino, come esodo permanente dall’io chiuso in se stesso verso la sua liberazione nel dono di sé» (Benedetto XVI, Deus caritas est 6). La nostra testimonianza è la nostra libertà in azione dentro tutti gli ambienti dell’umana esistenza e scegliere di uscire dal nostro egoismo cieco e sordo.  Il Vangelo che abbiamo appena ascoltato ci riporta a un momento centrale della storia di Gesù con gli apostoli. Il Maestro chiede ai suoi: “Ma voi chi dite che io sia?” e abbiamo la bellissima risposta di Pietro: “Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente”. In questo riconoscere il Cristo è il cuore della Chiesa che fondata sull’apostolo Pietro, ha però in Maria il suo membro più eminente. Maria di questa Chiesa fatta di santi e di peccatori, di apostoli e di martiri, di miliardi di uomini e di donne di tutti i tempi: Maria è Madre. Infatti Cristo e la Chiesa, sono inseparabili! Non si può capire la Chiesa senza Cristo, ma anche non si può capire Gesù senza la Chiesa. Separare Gesù dalla Chiesa sarebbe voler introdurre una «dicotomia assurda», come scrisse il beato Paolo. Non è possibile «amare il Cristo, ma non la Chiesa, ascoltare il Cristo, ma non la Chiesa, appartenere al Cristo, ma al di fuori della Chiesa» (Paolo VIInfatti è proprio la Chiesa, la grande famiglia di Dio, che ci porta Cristo. La nostra fede non è una dottrina astratta o una filosofia, ma è la relazione vitale e piena con una persona: Gesù Cristo, il Figlio unigenito di Dio fattosi uomo, morto e risorto per salvarci e vivo in mezzo a noi. Ma, dove lo possiamo incontrare? Lo incontriamo nella Chiesa. La Chiesa è come una madre che custodisce Gesù con tenerezza e lo dona a tutti con gioia e generosità. Nessuna manifestazione di Cristo, neanche la più mistica, può mai essere staccata dalla carne e dal sangue della Chiesa. Senza la Chiesa, Gesù Cristo finisce per ridursi a un’idea, a una morale, a un sentimento. Senza la Chiesa, il nostro rapporto con Cristo sarebbe in balia della nostra immaginazione, delle nostre interpretazioni, dei nostri umori. Maria continua ad avere questa unica e grande missione: la maternità verso noi tutti. Maria cammina con la Chiesa fin dalle origini. Ella, Madre di Dio, è anche Madre della Chiesa e, per mezzo della Chiesa, è Madre di tutti gli uomini e di tutti i popoli. Che questa Madre dolce e premurosa ci ottenga la benedizione del Signore. Che questa Madre ci riporti a casa nostra. E la casa di ciascuno di noi è la Chiesa.