
Esistono dei luoghi comuni sulla firma dell’8xMille che, spesso, possono creare confusione. Per approfondire questa tematica, Lamezia Nuova ha incontrato don Antonio Astorino direttore amministrativo dell’Ufficio dell’economato della Diocesi.
Uno dei tanti luoghi comuni è che la Chiesa cattolica non paga le tasse. È vero?
“La Chiesa cattolica paga le tasse sugli immobili che svolgono attività commerciali e sugli immobili dati in affitto, mentre gode di esenzioni previste dalla legge, che riguardano anche le altre confessioni religiose, i partiti politici e i sindacati. Bisogna ricordare che nel 2012 l’Imposta comunale sugli immobili (Ici) viene sostituita dall’Imposta municipale unica (Imu) e vengono introdotte delle esenzioni che non riguardano però solo la Chiesa cattolica, bensì tutte le confessioni religiose, i partiti politici e i sindacati, cioè tutti gli enti che svolgono attività in ‘modalità non commerciali’”.
Cosa significa?
“Che la Chiesa cattolica paga regolarmente le tasse su tutti gli immobili che svolgono attività commerciali e sugli immobili dati in affitto. Viceversa, gode di esenzione –al pari di altre confessioni religiose, partiti politici e sindacati – sugli immobili che svolgono una funzione di culto o caritativa, come le chiese, gli oratori, le mense per i poveri, i dormitori, le case di accoglienza”.
Un’altra accusa è che i soldi dell’8xmille non vanno a finire alla carità
“Gli interventi caritativi sono una delle tre finalità previste dalla legge per la suddivisione dei fondi dell’8xmille. Ogni anno la Chiesa cattolica destina milioni di euro a questi interventi. Giusto per citare qualche dato: nel 2024 la Chiesa ha reso disponibili quasi 300 milioni di euro per la carità, grazie alle risorse ricevute dallo Stato attraverso l’8xmille. In particolare, sono stati distribuiti oltre 100 milioni per garantire assistenza ogni giorno a famiglie, anziani e persone fragili che faticano ad arrivare a fine mese, pacchi alimentari, farmaci e aiuti concreti. Vengono garantite mense gratuite per le persone più povere e ospitalità per coloro che non hanno una casa. Grazie a oltre 40 milioni di euro dell’8xmille, una delle necessità più urgenti trova risposta concreta: quella della casa. Da un lato, per le persone senza fissa dimora, la Chiesa cattolica mette a disposizione luoghi ospitali in cui poter vivere. Dall’altro sostiene famiglie in difficoltà economica, persone in situazione di povertà e anziani nel pagamento dell’affitto, delle bollette e di altre spese di prima necessità. Denaro che diventa tetto, calore, luce accesa e soprattutto dignità. Circa 27 milionisono stati impiegati per progetti di assistenza e cura per i più bisognosi, mentre per le persone con disabilità sono stati promossi progetti per il superamento delle barriere fisiche e culturali e per l’inserimento in centri diurni e comunità alloggio. La chiesa cattolica è poi da sempre attenta all’educazione dei bambini e dei giovani. Con oltre 14 milioni dell’8xmille tutela i minori e favorisce i percorsi formativi di integrazione inclusione per prevenire l’abbandono scolastico e il disagio giovanile. Negli oratori parrocchiali sono organizzate attività di doposcuola e supporto didattico, centri diurni aggregativi e socioeducativi per minori, laboratori per aiutare i giovani a scoprire e allenare i propri talenti nello sport, nella musica e nell’arte. Grazie ad oltre 12 milioni la Chiesa cattolica è vicina a chi è senza lavoro aprendo percorsi di orientamento e nuove possibilità di inserimento lavorativo. Con circa 100 milioni di euro, la Chiesa cattolica sostiene interventi nei Paesi più poveri, restando accanto alle vittime di conflitti e calamità naturali. Questi fondi garantiscono aiuti umanitari immediati, beni essenziali e farmaci, e sostengono la ricostruzione, aiutando le comunità locali a riavviare le attività produttive e a rimettere in moto l’economia di base”.
Saveria Maria Gigliotti

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