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La Via Crucis di tanti giovani, tra paura del futuro e incertezza del presente

Scritto da Luigi Antonio Cantafora, Vescovo. Postato in Vita diocesana

 

Cari fratelli e sorelle, abbiamo accompagnato Gesù nella «Via Crucis». Lo abbiamo accompagnato qui, sulle strade di questa città dove il Signore stesso ha sofferto e soffre di nuovo. La Croce è passata dove passano stivali minacciosi di chi semina violenza, morte e sopruso in questa comunità. Su questa terra martoriata, abbiamo piantato la Croce del Signore. E così abbiamo capito che la «Via Crucis» non è una cosa del passato, e di un determinato luogo della terra. La Croce del Signore abbraccia il mondo; e la «Via Crucis» attraversa il tempo. Abbiamo voluto che fossero 14 giovani a scrivere le meditazioni. Hanno interrogato il loro cuore alla luce della Scrittura e ci hanno aiutati a entrare nel cuore della Croce: la sofferenza e l’umiliazione. Anche per i giovani c’è una “Via crucis” causata dagli adulti, da coloro che dovrebbero passare il testimone e che non sempre riescono o vogliono farlo. Diceva Baden Powell che “bisogna lasciare il mondo più bello di come lo abbiamo trovato” e questa è una grande responsabilità che abbiamo tutti! La Via Crucis che abbiamo pregato è fatta di paura del futuro, di incertezza del presente, di mancanza di testimoni e di “porte sbarrate” soprattutto per l’inserimento nel lavoro e nella società. Questa è una croce per i nostri giovani! Nello specchio della Croce del Signore Gesù noi vediamo tutte le sofferenze dell’umanità di oggi ma anche la divisione della nostra città nella superbia dei ricchi e nella miseria di tanti che soffrono fame, sete e altre diverse privazioni. Ma, la «Via Crucis» non è semplicemente una collezione di cose oscure e tristi del mondo. Non vogliamo fermarci all’elenco dei mali o a una denuncia plateale incapace di cambiare il cuore. La «Via Crucis» è bensì la via dell’amore, la via scelta dal Signore per donarci tutto se stesso. La croce di Gesù ci parla del suo amore gratuito per noi, un amore che ci avvolge giacché sa anche soffrire, ci precede e ci abbraccia proprio là dove non ci ama nessuno, là dove noi stessi non ci amiamo. Ecco proprio lì ti ama Dio! Amandoci così, fino in fondo, senza sconti per sé stesso e senza repliche, Gesù ci dice che l’amore pone il limite al male, anzi lo annulla in sé. Attraversando una morte così ignominiosa ma per amore, Gesù la sconfigge con la sua risurrezione. Egli, per amore nostro, non si sottrae nemmeno a una morte di croce! Un amore così impensato ci attira, ci converte, ci sprona, ci scuote da ogni nostro torpore o vittimismo. C’è qualcuno che mi ama, è Gesù e con Lui voglio vivere! Ognuno di noi adesso sa che può porre un argine al male, aggrappandosi alla Croce di Cristo. Prendi il tuo posto in questa Via Crucis, segui la stessa strada di Gesù: la strada della bontà, della verità; il coraggio dell’amore anche quando potrà farti provare dolore. Carissimi, lasciamo questa sera che il sacrificio sulla croce di Gesù ci interpelli. Permettiamo a Lui di mettere in crisi le nostre umane certezze o di scrollarci! Apriamogli il cuore. Gesù è la verità che ci rende liberi di amare. Restiamo dunque in adorazione davanti alla croce. Signore Gesù, donaci la pace che cerchiamo, la gioia cui aneliamo, l’amore che colmi il nostro cuore assetato di infinito. Così ti preghiamo questa sera Gesù, Figlio di Dio, morto per noi in croce e risorto il terzo giorno, rialzaci con te per una vita che non muore, per una vita vissuta nell’amore. Amen.