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Esaltazione della Croce, Santo Marciano' al Santuario San Giovanni Paolo II

Redazione · 1 mese fa

In occasione della festa, l'arcivescovo ordinario militare per l'Italia donera' alla comunita' un frammento della roccia del monte Calvario e conferira' il sacramento della Cresima a militari del "Sirio"

Nel corso del centenario della nascita di Karol Wojtyla, nonostante l'emergenza coronavirus, nel pieno rispetto delle norme anticovid-19, la comunità dei fedeli continua a vivere - al Santuario San Giovanni Paolo II di Cardolo - momenti significativi di profonda fede e in ascolto degli insegnamenti luminosi del Papa Polacco, i cui contenuti svelano il mistero del Dio che ama l'uomo e nel Suo Figlio si fa vicino ad ogni uomo desideroso di verità, di pace, consolazione e di giustizia.

La Calabria si pregia di avere un luogo di culto dedicato a Karol Wojtyla, che risulta essere il primo Santuario del Meridione d'Italia, la cui vocazione è quella di essere centro propulsore di spiritualità per diffondere i suoi insegnamenti a servizio dell'uomo in cammino sui sentieri dell'esistenza umana.

Proprio in tale luogo, il 14 settembre 2020, Festa dell'esaltazione della Croce, per commemorare il 40° anniversario della pubblicazione della “Dives in Misericordia”, seconda enciclica del Santo Padre, sarà accolta nella nuova cappellina della Riconciliazione del Santuario Diocesano San Giovanni Paolo II, la reliquia di un frammento della roccia del Monte Calvario, che l'Ordinario Militare per l'Italia, Mons. Santo Marcianò, donerà alla comunità parrocchiale di Accaria-Cardolo. In tale circostanza, Sua Ecc.za, conferirà il sacramento della cresima ad alcuni soldati del Comando Militare – Calabria e del 2° Rgt Aves - Sirio di Lamezia Terme.

La celebrazione eucaristica – che si svolgerà in sicurezza nel pieno rispetto delle indicazioni fornite dal Comitato Tecnico Scientifico – avrà inizio alle ore 10.30 e sarà occasione per riaffermare che la croce di Cristo è la via della salvezza per l'umanità. La salvezza, difatti, si compie nella risurrezione. Ma il suo inizio sta nell'accettazione della croce. Tutto ciò che Gesù ha fatto per la salvezza dell'uomo si riassume nell'offerta sacerdotale che Egli ha fatto di sé stesso sul legno della croce, come vittima di espiazione per i peccati di ogni uomo. Il sacrificio della croce - che la Chiesa celebra in ogni eucarestia – viene richiamato in maniera speciale anche nella festività del 14 settembre, festa dell'Esaltazione della santa croce. Tale festività rimanda alla missione terrena di Gesù: essa si conclude in modo così drammatico nella crocifissione, che San Giovanni Evangelista la sintetizza in una parola delicata e significativa: il Padre “dà” il suo Figlio unigenito, e lo “dona” per amore. La missione di Gesù è espressa nel linguaggio dell'amore. E difatti, il sacrificio della croce è tutto avvolto dall'amore; e dall'amore trae il suo più profondo significato. E tutto questo amore di croce Cristo Gesù lo vive affinché tutta la persona umana ripiegata su se stessa, sfigurata dal peccato, possa essere rinnovata dalla potenza salvifica dello Spirito Santo. Tale opera di rinnovamento dell'uomo che ha raggiunto la fede e ad essa vi aderisce con la vita avviene - oltre che nel Battesimo - nel Sacramento della Riconciliazione e tutte le volte che la Chiesa celebra questo sacramento, proclama il suo credo nella vittoria della croce. È come se noi stessimo ripetendo le parole di san Paolo: “Io sono infatti persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né presente, né avvenire, né potenze, né altezze, né profondità, né alcun'altra creatura, potrà mai separarci dall'amore di Dio in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rm 8,38-39).