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Psicologia e dintorni

Il negazionismo: dalle ragioni psicologiche a pericoloso fenomeno sociale

Lia Pallone · 6 mesi fa

Il covid 19 esiste se pur invisibile… ma il negazionismo vuole le sue ragioni.
Non sono bastate a molti, non solo in Italia ma nel resto del mondo, le testimonianze di chi, sopravvissuto alla terribile esperienza del contagio e in tanti casi della ospedalizzazione in rianimazione, ha raccontato con manifesta angoscia negli occhi il terrore di quei giorni vissuti senza la tangibile certezza del domani.
Nella storia il “negazionismo” è una corrente di pensiero tesa a negare fatti storici accaduti e accertati come l'Olocausto, la pandemia da Hiv (comunemente Aids) ed altri fenomeni di massa che si sono succeduti.
Oggi, trova la sua ispirazione nel negare il covid 19 facendo leva su alcuni pilastri che lo hanno da sempre sostenuto, primo fra tutti la “teoria del complotto”. Già nella prima fase della pandemia i complottisti hanno diffuso idee e teorie per le quali gli attuali sistemi politici mondiali sarebbero i fautori di una trama occulta ai danni di cittadini ignari, depistando il mondo dei lettori su false argomentazioni. Un esempio che riporto è tratto da una testata giornalistica: la tesi dei negazionisti per cui le bare sui camion di Bergamo contenevano clandestini annegati era esibita così: «Abbiamo ingrandito le immagini delle bare, e abbiamo visto che avevano un cartello con su scritto: 'Sconosciuto'».
Vere e proprie “fake news” utilizzate a dimostrare che poteri occulti vogliono che il popolo sprofondi nella paura dell'incertezza, confondendolo ed invitandolo, ad esempio, a gettare via la mascherina, bavaglio usato dal potere per togliere allo stesso, simbolicamente, la libertà di parola.
Così delirando, il negazionismo non si limita a rimuovere la realtà ma “costruisce un'alternativa” asserendo che, attraverso il covid, si cercherebbe dall'alto di controllare tutti noi come se già non lo fossimo attraverso i social!
Individuare coloro che costruiscono queste macchinazioni in opposizione a quanto la realtà, nel caso del covid, ci ha fatto vivere non è difficile: i classici agitatori di popolo che sanno di sostenere visioni illogiche ed inammissibili ma che faranno presa su una schiera di soggetti fragili, suggestionabili e manipolabili… in tal caso su chi, per un esercizio di esemplificazione della mente che rigetta le complessità, abbraccia la semplicità della negazione di un fenomeno come protettivo meccanismo di difesa personale di fronte all'angoscia che il Covid 19 ha insinuato spazzando via, come un fulmine a ciel sereno, tutte le nostre certezze e la nostra rassicurante, seppur noiosa, routine.
Freud aveva già illustrato i meccanismi del “diniego, della “negazione” cui l'Io reso fragile dalle avversità si rifugia in antitesi al “principio di realtà”, un modo di disconoscere l'imprevisto.
Ma un altro grave motivo dietro al negazionismo è che il covid 19 non guarda in faccia nessuno, porta con sé non solo gli ultimi ma anche la popolazione del ceto medio che fatica, come mai accaduto prima, ad avere accesso alle cure immediate. Un'altra certezza alla quale eravamo abituati e che ora non avendo reale riscontro è da negare.
Ora è il tempo dei vaccini che contengono solo acqua fresca o di contro iniettano sostanze nocive, delle lobby delle case farmaceutiche, ecc… in vista è una nuova battaglia “contro” al virus che sta diffondendosi in India che non è covid 19 e del quale, purtroppo si hanno poche notizie ancora.
A noi saper discernere, far prevalere sempre la scienza e, quand'anche mancassero precise cognizioni scientifiche, far prevalere il buon senso.