In preparazione al decimo incontro mondiale delle Famiglie che si svolgerà a Roma dal 22 al 26 giugno, nei giorni scorsi, promosso ed organizzato dal Rinnovamento nello Spirito diocesano, coordinato da Rosetta Mazza, dall’ufficio di Pastorale familiare e dal Forum delle associazioni familiari, si è svolto un pellegrinaggio delle famiglie a Dipodi concluso con una celebrazione eucaristica officiata nel Santuario da don Domenico Cicione Strangis, delegato dell’Ufficio della pastorale familiare, che, insieme a padre Gianni De Ronchi, delegato dell’ambito evangelizzazione diocesano delle famiglie RnS, si è alternato alla guida della recita del Rosario lungo il cammino.

Il Pellegrinaggio di quest’anno, organizzato grazie anche alla collaborazione di Pasqualina Anania e Pasquale Pelaggi, referenti della famiglia della diocesi, e giunto alla sua quindicesima edizione, vanta una tradizione che ebbe inizio per volontà della Santa Sede nel 2007 a Pompei, dopo il Family Day e che ogni anno si rinnova in maniera sempre più forte e convinta.

“La bellezza del Matrimonio – ha detto Antonio Arcella, delegato regionale dell’ambito evangelizzazione pastorale familiare del Rns, partendo dall’esortazione di papa Francesco “Amoris Laetitia –  è proprio quella di vivere una relazione interpersonale d’amore dove non mancheranno certo le contraddizioni, le difficoltà, le prove, il nemico cercherà sempre di interrompere questa relazione d’amore, ma il segreto del Matrimonio è quello di rimanere uniti , attingendo al Sacramento Eucaristico, il quale dà la forza di amarsi e perdonarsi sempre, in ogni momento”.

“In un tempo che vuole cancellare il Vangelo di Gesù – ha aggiunto -, abbiamo nell’Eucarestia un’arma formidabile per riaffermare il primato e il governo di Cristo nella storia di ogni famiglia. La presenza del Signore abita nella famiglia reale e concreta, con tutte le sue sofferenze, lotte, gioie e i suoi propositi quotidiani. Quando si vive in famiglia, lì è difficile fingere e mentire, non possiamo mostrare una maschera. Se l’amore anima questa autenticità, il Signore vi regna con la sua gioia e la sua pace. Se c’è crisi di identità della famiglia cristiana non si deve certo alle ‘dimissioni’ dello Spirito Santo dalla storia umana, piuttosto alle nostre ‘diserzioni’”.

Arcella ha poi invitato le famiglie ad accostarsi sempre al Sacramento dell’Altare, a Gesù Eucarestia perché solo Lui non ci farà perdere il coraggio ed ogni impresa ci sembrerà possibile: “Se Cristo ha vinto la morte – ha concluso – , tutto può essere vinto. Se Cristo è Risorto, tutto può tornare in vita. Questa è la nostra speranza viva! Questo è il nostro augurio di bene, e se questa opera che è stata fatta da Dio, obbedirà allo Spirito di Verità, non solo farà venire alla luce qualcosa di nuovo, ma darà vita a qualcosa che rimarrà.

La Giornata, svoltasi grazie all’accoglienza ed alla disponibilità del rettore del Santuario, don Antonio Astorino, si è conclusa con la coroncina del Rosario costituita da palloncini fatta volare in cielo.

a.v.