Il complesso parrocchiale di località Cancello, nel Comune di Serrastretta, rappresenta un esempio virtuoso di una progettualità che vuole dare risposte a due esigenze: l’esigenza della comunità parrocchiale di S. Giorgio di avere un luogo di comunione  per realizzare le diverse attività pastorali; l’esigenza della comunità civile di dare concretezza a una piazza, con tutto ciò che essa rappresenta, realtà architettonica e sociale che ad oggi manca nella frazione Cancello.

L’intervento, finanziato con fondi 8xmille destinati all’edilizio di culto, porterà alla realizzazione del complesso parrocchiale dedicato allo Spirito Santo, che sorgerà in un’ area geograficamente localizzata a sud-ovest dal centro abitato di Cancello, frazione del Comune di Serrastretta, adiacente alla strada provinciale San Giorgio.

Lo stesso progettista evidenzia la convergenza della duplice esigenza, religiosa e civile, sottolineando come “dall’ analisi del contesto suburbano risulta subito evidente l’assenza di un luogo piazza sia religioso che civico nella frazione di Cancello. La stessa chiesa di San Giorgio sorge sulla strada all’incrocio di due vie. Quindi l’obiettivo primario nell’organizzazione spaziale degli edifici del nuovo complesso parrocchiale è stato quello di creare una nuova piazza religiosa e civica per la comunità di Cancello”. Le soluzioni architettoniche sono, dunque, finalizzate a “creare un nuovo luogo urbano e religioso, un centro di aggregazione per la popolazione locale dove sia possibile radunarsi e svolgere sia le funzioni religiose che le attività ricreative e di studio ad esse legate, superando la dispersione edilizia della struttura extraurbana tipica dell’area. Lo spazio Piazza, quello del Sagrato, quindi, raduna intorno a se tutte le componenti e gli edifici richiesti, quali quello della Chiesa, dei locali del Ministero Pastorale, della Canonica e gli spazi di servizi annessi (accessi, scalinate, rampe, parcheggi e spazi verdi), attraverso la sua geometria semplice di due assi ortogonali, Cardo e Decumano”.

Una scelta architettonica che va a salvaguardare anche gli storici uliveti che si trovano nell’area, essendo prevista  “la possibilità di poter creare un piccolo parco o “Giardino degli Ulivi” a monte dei locali del Ministero pastorale, in continuità con la Piazza-Sagrato, dove sarà possibile passeggiare, pregare e raccogliersi in comunione con la natura e con Dio. Questo spazio verde consentirà anche la salvaguardia e ricollocazione dei numerosi Ulivi presenti nell’area d’intervento.”

Per quanto riguarda l’aspetto liturgico del nuovo complesso, secondo il liturgista padre Silvano Maggiani, professore di Liturgia alla Pontificia Facoltà Teologica Marianum, “la domus a pianta centrale risponde alla immagine di Chiesa come mistero comunionale, assemblea di circumstantes ai fuochi simbolico – eminenziali dell’altare e dell’ambone (luoghi e monumenti); la sua collocazione in un ottagono è ricordo costante alla Chiesa del suo essere popolo pellegrinante verso la Gerusalemme celeste: Chiesa che va verso l’ottavo ultimo giorno del compimento. L’aspetto escatologico è rafforzato dalla cupola, nella sua variegata mediazione della luce, e dal percorso significativo, dal Portale all’arca dell’altare, segnata dalla Croce con il Crocifisso. La luce che scende dall’alto (è valorizzata soprattutto la luce naturale) richiama la luminosità dello Spirito Santo (Pentecoste) che si diffonde nell’assemblea, ministerialmente strutturata (Colui che presiede, ministri vari [con seduta nel fondo abside], coro), celebrante in Spirito Santo l’azione salvifica di Gesù Cristo nella Eucaristia, negli altri Sacramenti e nei sacramentali. Facilitati da due entrate (Portale e porte minori), i fedeli o il singolo, a fianco dell’altare, trovano la Cappella del Ss. Sacramento per l’adorazione e preghiera di piccoli gruppi o personale, e i luoghi per la celebrazione della Penitenza. A destra dell’area dell’altare è stata pensata la Cappella del Ss. Sacramento, subito adiacente è previsto un luogo santuariale dedicato alla Beata Vergine Maria, testimone della comunione dei Santi.  Il sagrato concepito come luogo a favore della domus e di armonizzazione con il complesso parrocchiale, offre possibilità celebrative, di incontro e aggregazione. L’accesso alla domus è caratterizzato da un significativo Portale, richiamo a Cristo, porta del gregge, in asse con l’altare”.

S.D.

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