Tema: “Piani operativi e azioni territoriali per l’impresa e il lavoro. Verso le nuove competenze e la modernizzazione dell’occupazione al Sud”.
Continua il percorso di riflessione della Scuola di Dottrina sociale della Chiesa della diocesi di Lamezia Terme, con il terzo appuntamento svoltosi nella serata di ieri. La tavola rotonda, avviata in remoto tramite conference call digitale, ha visto le autorevoli voci di Roberto Cosentino, Tommaso Marino, Cosimo Cuomo, dei docenti Romano Benini e Gaetano Natullo avvicendarsi alla guida della riflessione sul tema “Piani operativi e azioni territoriali per l’impresa e il lavoro. Verso le nuove competenze e la modernizzazione dell’occupazione al Sud”.
I lavori della Scuola, avviati da Giuseppe Campisi segretario regionale UCID per la Calabria ed esperto di politiche del lavoro, sono stati aperti dai saluti don Giuseppe Critelli, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della diocesi di Lamezia Terme, per entrare nel vivo attraverso l’intervento di Cosentino, dirigente generale del Dipartimento per il Lavoro della Regione Calabria, che ha sottolineato in maniera specifica come sia in atto il miglioramento dei centri dell’impiego calabresi, i quali hanno importanza strategica nel distribuire il lavoro e mettere in rete i lavoratori all’interno dello stesso mondo del lavoro. “È importante – ha affermato Cosentino – raggiungere le persone e creare servizi.”
A fare eco a questa sua prospettiva, è intervenuto Marino, segretario nazionale del Movimento dei Lavoratori di Azione Cattolica, il quale ha rimarcato quanto importante sia “coinvolgere e rendere realmente protagonisti i giovani nel “pensare per loro”; in tale misura, Marino ha evidenziato il lavoro – non statale – delle parrocchie italiane, le quali accompagnano i giovani ad una forte presa di coscienza di se stessi, nel sapere e nello scegliere come spendersi, con quali diritti e quali doveri in favore della collettività. Romano Benini, docente di Politiche del lavoro presso il Link Campus University di Roma, è in seguito intervenuto per poter indicare la prospettiva di creare un ambiente sociale che sia sempre più solidale, inclusivo e aperto all’ascolto, di modo che si possa realmente lavorare sulle competenze dei lavoratori, giovani o adulti che siano; l’investimento – di risorse economiche e umane – deve andare nella direzione della formazione e rafforzamento delle competenze tecniche e digitali, seguendo le domande delle imprese. Gaetano Natullo, docente di Diritto del lavoro presso l’Università degli studi del Sannio di Benevento, ha sintetizzato i temi chiave della discussione, parlando di comprendere, mappare, le esigenze insieme alle criticità delle imprese e dei territori, così da poter lavorare sulla modernizzazione e la formazione per il lavoro, le quali passano entrambe sul rafforzamento delle competenze, ovvero sull’istruzione e sulla formazione dei lavoratori: la migliore adattabilità al lavoro da, e darà nel prossimo futuro, migliore occupabilità per ciascuno.
A conclusione dei lavori il vescovo Giuseppe Schillaci ha riportato alla mente dei partecipanti alla sessione di lavoro della Scuola di Dottrina Sociale il filo rosso che ha condotto le giornate della Settimana sociale dei cattolici italiani, l’adagio che papa Francesco ha postulato dell’enciclica Fratelli tutti: “tutto è connesso”. Attraverso questa indicazione, il vescovo ha posto non solo il punto di congiunzione agli interventi e ai temi trattati, ma ha altresì dato motore ai processi che nasceranno dalla grande riflessione avviata dalla Scuola e da quelli in atto dalla realtà ecclesiale e sociale, in maniera particolare del territorio calabrese.