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Vita diocesana

Tradotta in spagnolo l'opera di Francesco Polopoli sul Beato Carlo Acutis

S.D. · 2 mesi fa

Prefazione a cura del vescovo Giuseppe Schillaci

Traduzione in spagnolo per il libro di Francesco Polopoli “Pensieri, parole, opere e missione di Carlo Acutis: dalla A alla Z”, opera che racchiude i tratti essenziali della vita, del carisma e della spiritualità del giovane beatificato ad ottobre scorso ad Assisi. Il libro dello scrittore e docente lametino, con la prefazione a cura del vescovo monsignor Giuseppe Schillaci e la postfazione di don Domenico Cicione Strangis, è stato tradotto su iniziativa della casa editrice “Ciudad Nueva”, realtà editoriale del movimento dei Focolari.
Dopo la versione italiana edita dalla casa editrice lametina “Grafiché Editore”, la pubblicazione in lingua spagnola è stata richiesta da tanti lettori che, dalla Spagna e dai Paesi sudamericani, attraverso il web, sono venuti a conoscenza del libro di Francesco Polopoli. Un' “operetta”, come la definisce l'autore, che articolando in alcune parole chiave il cammino di santità di Carlo, una per ogni lettera dell'alfabeto, delinea il profilo di un Santo “dei nostri giorni”, di quella santità “della porta accanto” come la chiama Papa Francesco, che vive e patisce le dinamiche del nostro tempo.
Carlo parla alle donne e agli uomini di oggi, come testimonia in ogni occasione la mamma Antonia. Parla ai “millenials” suoi coetanei, ai più adulti, alle generazioni nate dopo di lui. Ci ricorda che non c'è nessuna contrapposizione tra la bellezza unica di stare di fronte al Tabernacolo per adorare Cristo vive e vero, come amava fare Carlo, e le passioni per l'informatica, la tecnologia e la comunicazione. Quella carica straordinaria del Concilio Vaticano II ci spinge oggi più che mai a una chiamata universale alla santità che consiste non nel rifugiarci in una realtà altra e diversa ma nell' abitare questo nostro tempo, le dinamiche del presente, le contraddizioni, le fragilità, le risorse e le opportunità dell'oggi.
Carlo lo ha fatto nella sua breve esistenza terrena, cogliendo all'inizio del nuovo millennio la straordinaria potenzialità dei nuovi strumenti di comunicazione per “riempire” di Vangelo, di senso, di eternità, il “mare magnum” del web, costellato di insidie e di opportunità. Carlo, per citare l'autore, viveva “in maniera straordinaria pur conducendo una vita ordinaria”. E' questo l'orizzonte, il “prendere il largo”, a cui sono chiamati i discepoli di Cristo di oggi. Gettiamo “le reti” nella “rete”, per trovare risposte alle domande di senso, a quella sete di umanità, che alberga e albergherà nell'animo degli uomini in ogni tempo.