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Psicologia e dintorni

La solitudine del malato oncologico ai tempi del Covid

Lia Pallone · 25 giorni fa

La malattia rende vulnerabili al di là dell'intensità e delle modalità con cui si presenta e il Covid 19 ha reso tutto più complicato nella dispensa delle cure, specie quelle oncologiche, isolando le persone che da queste patologie sono affette, sempre più in casa in quanto più fragili ed attaccabili dal virus.
Tangibile è il grande vuoto che la solitudine crea e che si legge nei toni e nei contenuti espressi quando le si contatta.
Anche le associazioni di volontariato che si prodigano per la loro assistenza attraverso gli “accompagnamenti” nei centri nei quali si erogano le cure, il “disbrigo” delle pratiche che in tali casi sono tante e richiedono contatti con i vari uffici competenti, le “visite domiciliari” con funzione di sostegno ad alleviare momenti di sconforto, il “sostegno psicologico” necessario a malati e famiglie, si sono in buona parte dovute fermare ed assistere, loro malgrado, al venir meno di molti di questi interventi.
Restiamo nella nostra città questa volta, nella quale vive l'Acmo, associazione di volontariato intitolata a “Mimma Colosimo”, che effettua quanto sopra descritto, affiancando le persone affette da patologie oncologiche nel faticoso percorso delle cure. Non so in quanti la conoscano.
Attualmente, i volontari riescono ad accompagnare alcuni malati nei presidi ospedalieri per le terapie mirate e, attraverso il web, a sbrigare il necessario per le pratiche occorrenti ad erogare alcune prestazioni sanitarie necessarie.
Ma, causa Covid 19, quanto manca è il contatto, la relazione umana che implica per la persona ammalata rinunciare al “calore” del contatto, nutrimento necessario a sentirsi meno soli. Al volontario, oltre a tutto questo, manca la possibilità di orientare ed adeguare la propria azione verso i bisogni che via via emergono e che devono essere soddisfatti affinchè la strada della cura, sempre in salita, sia puntellata da sostegni che non lascino cadere chi ne porta il giogo.
L'Acmo, è sempre alla ricerca di arruolare volontari, motivati da solidarietà, sensibilità e senso pratico .
Il mio, attraverso “Lamezia Nuova”, vuole essere un appello ai suoi lettori affinchè questa umana realtà si conosca il più possibile e possa sollecitare la riflessione di ognuno sull'utilizzo del proprio tempo libero da mettere al servizio di una umanità sofferente, sempre più sola nel tempo del covid 19.
Per chi lo desiderasse i contatti possono essere presi con la segreteria dell'Associazione al numero 345 7028987