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Vita diocesana

Nuova edizione del Messale: incontro dei sacerdoti lametini con don Franco Magnani

Salvatore D'Elia · 2 mesi fa

"Non un nuovo messale, ma una nuova edizione che recepisce le indicazioni del Concilio"

Non un “nuovo” Messale. Non il cambiamento di un libro come un altro, quasi come se si trattasse di un sussidio di preghiera. Ma un Messale che risponde alle indicazioni emerse dal Concilio Vaticano II, un'occasione per tutta la comunità cristiana per riscoprire il dono della liturgia e la partecipazione attiva di tutto il popolo di Dio alla celebrazione eucaristica.
Così don Franco Magnani, già direttore dell Ufficio per la Liturgia della CEI, nel corso dell'incontro in remoto con il clero lametino, alla presenza del vescovo Giuseppe Schillaci, per confrontarsi sull'introduzione nelle comunità parrocchiali della terza edizione del Messale romano, entrata in vigore domenica scorsa in tutta Italia e in uso nella diocesi lametina a partire dal prossimo 8 dicembre.
Ripercorrendo l'itinerario delle diverse edizioni italiane del messale, dalla prima del 1973 a quella entrata in vigore nei giorni scorsi, don Franco, che ha seguito l'iter dell'ultima revisione, ha messo in evidenza parlando ai sacerdoti lametini “la caratteristica centrale di questa nuova edizione che non ricerca un linguaggio per così dire “alla moda”, ma, come ci esortano i documenti conciliari, vuole conciliare la sana tradizione con l'apertura alle vie legittime del progresso. E' un edizione rinnovata nella traduzione dei testi, più fedele al latino di riferimento. Diverse parti sono state revisionate, ma non è cambiata la forma complessiva della celebrazione. E' stato portato avanti dai vescovi italiani un fruttoso lavoro pastorale che va in due direzioni: verso un'autentica ars celebrandi, per cui non è solo il presidente ma tutta la comunità cristiana coinvolta nella celebrazione, e verso una catechesi mistagogica, in cui è la stessa liturgia ad immetterci nella conoscenza del Mistero”.
Approfondendo una per una le diverse modifiche previste dalla nuova edizione, dalle formule proprie dei sacerdoti a quelle del popolo, don Franco ha sottolineato la centralità della dimensione del rito che “non è qualcosa di desueto, ma è un aspetto fondamentale della vita cristiana. Una vita senza rito non è vita. Un po' come nell'amore sponsale dove senza i gesti d'amore quotidiani la relazione non sta in piedi”. Richiamando Papa Francesco, don Magnani ha ricordato che “non basta cambiare libri liturgici per migliorare la qualità della vita della liturgia. Perché la vita sia veramente lode gradita a Dio, occorre infatti cambiare il cuore.A questa conversione è orientata la celebrazione cristiana che è incontro di vita con il Dio dei viventi. Mi auguro che anche nella Chiesa di Lamezia si viva l'introduzione della nuova edizione del Messale come una rinnovata occasione di incontro con il Dio dei viventi nelle nostre comunità cristiane”.
Ad aprire l'incontro, il vicario diocesano don Pino Angotti che ha ribadito come “l'introduzione della nuova edizione del messale non consista nel cambiamento di un libro o di formule, ma si tratta di un evento che coinvolge la comunità cristiana nella sua interezza”. Il vescovo Schillaci ha ringraziato don Franco Magnani per la sua disponibilità invitando la chiesa lametina ad “accogliere la nuova edizione del Messale non solo con la testa, ma con il cuore, la vita, l'esistenza. Nella liturgia è tutta la vita dell'uomo che viene coinvolta e questo dono ricevuto si riverbera poi in tutti i momenti ordinari della vita del cristiano”.