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(Dia)logos

Sant'Antonio, il liberatore…

Francesco Polopoli · 3 mesi fa

A Sant'Antonio è attribuita una preghiera di liberazione, che è un vero e proprio esorcismo a portata di mano o di fede. Ancora oggi tanti fedeli ottengono grazie e favori quando unitamente ad un forte spirito di fede recitano questa prece o orazione.
Eccola nell'originale latino:

Ecce Crucem Domini!
Fugite partes adversae!
Vicit Leo de tribu Juda,
Radix David! Alleluia!

Che traduciamo pressoché in questo modo:
Ecco la Croce del Signore!
Fuggite forze nemiche!
Cristo il re vittorioso, il Leone di Giuda,
radice di Davide, ha vinto! Alleluia!
La tradizione tramanda che il Padovano l'avrebbe insegnata ad una donna tormentata dal maligno, più precisamente della città portoghese di Santaren, apparendole in sogno e presentandole la breve preghiera – nota anche come Brevetto di sant'Antonio – scritta su un semplice foglietto, ed accompagnato dalle seguenti parole di incoraggiamento: «Destati, o donna, e custodisci questa preghiera che ti dono, la quale ti libererà da ogni vessazione diabolica». Tra le altre cose Il Santo ha sempre ben descritto come stia lì ad agire in noi il tentatore, il quale è un furbissimo” indagatore di mercato”: “Dapprima fa un giro attorno alla terra, cioè alla mente dell'uomo, indaga con molta astuzia a quale vizio sia più incline, e quindi la percorre per tentare ciascuno secondo quanto ha rivelato”. Recitarlo con questo brevetto è liberatorio alla pari della medaglia benedettina, che assolve alla stessa funzione: “un Credo” ed un “Vade retro”, per entrambe le cose!