Non è mai solo una firma. È di più, molto di più

“Sovvenire alle necessità della Chiesa non è un meccanismo di raccolta e distribuzione di risorse economiche, ma un atteggiamento ecclesiale di comunione, corresponsabilità, partecipazione. Le parrocchie hanno un ruolo fondamentale, perché rappresentano la Chiesa sul territorio e possono intercettare le persone sul territorio. Occorre sensibilizzare i fedeli e, per farlo, è necessario far conoscere ciò che le parrocchie realizzano ogni giorno attraverso la loro forza rappresentata dalle persone, dai volontari che ogni giorno si mettono a servizio del bene comune”. Così Stefano Maria Gasseri, incaricato del coordinamento della rete territoriale per il servizio nazionale di “Sovvenire”, intervenuto a Lamezia Terme per un incontro informativo nel salone del seminario vescovile, rivolto ai sacerdoti e ai laici della diocesi, in vista della giornata nazionale di sensibilizzazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica, che ricorrerà il prossimo 15 maggio.

Un trend di drastica riduzione segna la destinazione dell’8xmille da parte dei contribuenti che, alla luce dei dati forniti da Gasseri,  “ha visto una contrazione di oltre venti punti in venti anni. Se nel 2000 quasi il 90% dei contribuenti ha firmato per la Chiesa Cattolica, nel 2021 siamo scesi a circa il 70%. Accanto a questo, sono crollate le erogazioni liberali dei fedeli per i sacerdoti, ragione per cui è necessario sempre di più attingere all’8xmille per il sostentamento del clero. Pensiamo all’aiuto straordinario, troppo spesso rimasto in secondo piano, che la Chiesa Italiana, attraverso la Caritas e le parrocchie, ha dato a tutto il Paese nel 2020, nell’anno più drammatico della pandemia: a fronte di un gettito di oltre un miliardo dell’8xmille, la Chiesa Italiana ha potuto riservare un fondo consistente per aiutare le diocesi e le parrocchie in difficoltà e, a loro volta, aiutare le persone alle prese con la crisi sanitaria ed economica. Se questo gettito nei prossimi anni diminuirà, come emerge dalle previsioni dei prossimi tre anni, la Chiesa avrà meno risorse e meno possibilità di aiutare”.

Riepilogando i passaggi che hanno segnato i cambiamenti del sistema di sostentamento del clero dopo la revisione del concordato nel 1984, Gasseri ha sottolineato la necessità di “andare oltre la mentalità del “tanto c’è l’8xmille…”, per cui ci si disinteressa e non si partecipa attivamente alle esigenze della Chiesa. Occorre ricordarci che, secondo il diritto canonico, è la comunità dei fedeli a dover preoccuparsi del sostentamento del clero. Oggi il dato sulle erogazioni liberali è pari a circa l’1,6% a livello nazionale. Questo significa che maggiore è la richiesta per il sostentamento del clero, minore risorse ci saranno per il culto e la carità, che sono le altre due finalità dell’ 8xmille. Occorre ripartire dal coinvolgimento dei fedeli, rinnovare il senso comunitario, far sentire di nuovo le parrocchie come punti di riferimento sul territorio”.

Il referente diocesano per l’ 8xmille Antonio Palmieri ha sottolineato che “la strada maestra per riavvicinare le persone resta quella di veicolare il volto vero della Chiesa, che riflette la luce del Cristo Risorto. Una Chiesa senza mezzi è una chiesa asservibile, strumentalizzabile, che non può assolvere alla missione universale affidatale dal Signore. Secondo alcuni studi e ricerche, la Chiesa Cattolica che è in Italia fa risparmiare alle casse dello Stato almeno 11 miliardi l’anno quando ne riceve circa un miliardo”.

Ad introdurre l’incontro, don Pino Angotti che, portando i saluti di monsignor Schillaci, ha ringraziato Gasseri “per un momento che ci coinvolge tutti, sacerdoti e laici, e che attraverso l’8xmille ci sollecita alla corresponsabilità e alla partecipazione alla vita della Chiesa”.

S.D.