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Chiesa

Nuova edizione del messale romano: nella Diocesi di Lamezia in uso dall'8 dicembre

Redazione · 2 mesi fa

Entrato in vigore il 29 dicembre scorso, obbligatorio in tutta Italia dalla prossima Pasqua

E' entrata in vigore domenica scorsa, 29 novembre, prima domenica d'Avvento, la terza edizione del Messale Romano, il cui uso sarà obbligatorio in tutte le chiese italiane dalla Pasqua 2021. Nella diocesi di Lamezia il nuovo messale sarà in uso dal prossimo 8 dicembre, solennità dell'Immacolata Concezione.
Il quotidiano dei vescovi italiani "Avvenire" indica i principali cambiamenti della nuova edizione.
Non sentiremo più «La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi», ma «La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi». È stato rivisto anche l'atto penitenziale con un'aggiunta “inclusiva”: accanto al vocabolo «fratelli» ci sarà «sorelle». Ecco che diremo: «Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle...». Poi: «E supplico la beata sempre Vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle...». Inoltre il nuovo Messale privilegerà le invocazioni in greco Kýrie, eléison e Christe, eléison sull'italiano «Signore, pietà» e «Cristo, pietà». Si arriva al Gloria, che avrà la nuova formulazione «pace in terra agli uomini, amati dal Signore». Una revisione che sostituisce gli «uomini di buona volontà».
Dopo l'orazione sulle offerte, il sacerdote inviterà a pregare dicendo: «Pregate, fratelli e sorelle, perché questa nostra famiglia, radunata dallo Spirito Santo nel nome di Cristo, possa offrire il sacrificio gradito a Dio Padre onnipotente». Nella Preghiera eucaristica II, quella fra le più utilizzate, dopo il Santo, il sacerdote dirà allargando le braccia: «Veramente santo sei tu, o Padre, fonte di ogni santità». E proseguirà: «Ti preghiamo: santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito». Tutto ciò sostituisce la precedente formulazione: «Padre veramente santo, fonte di ogni santità, santifica questi doni con l'effusione del tuo Spirito».

CONFESSO
L'atto penitenziale ha un'aggiunta “inclusiva”. Così diremo: «Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle...».

SIGNORE, PIETÀ
Sono privilegiate le invocazioni in greco «Kýrie, eléison» e «Christe, eléison» sull'italiano «Signore, pietà» e «Cristo, pietà».

GLORIA
Il Gloria avrà la nuova formulazione «pace in terra agli uomini, amati dal Signore» che sostituisce gli «uomini di buona volontà».

CONSACRAZIONE 1
Dopo il Santo, il prete dirà: «Veramente santo sei tu, o Padre...». E proseguirà: «Santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito».

CONSACRAZIONE 2
Nella consacrazione si ha «Consegnandosi volontariamente alla passione». E nell'intercessione per la Chiesa l'unione con «tutto l'ordine sacerdotale» diventa con «i presbiteri e i diaconi».

PADRE NOSTRO
Nel Padre Nostro entreranno le parole «Non abbandonarci alla tentazione» che prendono il postodi «Non ci indurre in tentazione».

LA PACE
Il rito della pace conterrà la nuova enunciazione «Scambiatevi il dono della pace» che subentra a «Scambiatevi un segno di pace».

AGNELLO DI DIO
Il prete dirà: «Ecco l'Agnello di Dio.... Beati gli invitati alla cena dell'Agnello».

LA CONCLUSIONE
Al termine ci sarà la formula: «Andate e annunciate il Vangelo del Signore».

L'inizio del racconto sull'istituzione dell'Eucaristia si trasforma da «Offrendosi liberamente alla sua passione» a «Consegnandosi volontariamente alla passione». Cambia anche la formula «Per averci ammessi alla tua presenza a compiere il servizio sacerdotale» che diventa «Perché ci hai resi degni di stare alla tua presenza...». Il «Ricordati di tutti i presenti» diventa «Ricordati di tutti coloro che sono qui riuniti» perché i fedeli non sono semplicemente presenti a Messa ma riuniti nel nome di Cristo. E nell'intercessione per la Chiesa l'unione con «tutto l'ordine sacerdotale» diventa con «i presbiteri e i diaconi». Varia anche la Preghiera eucaristica della Riconciliazione I dove si leggeva «Prese il calice del vino e di nuovo rese grazie» e ora troviamo «Prese il calice colmo del frutto della vite».

I riti di Comunione si aprono con il Padre Nostro. Nella preghiera insegnata da Cristo è previsto l'inserimento di un «anche» («Come anche noi li rimettiamo»). Non ci sarà più «E non ci indurre in tentazione», ma «Non abbandonarci alla tentazione». In questo modo il testo contenuto nella versione italiana Cei della Bibbia, datata 2008, e già inserito nella rinnovata edizione italiana del Lezionario, entra nell'ordinamento della Messa.
Il rito della pace conterrà la nuova enunciazione «Scambiatevi il dono della pace» che subentra a «Scambiatevi un segno di pace». E, quando il sacerdote mostrerà il pane e il vino consacrati, dirà: «Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell'Agnello». Per la conclusione della Messa è prevista la nuova formula: «Andate e annunciate il Vangelo del Signore». Ma i vescovi danno la possibilità di congedare la gente anche con le tradizionali parole latine: Ite, Missa est.