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Agesci a cardinale Baldisseri: Come vigilare e farsi protagonisti di azioni altamente moralizzatrici?

Scritto da Francesca, Antonio e Padre Enzo. Postato in Vita diocesana

Eminenza Reverendissima, un affettuoso fraterno saluto a lei, a nome dei giovani della nostra Diocesi! Siamo lieti e grati del fatto che quest’anno, saremo noi Guide e Scout della Zona del Reventino, a ripetere questo gesto di devozione altamente significativo. Ci siamo preparati a questo appuntamento, attivando in seno ai nostri gruppi, un vivace dibattito sugli ambiti del prossimo sinodo dei giovani, che ha già prodotto una larvale analisi, del mondo dei nostri ragazzi e dei giovani. Parlando e discutendo dei giovani ed in particolar modo dei nostri giovani, sono emersi diversi nodi problematici, a cui abbiamo cercato di dare una spiegazione ma che nella maggior parte dei casi ci hanno lasciato il dubbio del come agire per…La nostra riflessione ed i conseguenti interrogativi, si è concentrata su quell’età evolutiva e mentale (da bambino a giovane) in cui vi è lo sviluppo della mente e l’accesso ai Saperi, le Scienze. Questo tempo coincide con l’allontanamento dei giovani dalla Fede, e l’impreparazione degli educatori a dare risposte concrete riguardo a ciò: Fede e ragione, Fede e Scienza. È emerso che il senso di precarietà in cui versa la società moderna, da un punto di vista economico sociale e anche della costruzione di rapporti duraturi in seno alle famiglie, hanno portato un senso di disorientamento nei nostri giovani. Abbiamo notato in loro un forte senso di apatia, in apparenza sembra che il loro interesse sia rivolto solo al superficiale all’effimero; diciamo solo in apparenza perché abbiamo anche notato il fantastico slancio che essi nutrono verso i più bisognosi. A volte contraddittori, si rifugiano in un mondo fatto di rapporti precari, la maggior parte delle volte gestiti sui social, che danno loro l’illusione di essere circondati da persone ma che in realtà lasciano in loro un profondo senso di solitudine, che non sempre riescono ad affrontare nella vita reale. Pur tuttavia essi non vanno lasciati da soli, dobbiamo imparare a camminare insieme a loro, condividere le aspettative e le speranze cercando di evitare il sentimento dannoso della rassegnazione incoraggiarli e rimboccarci le maniche per cambiare in meglio tutto ciò che ci circonda. Uno dei problemi principali emerso dalle nostre discussioni è la mancanza di figure importanti di riferimento; in particolar modo di quelle genitoriali che in molti casi si rifugiano nel ruolo genitore amico, lasciando così di fatto i ragazzi senza punti di riferimento stabili e validi che li aiutino ad orientarsi nelle scelte della loro vita in questa delicata fase della loro crescita. Abbiamo inoltre, notato un progressivo allontanamento dall’ambiente parrocchia, vissuto solo fino alla prima comunione per molti e alla Cresima per pochi. Un allontanamento che non è solo fisico ma che progressivamente li allontana anche dal desiderio e dal bisogno di incontrare Dio. Pertanto ci chiediamo: Come vigilare e farsi protagonisti di azioni altamente moralizzatrici? Come essere più presenti senza risultare invadenti? Come farli sentire amati e vicini a Gesù? Quanto e come la pastorale riesce a dare risposte e costruire orizzonti di speranza? Visto che i giovani hanno difficoltà ad avere punti di riferimento, come la chiesa prepara i suoi futuri ministri ad affrontare questa missione e sfida? L’Agesci tutta si è assunta per i prossimi 3 anni l’impegno di educare al sogno, al fine di essere portatori di speranza e far in modo di tramutare in realtà il progetto di Dio su di loro; in tutto ciò, quale risposte ci possiamo attendere anche in seno alla celebrazione del Sinodo, affinché i ragazzi riescano a realizzare validamente accompagnati i loro sogni e progetti di vita? Eminenza, in quanto capi siamo però convinti che il metodo scout ci dia tanti spunti per portare i giovani a riscoprire la bellezza dei rapporti umani del donarsi; a credere che si può ancora lottare per costruire qualcosa di duraturo e soprattutto avvertire che in questa lotta abbiamo un grande Alleato e che nonostante tutto abbiamo ancora valori, energie e voglia di costruire percorsi di bene e di meglio. Quel meglio meglio meglio, che da sempre promana dalla bellezza della nostra legge e promessa, e che è solo una scintilla di quello che risplende sul volto di Gesù Maestro e Signore. Ci benedica, Eminenza, perché questi nostri propositi, possano con la Grazia di Dio, tramutarsi in stupende realtà compiute là dove la provvidenza del Padre, ci invia come animatori, educatori, formatori.